Lettera agli investitori – Cosa ci raccontano davvero gli outlook 2026

Cari investitori,

ogni fine anno, puntuale come il calendario economico e i buoni propositi di gennaio, si ripete un rito ormai consolidato nel mondo della finanza:
le grandi case di investimento pubblicano i lorooutlook per l’anno successivo.

Il 2026 non fa eccezione.

Decine di report, centinaia di pagine, grafici eleganti, linguaggio misurato. Il tutto confezionato per apparire rassicurante, razionale, professionale. Eppure, leggendo con attenzione leprevisioni dei mercati finanziari per il 2026, emerge una sensazione ricorrente: non tanto di novità, quanto dicontinuità.

Una continuità che, se non viene compresa fino in fondo, rischia di diventare una trappola per l’investitore.


Prima di guardare al 2026, uno sguardo al 2025

Prima di immergerci nelle previsioni per il 2026, vale la pena fermarsi un momento e guardarel’anno che stiamo lasciando alle spalle.

Il 2025 è stato, a tutti gli effetti, un anno complesso ma generoso per gli investitori. Un anno che ha premiato chi è rimasto investito, ma che ha anche rafforzato alcune distorsioni già presenti nei mercati globali.

Dal punto di vista dei risultati, i principali indici azionari hanno chiuso l’anno con performanceampiamente positive, seppur molto diverse tra aree geografiche e settori.

Negli Stati Uniti, l’azionario ha continuato a essere il motore principale dei rendimenti globali.
L’S&P 500 ha archiviato il 2025 con un guadagno a doppia cifra, sostenuto ancora una volta da pochi grandi titoli a forte capitalizzazione, in particolare nel settore tecnologico e legato all’intelligenza artificiale. Il Nasdaq, più volatile ma anche più direzionale, ha fatto ancora meglio, rafforzando la sensazione di un mercato sempre più concentrato.

In Europa, il quadro è stato più sfumato. Gli indici principali hanno comunque registrato performance positive, ma inferiori a quelle statunitensi, penalizzati da una crescita economica più debole, da tensioni geopolitiche persistenti e da un contesto politico meno stabile. I mercati hanno premiato soprattutto i settori difensivi, industriali e finanziari, lasciando indietro le aree più cicliche.

I mercati emergenti hanno vissuto un anno a due velocità. Da un lato, alcune economie hanno beneficiato di flussi legati alla riorganizzazione delle catene produttive globali e agli investimenti infrastrutturali; dall’altro, la Cina ha continuato a rappresentare un elemento di incertezza, con una crescita inferiore alle attese e un peso sempre più rilevante delle dinamiche geopolitiche.

Sul fronte obbligazionario, il 2025 ha segnato un parziale ritorno alla normalità dopo anni difficili. Con l’inflazione in graduale rientro e le banche centrali meno aggressive rispetto al passato, le obbligazioni hanno finalmente ricominciato a svolgere il loro ruolo di stabilizzazione nei portafogli, pur senza tornare ai rendimenti “facili” di un tempo.

Il contesto macroeconomico è rimasto dominato da alcuni grandi temi:

  • la progressiva normalizzazione della politica monetaria

  • l’elevato livello di debito pubblico

  • il riassetto geopolitico globale

  • il consolidarsi dell’intelligenza artificiale come tema strutturale

  • il ritorno delle politiche industriali e dei dazi

Il risultato finale è stato un anno che, guardato a posteriori, appare quasi lineare nei numeri, matutt’altro che semplice da vivere in tempo reale. La volatilità non è mancata, le notizie negative si sono alternate a fasi di euforia, e il rumore informativo ha continuato a mettere alla prova la disciplina degli investitori.

Ed è proprio questo il punto più importante da ricordare del 2025:
non è stato un anno facile da attraversare emotivamente, nonostante i buoni risultati finali.


Perché gli outlook affascinano così tanto

Gli outlook esercitano un fascino potente perché rispondono a un bisogno umano profondo:
la ricerca di certezze in un contesto incerto.

