L'indice migliore per i tuoi investimenti: Opportunità ed Appagamento

"il mercato azionario è il miglior strumento democratico di ridistribuzione della ricchezza. Punisce gli eccessi emotivi e premia nel tempo i miti razionali"

10 anni di professione e chi non ottiene risultati fa sempre gli stessi errori.

Mercati sui massimi o quasi ( perche sempre domani conosciamo se ieri è stato toccato il massimo di periodo)i media si riempiono di titoli che celebrano i best performer (#fondi,#Etf,#azionie#crypto). Furbizia ed AVIDITÀ ingolosiscono di guadagni facili sprovveduti, saccenti e presuntuosi.

"COMPRIAMO#NVIDIAtanto sale" , "#MicroStrategyha fatto il 100% entriamo" e ognuno sono convinto avrà la sua frase da poter aggiungere.

Il mercato da dicembre sta facendo pulizia di chi si reputa superiore e sempre così sarà.

Mercati che scendono arrivando magari su minimi (vale nota sopra) i media si riempiono di titoli nefasti evidenziando le perdite (non sono tali ma oscillazioni negative finché non si vende). Pessimismo e PAURA colpiscono sprovveduti, inconsapevoli e disorganizzati.

"il mercato scenderà ancora meglio vendere", "temo che con I dazi ci sarà un grosso storno" ed aggiungete la vostra nei commenti.

Anche qua il mercato farà pulizia di chi non avrà organizzato il suo piano o non avrà fede nello stesso. Di chi non ha consapevolezza su come vivere i propri investimenti o peggio ancora di chi sa sempre cosa succederà domani.

HAI PRESENTE IL FEAR AND GREED INDEX?

Oggi indica estreme paura nei mercati.

Paura ed aviditàVuoi una strategia GRATIS che aumenterà il tuo successo negli investimenti?

Basta sostituire 2 parole:

PAURA -> OPPORTUNITÀ

AVIDITÀ -> APPAGAMENTO

e comportarsi razionalmente di conseguenza.


Mente e mercati: perché cambiare è così difficile?

  • A volte la troppa scelta a disposizione manda in tilt la nostra mente, impedendoci di scegliere.
  • La paura di sbagliare o di perdere un’alternativa migliore ci porta a “immobilizzarci”.
  • Abbracciare il cambiamento è importante per evolvere. Anche negli investimenti.

COSA SUCCEDE QUANDO LA SCELTA È TROPPA

L’esperimento della marmellata

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Fonte: elaborazione Wealthype 

Viviamo in un mondo in cui le opportunità di scelta appaiono quasi infinite. Lo shopping online ci permette di confrontare un numero di alternative di uno stesso prodotto che qualche anno fa era semplicemente impensabile. E lo stesso discorso vale per le piattaforme di streaming o per le società di food delivery.

Certe volte, però, troppa scelta ci “congela”, portandoci a rinunciare del tutto. Non ti è mai capitato di impiegare talmente tanto tempo a scegliere quale serie vedere da finire per accorgerti che è ora di andare a letto senza aver guardato niente? O di aver rimandato all’infinito un acquisto tutto sommato poco importante – una borsa da palestra, un paio di scarpe – nella speranza di trovare l’opzione “perfetta”, che però non arrivava mai?

Ecco, se ti è capitato sei stato anche tu vittima di quello che in psicologia viene chiamato “choice overload” (sovraccarico da scelta) o anche, se ti piacciono le sigle, “FOBO”, acronimo di Fear Of Better Options.

Di cosa parliamo quando parliamo di “FOBO”?

La FOBO è una tendenza della psiche umana che è stata indagata in diverse occasioni. L’infografica in apertura è tratta da uno studio condotto anni fa dagli psicologi Sheena Iyengar e Mark Lepper della Columbia and Stanford University (1). In buona sostanza, un negozio di alimentari ha proposto un’esposizione di marmellate ai suoi clienti: in una giornata sono state esposte 24 diverse marmellate, mentre in un’altra giornata la scelta è stata ridotta a sei gusti. Ebbene, se la vasta scelta ha suscitato maggiore interesse tra i clienti, alla fine gli acquisti effettivi sono stati molto inferiori a quelli registrati dal banchetto con una selezione ridotta di gusti.

Il motivo? Troppa possibilità di scelta ci fa andare in “cortocircuito”: la nostra mente viene sopraffatta dalla paura di non scegliere l’opzione migliore, di commettere errori, di rinunciare ad altre possibilità interessanti. E così non sceglie affatto, restando immobile. In questo caso, l’ansia da FOBO si tramuta addirittura in FODA, ossia in Fear Of Doing Anything, paura di compiere una qualunque scelta. Sempre per chi ama le sigle.