Sapere “cosa aspettarsi” ci fa sentire più preparati, più intelligenti, più protetti. È una sensazione comprensibile. Il problema nasce quando questa sensazione viene scambiata per controllo.

Gli outlook promettono implicitamente questo:

Se capisci lo scenario, saprai cosa fare.

Ma i mercati non funzionano così.


Il grande paradosso degli outlook

Gli outlook vengono presentati come strumenti di orientamento.
In realtà sono, prima di tutto,documenti narrativi.

Non servono a dire cosa accadrà.
Servono a raccontarecome oggi interpretiamo il mondo.

Ed è per questo che difficilmente troverete affermazioni nette come:

  • “il mercato scenderà”

  • “c’è una bolla”

  • “la recessione è inevitabile”

Dire cose del genere sarebbe inutile e controproducente. Nessuna grande casa di investimento può permettersi di spaventare i propri clienti.

Così gli outlook assumono una forma molto riconoscibile:

  • prudenza apparente

  • equilibrio verbale

  • linguaggio condizionale

  • messaggi rassicuranti ma mai definitivi

Una formula che funziona benissimo dal punto di vista comunicativo, ma che può essere fuorviante per chi investe.


Cosa prevedono le principali case di investimento per il 2026

Prima di osservare i messaggi ricorrenti che emergono dagli outlook, vale la pena fermarsi un momento suciò che le principali case di investimento stanno effettivamente dicendoper il 2026.

Non nei dettagli, ma nella sostanza.

Le previsioni pubblicate daBlackRock,J.P. Morgan,Goldman Sachs,Morgan Stanley,Amundi,SchroderseVanguardmostrano differenze di tono, ma una sorprendente convergenza di contenuti.

Crescita economica: resiliente, ma non brillante

Il consenso è chiaro: il 2026 non viene visto come un anno di recessione globale, ma nemmeno come una fase di espansione vigorosa.
La crescita è attesamoderata, sostenuta da consumi ancora solidi e da investimenti legati a tecnologia, infrastrutture e difesa, ma frenata da fattori strutturali come debito pubblico elevato e tensioni geopolitiche persistenti.

È una crescita “sufficiente” a evitare scenari estremi, non tale da giustificare ottimismo eccessivo.

Mercati azionari: opportunità sì, ma con selettività

Sul fronte azionario, nessuna grande casa parla apertamente di bolla.
Tuttavia, quasi tutte sottolineano un elemento chiave:la dispersione dei rendimenti.

Il messaggio è che il contesto del 2026 potrebbe essere meno indulgente rispetto agli anni passati:

  • non tutti i titoli cresceranno allo stesso modo

  • le valutazioni contano più del recente momentum

  • la concentrazione osservata negli ultimi anni rappresenta un fattore di rischio

In altre parole, il mercato potrebbe continuare a offrire opportunità, ma non in modo uniforme.

Intelligenza artificiale: tema strutturale, non scommessa tattica

L’AI è presente in ogni outlook 2026, ma con un linguaggio più maturo rispetto al passato.
Non viene più descritta come una novità, bensì comeuna trasformazione strutturaledestinata a incidere su produttività, margini e modelli di business.

Allo stesso tempo, molte case avvertono implicitamente che:

  • il tema è già ampiamente noto

  • i benefici non saranno immediati né distribuiti in modo equo

  • il rischio di confondere “tema” e “investimento” resta elevato

Obbligazionario e tassi: ritorno alla normalità

Dopo anni di protagonismo assoluto delle banche centrali, il 2026 viene descritto come un anno digestione e normalizzazione.

I tassi restano più alti rispetto al decennio precedente, ma non più emergenziali.
Questo riporta il reddito fisso a svolgere un ruolo più equilibrato nei portafogli: non come alternativa all’azionario, ma comestrumento di stabilizzazione.

Diversificazione e mercati emergenti

Molti outlook tornano a parlare con insistenza di:

  • diversificazione geografica

  • mercati emergenti

  • asset reali e infrastrutture

Non per inseguire rendimento facile, ma per ridurre la fragilità di portafogli troppo concentrati.


Questa breve panoramica è sufficiente per capire una cosa:
le differenze tra le case di investimento esistono, masi muovono all’interno di un perimetro narrativo molto simile.

Ed è proprio da qui che nasce il punto centrale dell’articolo.


I messaggi ricorrenti negli outlook 2026

Se qualcuno avesse la pazienza di leggere decine di outlook 2026 uno dopo l’altro, avrebbe l’impressione di trovarsi davanti avariazioni sullo stesso tema.

A confermarlo, in modo quasi ironico, è questa sintesi visiva che raccoglieoltre duemila previsionipubblicate da banche, asset manager, economisti e centri di ricerca internazionali.

outlook 2026
outlook 2026

Cambiano le sfumature, ma le parole chiave sono sempre le stesse:

  • intelligenza artificiale ovunque

  • crescita economica moderata

  • tariffe e protezionismo come nuova normalità

  • geopolitica e difesa in primo piano

  • asset rischiosi favoriti nel lungo periodo

  • ottimismo prudente, mai esplicito

Questa “bingo card” delle previsioni 2026 non è una mappa del futuro.
È unafotografia del consenso.

Ed è proprio questo il punto che spesso viene ignorato.


Consenso non significa previsione

Quando tutti dicono più o meno la stessa cosa, non significa che abbiano ragione.
Significa chequel tema è già entrato nella narrativa dominante.

E nella storia dei mercati, il consenso è raramente stato una fonte di vantaggio competitivo per l’investitore medio.

Non perché sia sbagliato, ma perché ègià incorporato nei prezzi.


Il vero rischio per l’investitore

Il rischio non è sbagliare previsione.
Quello è inevitabile.

Il vero rischio ècambiare comportamentosulla base delle previsioni.

Gli outlook diventano pericolosi quando vengono usati per:

  • giustificare modifiche di strategia

  • rincorrere temi del momento

  • fare “qualcosa” solo per sentirsi attivi

La storia dei mercati è piena di esempi di investitori intelligenti che hanno ottenuto risultati mediocri non per mancanza di informazioni, ma pereccesso di azione.


L’illusione più comune di fine anno

Ogni dicembre vedo ripetersi lo stesso schema:

  1. lettura degli outlook

  2. sensazione che “questa volta sia diverso”

  3. piccoli aggiustamenti tattici

  4. aumento della complessità

  5. risultati peggiori nel tempo

Non perché l’analisi sia sbagliata.
Ma perchéla coerenza nel tempo è più potente dell’intelligenza tattica.

I mercati non premiano chi indovina l’anno giusto.
Premiano chiresta investito abbastanza a lungo.


Il ruolo corretto degli outlook

Letti nel modo giusto, gli outlook possono essere utili:

  • aiutano a capire il consenso

  • mostrano quali temi sono già “prezzati”

  • ricordano che il futuro è incerto

Ma non dovrebbero mai diventare:

  • istruzioni operative

  • giustificazioni emotive

  • motivi per stravolgere una strategia


Cosa conta davvero nel 2026 (come in ogni altro anno)

Al di là delle previsioni, le variabili decisive restano sempre le stesse:

  • orizzonte temporale coerente

  • disciplina

  • accettazione della volatilità

  • diversificazione reale

  • controllo delle emozioni

Nessun outlook può aiutarti quando il mercato scende.
Un buon piano, sì.


Perché il tempo resta il vero vantaggio competitivo

Il tempo è l’unico fattore che:

  • non può essere replicato

  • non può essere accelerato

  • non può essere comprato

Eppure è quello che più spesso viene sprecato inseguendo previsioni di breve termine.

Gli outlook 2026, se letti male, rischiano proprio questo:
farci dimenticare chel’investimento è un processo, non un evento.