Certo, compiere delle scelte è difficile, perché comporta il passaggio dal piano della possibilità, in cui tutto può ancora succedere, a quello della realtà, in cui bisogna necessariamente scartare le alternative. Allo stesso tempo, però, compiere una scelta è entusiasmante, perché ci consente di imprimere una direzione alla nostra vita. E di cambiare rotta, quando le condizioni lo richiedono.

FOBO e FODA nella gestione degli investimenti

Anche quando si parla di gestione dei risparmi una continua procrastinazione o addirittura un “immobilismo” nelle scelte rischia di essere davvero controproducente. Iniziare finalmente a investire o cambiare un piano di investimento che per te non funziona più è fondamentale, anche se per farlo devi vincere la tua resistenza al cambiamento.

Spesso cambiare idea (e agire di conseguenza) è più faticoso che rimanere nel percorso già intrapreso. Nella vita così come negli investimenti. Ma sul lungo periodo, doversi adattare a una situazione non più ottimale può essere molto più difficile (o dispendioso) di quanto possa esserlo, nel breve termine, farti coraggio e rivedere le scelte fatte.

Prendiamo il caso dei mercati finanziari: nel 2024 l’azionario ha messo a segno performance decisamente positive (e anche in questi primi mesi del 2025 sta consegnando rendimenti interessanti). Eppure, come mostra una recente indagine di Unimpresa(2), la quota di risparmio detenuta in contante e depositi resta molto elevata tra i risparmiatori italiani (anche se si nota una lenta crescita degli investimenti azionari).

I RISPARMI E GLI INVESTIMENTI DEGLI ITALIANI

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Fonte: Centro Studi Unimpresa su dati Banca d’Italia 

Del resto, abbandonare la “cara vecchia” liquidità può spaventare. I mercati finanziari offrono moltissime possibilità in termini di strumenti, grado di rischio, durata, area geografica, settore e chi più ne ha più ne metta. Aggiungiamoci che magari non sei proprio un drago in materia di finanza e il cocktail è completo: scatta la FOBO, ti metti a ragionare su quale sia la scelta migliore, non ne vieni a capo, temi di sbagliare e alla fine, semplicemente, ti fermi e non investi affatto.

Davvero è meglio non scegliere piuttosto che scegliere male?

In realtà, la “non scelta” ha un costo, che nel caso specifico si chiama “inflazione”. E di recente abbiamo visto quanto non ne voglia sapere di mollare la presa (si vedano, per esempio, i dati sul CPI statunitense di gennaio). Per avere un’idea di quanto possa arrivare a pesare l’inflazione, è sufficiente dare un’occhiata al grafico sul potere d’acquisto di un dollaro USA nel tempo.

IL VALORE DEL DOLLARO USA DAL 1700 A OGGI

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Fonte: Statista

Se scegli “la strada vecchia” – cioè, il non investimento – la perdita nell’arco degli anni può essere anche molto significativa. Anche perché, se il potere d’acquisto tende a scendere (o, almeno, così è stato negli ultimi 300 e passa anni), per i mercati azionari è vero il contrario: sul lungo periodo tendono a salire. Te lo abbiamo già mostrato, ma in questi casi, come si dice, “repetita iuvant”.

L’INDICE S&P 500 HA CONTINUATO A SALIRE NEGLI ULTIMI 90 ANNI

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Fonte: Macrotrends. Dati al 31 dicembre di ogni anno dal 1928

La FOBO – o un vero e proprio blocco decisionale – può colpire anche chi già investe sui mercati. In questo caso, può succedere che l’investitore si renda conto che il suo portafoglio andrebbe rivisto, ma è restio a intervenire perché non vuole vedere la perdita monetizzata. L’attesa, però, non porta da nessuna parte. Guardare in faccia la realtà e agire di conseguenza può portare a grandi soddisfazioni, al netto della inevitabile fase di assestamento nella nuova dimensione. Ricorda: il cambiamento può fare bene. Ma per beneficiarne, è indispensabile mettere da parte ansie e paure. E affidarsi a chi ne sa veramente.


10 punti fermi per investire SEMPRE, anche nel 2025

  • “Il momento è carico di incertezza” è un mantra che ci sentiamo ripetere ormai tutti i giorni.
  • Sì, c’è incertezza, ma non è la prima volta nella storia: dobbiamo solo rifocalizzarci.
  • Ecco, quindi, 10 consigli utili per iniziare l’anno con lo spirito giusto e senza troppi timori.