Conclusione: oltre gli outlook 2026

Rileggendo tra dodici mesi le previsioni sui mercati finanziari 2026, scopriremo che:

  • molte affermazioni erano volutamente vaghe

  • molte previsioni erano formalmente corrette

  • nessuna era davvero determinante

La differenza non l’avrà fatta la previsione migliore.
L’avrà fattail comportamento più disciplinato.

Perché il tempo, non le previsioni, resta il più grande alleato dell’investitore.


Buon fine anno e buon investimento consapevole

Matteo Giovagnoni


Lettera agli investitori di fine anno

Crescita, inflazione, tassi, debito pubblico: anche il 2024 si preannuncia un anno pieno di sfide. Tuttavia, la tanto temuta recessione non è arrivata nel 2023 e lo scenario base per il prossimo anno (e per il 2025) è quello di un rallentamento della crescita e dell’inflazione e di una moderazione dei tassi d’interesse.

Il 2023 è stato l’anno della recessione più telegrafata: a lungo temuta, non si è poi materializzata. Anzi, il 2023 sarà ricordato come un anno spettacolare per l’economia a stelle e strisce. Ma va sottolineato come lo storytelling sulla crescita sia molto cambiato da inizio anno. Nel giro di soli nove mesi, le view di Wall Street sono passate da una narrazione di recessione negli Stati Uniti a una narrazione di “soft landing”, cioé di un rallentamento del tasso di crescita dell’economia.

Come ogni anno aspettative e previsioni hanno vacillato subendo continui aggiustamenti e rimodellamenti. Tutto normale, se si considera il mercato un essere vivo e pieno di incognite nel breve termine.

Inflazione, debito e lavoro

Sono 3 i temi che hanno caratterizzato il 2023 e che hanno trainato i mercati facendo si che anche in Europa venisse scongiurata la recessione.

L’inflazione è soprattutto un rischio per l’Eurozona, maggiormente esposta alle pressioni inflazionistiche, lato energia e lato salari. A livello mondiale, l’inflazione core è in discesa dopo i livelli elevati degli ultimi due anni (tranne che in Giappone, dove – in controtendenza – sta salendo). In Cina è in rallentamento da due anni. Per il 2024 parecchi gestori prevedono un’inflazione in rallentamento sia negli Stati Uniti che nell’Eurozona.

Per l’Italia le previsioni prevedono una crescita piatta nel 2024 seguita da uno striminzito +0,5% nel 2025. Il nuovo scenario “higher for longer” significa che il costo del debito pubblico aumenta. “Il dato è deludente innanzitutto perché vorrebbe dire che l’Italia torna ad essere il fanalino di coda dei maggiori paesi dell’Eurozona e poi lo è ancor di più nel contesto dei grandi finanziamenti Next Generation EU”, commenta Tentori di AXA IM.

Inoltre, aggiunge l’economista di AXA IM, “questo rallentamento dell’inflazione e della crescita si sposa male con i rendimenti del BTp che restano alti, andando così ad appesantire ulteriormente il bilancio pubblico”. La crescita piatta e l’avanzo primario negativo sono dei rischi per il nostro.

L’aumento del debito pubblico è un problema anche per gli Stati Uniti: basta guardare la traiettoria (grafico sotto) in aumento del debito pubblico detenuto dalle famiglie americane e dalle banche.

Congressional Budget Office e AXA IM Research, giugno 2023.

Il mercato del lavoro negli Stati Uniti si è mostrato resiliente ed è stata la variabile che ha cambiato le carte in tavola perché ha sostenuto i consumi degli americani, contrariamente a ogni aspettativa. L’inflazione salariale è soprattutto un rischio in Eurozona, dove pure il mercato del lavoro ha mostrato resilienza, ma è molto diverso da quello statunitense.

Un 2024 all’insegna delle elezioni

A livello geopolitico, le elezioni per la presidenza degli Stati Uniti a novembre si profilano come l’evento globale più atteso e importante. Tuttavia, queste elezioni si inseriscono all’interno di un calendario politico che si preannuncia molto fitto. Infatti, nel mondo più di due miliardi di elettori verranno chiamati alle urne.

JPM ce ne fa uno spaccato grafico molto interessante:

Quali sono i possibili scenari quindi?

Riprendendo l’outlook di JPM andiamo incontro a 4 possibili situazioni:

Ma ATTENZIONE! Stiamo parlando di scenari e non di previsioni su cui basare i rimodulare i propri investimenti. Queste informazioni vengono utilizzate dagli investitori più evoluti SOLO per avere dei differenti punti di vista e su cui spesso mi confronto con i miei clienti perché come dico sempre a tutti “sapere aiuta a non sbagliare”.

Ma allora come investire per il 2024?

Visto il contesto, le opportunità per gli investitori non mancheranno, a cominciare dai mercati del reddito fisso. Ma vi saranno opportunità anche nell’azionario, perché una politica monetaria meno restrittiva dovrebbe migliorare le condizioni per la crescita del capitale, e soprattutto eliminare quella fonte d’incertezza che ha spesso innervosito gli investitori negli ultimi due anni.

La scelta migliore è sempre mantenere lo zoccolo duro della propria pianificazione se stai già investendo e magari sfruttando la situazione con la liquidità extra che devi sempre detenere. Se, invece, il tuo buon proposito per il 2024 è di iniziare ad INVESTIRE per il TU del domai in maniera efficiente ecco il punto di partenza dai mercati di oggi.

Considerati i tassi d’interesse a breve termine ai livelli massimi dal 2008, è facile concordare con l’idea che la liquidità appaia allettante. Se gli investitori possono ottenere il 4-5% senza rischiare di perdere il capitale, perché investire in azioni? E visto che le obbligazioni a lungo termine non offrono un rendimento addizionale, perché assumere un maggiore rischio di tasso d’interesse?

Le risposte giuste stanno sempre nelle due domande che devi sempre farti prima di investire:

  • Perché sto investendo?
  • Per quanto tempo lo vorrò fare?

Il tempo resta la variabile cardine per il successo dei tuoi investimenti.  Infatti, in base agli anni che dovrai utilizzare il mercato per rendimenti extra, si deve costruire il giusto mix tra liquidità, bond ed azioni.

Oggi le obbligazioni ci riportano agli anni 2000 con rendimenti interessanti e per certo dopo il picco dei tassi sovraperformano la liquidità.

Maggiore è il tuo orizzonte temporale e superiori sono le opportunità dell’azionario

In conclusione, bisogna sempre sfruttare i vari motori di performance in maniera intelligente e scientifica poi mercato e pazienza faranno tutto il resto.


Lettera agli investitori

La fotografia annuale sui principali mercati, con commenti e considerazioni ma soprattutto SENZA previsioni per l'anno che verrà.

Siamo agli sgoccioli del 2019 e quindi alla chiusura della decade successiva alla grande crisi del 2008-09 che ha scioccato tanti investitori ma dato inaspettate opportunità negli anni a venire, mai anticipate dalle classiche previsioni ( Outlook per i più esperti ) che inondano social, siti di finanza e caselle di posta degli addetti ai lavori negli ultimi giorni di ogni anno.

Victor Hugo diceva: " L’avvenire è la porta, il passato ne è la chiave. " , quindi andiamo ad analizzare gli ultimi 12 mesi per comprendere l'oggi.

Qualcuno ad inizio 2018 avrebbe mai ipotizzato che sarebbe stato un anno "orribile" per tutti gli investitori mondiali?
Chi avrebbe pensato che un mantra finanziario come la diversificazione sarebbe venuto meno?
Tutto ciò che avresti o hai comperato ad inizio del 2018,a Dicembre dello stesso anno ti avrebbe presentato un saldo negativo.

Grafico principali asset 2018

Il grafico è impietoso nell'evidenziare la negatività del 2018 mostrando il risultato delle 4 principali asset in ogni costruzione di portafoglio :

  • ? AZIONI GLOBALI - 4,51%
  • ? OBBLIGAZIONI GLOBALI - 2,57%
  • ? PETROLIO - 7,94%
  • ? ORO - 5,04%.

E l’Italia non è stata da meno! Tanti risparmiatori sono scappati dagli investimenti che avevano sottoscritto, finendo per perdere ingenti somme di risparmi.

Cavalcando il sentiment negativo, e non poco vista la situazione, le “PREVISIONI”, per il prossimo 2019 invitavano alla calma altri al risk-off, ossia alla fuga.

A fine 2018, insomma, molti consigliavano di mettersi al riparo, rimanendo liquidi e aspettando la fine del ribasso per tornare ad investire.
Insomma, calma e pazienza aspettando il momento giusto... che NESSUNO CONOSCE!

Il mercato va dove vuole andare, ed è impietoso con gli investitori presuntuosi.

Il 2019 parte a razzo, si quieta per un pò e conclude l'anno con tutte le principali asset class a doppia cifra:

  • ? AZIONI GLOBALI + 30,7 %
  • ? OBBLIGAZIONI GLOBALI + 10,2%
  • ? COMMODITY 10,6%
  • ? ORO + 18,7 %.

Tutto nel tempo torna alla media, ed ecco che a differenza del 2018, il 2019 è stato l’anno in cui TUTTO è andato molto bene.
Al contrario dell'anno passato, qualunque cosa tu, investitore, avresti o hai comperato ad inizio anno, oggi è positiva e con rendimenti a doppia cifra.

E tu, che stai leggendo, a che punto sono i tuoi investimenti? Hai giovato di questo spumeggiante 2019?

In questi giorni, tra i vari dati che ho letto, sono rimasto colpito da quanta nuova liquidità è stata aggiunta a quella già depositata sui conti correnti e mi sono chiesto:

Quanti hanno guadagnatotantodall’andamento meraviglioso dei mercati finanziari nel corso di questo 2019?

E quanti hanno realizzato una perdita per gli andamenti “orribili” del 2018 perdendo invece i rendimenti del 2019?

Vedendo la liquidità che affolla i conti correnti a livello globale mi viene pensato che siano tanti, troppi, gli investitori fuggiti ed in perdita nel 2018 ed invece pochi quelli "goduriosi" a fine anno.

Inseguire previsioni, farsi trasportare da sensazioni ed emozioni porta sempre ad una grande certezza negli investimenti: la perdita costante.
Il 2019 diventa così"l'anno dei rimpianti"per chi non era ed è sul mercato con un solido modello di pianificazione finanziaria basata sulle proprie esigenze finanziarie.

Per te che 2019 è stato?

Tutti dobbiamo diventare investitori evoluti, siamo costretti dai tempi a diventarlo basando i nostri progetti di vita su solide fondamenta che vanno dalla scelta di banche sicure, alla pianificazione dei nostri progetti, senza però farsi distrarre dalle accidentalità come la Guerra dei Dazi, la Brexit o il fallimento della Banca Popolare di Bari.

Il mercato, poi, farà il resto restituendoci i rendimenti "meritati".

Buona fine e Buon Principio Investitori,

MG Financial Advisor.


Il futuro del mercato farmaceutico

La vita media mondiale è aumentata di molto negli ultimi e tutti avremo più necessità di trattamenti medici per mantenere una qualità della vita elevata.

Entro il 2050, ci saranno due miliardi di persone che hanno 60 anni o più a livello globale.

Per soddisfare i bisogni di questa popolazione che invecchia, continueremo ad aver bisogno di quantità maggiori e più varietà di trattamenti con farmaci da prescrizione - un settore che dovrebbe raggiungere le 1,2 miliardi di dollari nel 2024.

VENDITE DI FARMACI, PER SEGMENTO

L'infografica odierna ci arriva da Raconteur e mette in luce le più attese cure e aree terapeutiche per l'industria farmaceutica.

Inizia ripartendo il massiccio mercato farmaceutico in segmenti terapeutici, mostrando una previsione per le dimensioni e la crescita di ciascuna categoria.

Ecco i dati dei primi 15 segmenti, ordinati per le vendite previste di farmaci su prescrizione nel 2024:

RangoArea terapeuticaVendite 20172024 venditeCAGR
# 1Oncologia$ 104B$ 233B+ 12,2%
# 2Antidiabetici$ 46.1B$ 59.5B+ 3,3%
# 3Antireumatici$ 55.7B$ 56.7B+ 0.2%
# 4vaccini$ 27.7B$ 44.6B+ 7,1%
# 5Antivirali$ 42.4B$ 39.9B-0,9%
# 6immunosoppressori$ 13.7B$ 38.1B+ 15,7%
# 7broncodilatatori$ 27.2B$ 32.3B+ 2,5%
# 8dermatologici$ 12.9B$ 30.3B+ 13%
# 9Organi sensoriali$ 21.6B$ 26.9B+ 3,2%
# 10Antipertensivi$ 23B$ 24.4B+ 0.8%
# 11Anticoagulanti$ 16.8B$ 22.9B+ 4,6%
# 12Terapie MS$ 22.7B$ 21.5B-0,8%
# 13Anti-fibrinolitici$ 12.7B$ 20.4B+ 7,1%
# 14Anti-hyperlipidaemics$ 11.3B$ 16.4B+ 5,5%
# 15Anti-anemici$ 7.6B$ 15.7B+ 11%
Altro$ 379B$ 567B+ 5,9%
Totale$ 825B$ 1249B+ 6,1%

Questi dati, che provengono da un recente rapporto di EvaluatePharma , aiutano a mostrare alcune informazioni chiave.

In primo luogo, l'area della terapia oncologica è di gran lunga la più grande nel mondo farmaceutico con 107 miliardi di dollari di vendite nel 2017. Si prevede inoltre di mantenere il proprio predominio in futuro, crescendo in un impressionante CAGR del 12,2% a $ 233 miliardi entro il 2024.

Successivamente l'area di trattamento in più rapida crescita è in realtà negli immunosoppressori - un segmento di farmaci che rende un organismo meno propenso a rifiutare un organo trapiantato, come un fegato, un cuore, o rene. Si prevede che questo segmento crescerà al 15,7% all'anno.

Infine, mentre le vendite nel mercato farmaceutico saranno in media del 6,1% nella crescita annuale nel suo complesso, ci sono due segmenti principali che vedranno una crescita annuale negativa in futuro: Antivirali (-0,9%) e terapie MS (-0,8%) .

LA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO

Attualmente, ci sono più farmaci usati per il trattamento del cancro che per qualsiasi altro tipo di malattia o condizione.

RangoMalattia o condizioneNumero di farmaci attivi
# 1Cancro al seno727
# 2Cancro ai polmoni544
# 3Cancro colorettale503
# 4Cancro ovarico434
# 5Cancro del pancreas430
# 6Diabete di tipo 2407
# 7Cancro alla prostata381
-Il morbo di Alzheimer381

Sfortunatamente, anche se molti farmaci antitumorali sono già disponibili sul mercato, la malattia debilitante è ancora una delle principali cause di morte . I farmaci esistenti sono utilizzati nei trattamenti di chemioterapia o terapia ormonale, ma è chiaro che c'è ancora molto spazio per i progressi da compiere contro la malattia.

Per questi motivi non è una sorpresa vedere che le aziende hanno ancora più farmaci antitumorali in cantiere:

RangoArea terapeuticaNumero di farmaci nella pipeline
# 1Anti-cancro5.212
# 2Biotecnologia4.751
# 3Neurologico2.604
# 4Anti-infettivi2.238
# 5Alimentare / metabolica2.237
# 6riformulazioni2.073
# 7Muscoloscheletrico1.597
# 8dermatologica929

Mentre più farmaci vengono approvati dalla pipeline di cui sopra, si prevede che $ 1 di $ 5 spesi per farmaci con obbligo di prescrizione medica nel 2024 andranno verso trattamenti correlati al cancro.