GLI INVESTIMENTI RICHIEDONO PAZIENZA E COSTANZA

Rendimenti reali annualizzati per Stati Uniti e mondo ex-USA, 1900-2003

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N.B. Tutti i rendimenti includono reddito reinvestito, sono adeguati all'inflazione e sono espressi come rendimenti medi geometrici.

Fonte: Wealthype su dati UBS Global Investment Returns Yearbook

“Va tutto a rotoli”: quante volte questa frase è stata pronunciata nel corso dei decenni, per non dire dei secoli? Eppure, eccoci qua. E chi avesse investito nell’azionario e/o nell’obbligazionario nel 1900 (non tu, certo: magari i tuoi bisnonni o i tuoi trisavoli), pur con tutto quello che è successo nel “secolo breve”, avrebbe goduto dei rendimenti che vedi nel grafico in apertura. Perciò no, non va tutto “a rotoli”: com’è capitato spesso nella storia, siamo piuttosto di fronte a qualche crocevia, salita, sfida.

Un fatto è sicuro: si va avanti anche quando tutto sembra fermo, o sembra tornare indietro. Vogliamo parlare per esempio dei Megatrend, quelle “macrotendenze” che stanno rimodellando il nostro futuro e che sono da seguire perché possono agilmente diventare un tema d’investimento (l’Intelligenza Artificiale o le tecnologie per le produzioni biologiche, giusto per citarne due)?

Quindi: mai arrendersi alle apparenze e restare invece focalizzati, per gestire i risparmi e gli investimenti nel modo più proficuo. Ecco allora 10 cose da tenere a mente in questo inizio anno.

1. Destina una quota di reddito al risparmio

Mettere da parte per un vago domani denaro che potremmo spendere oggi può sembrare difficile, spesso anche poco sensato. Ma ti ricordi la cicala e la formica? Oggi magari hai un buon lavoro, ottime entrate e un invidiabile tenore di vita, ma non sta scritto da nessuna parte che sarà così per sempre. Anche solo per il fatto che prima o poi si inizia a invecchiare e arrivano gli acciacchi. O, senza andare così lontano nel tempo, perché si incontra la persona giusta e si vuol mettere su casa e famiglia. Insomma, meglio predisporre una rete di sicurezza per le cose belle. E anche per quelle meno belle.

2. Reddito e risparmio: impara la differenza

Reddito e risparmio: che differenza c’è? È presto spiegato.

  • Il reddito è il totale delle entrate che incassi periodicamente come compenso per il lavoro che hai svolto (lo stipendio), per una prestazione cui hai diritto (la pensione) o per l’impiego del denaro che metti da parte (esempio, l’investimento in azioni e/o in bond);
  • a proposito di soldi che metti da parte, il risparmio è quella parte di reddito che non spendi.

Ma come si fa a mettere soldi da parte? La docente di Harvard Elizabeth Warren ha proposto la regola del 50/30/20, in base alla quale:

  • alle spese essenziali andrebbe destinato non più del 50% delle entrate mensili;
  • sulle spese discrezionali andrebbe convogliato il 30%;
  • al risparmio, infine, il restante 20%.

Qualunque sia il tuo metodo, è bene verificare a cadenza periodica se sei riuscito a rispettarlo oppure no. Puoi prendere carta e penna o installarti un’app ben fatta e dividere le spese necessarie da quelle discrezionali. Dai priorità alle prime, ovviamente, e, laddove possibile, scegli la convenienza (il fornitore di luce e gas che costa meno, per esempio). Salda i conti in ordine di importanza, dando la precedenza al rimborso degli eventuali debiti in corso.

3. Inizia subito a investire il tuo risparmio

Sei così riuscito a creare una prima forma di risparmio: cosa farne? Partendo dal presupposto che sarebbe bene avere da parte una riserva di liquidità in grado di consentire la normale sussistenza per un periodo indicativo di tre-sei mesi, è chiaro che, al di fuori di questa riserva, i soldi fermi sul conto sono soggetti all’azione erosiva dell’inflazione. È bene quindi investire quello che resta, con l’obiettivo di valorizzarlo nel tempo.

Tra l’altro, più giovane sei, più tempo hai per beneficiare del tasso di interesse composto, ossia l’interesse sull’interesse maturato, che consentirà ai tuoi risparmi di crescere più velocemente. Per capirci: investendo un capitale iniziale di 100 euro, con un interesse del 5% annuo, alla fine del primo anno avrai 5 euro di interessi, per un totale di 105 euro. Lasciando tutto investito, l’anno dopo l’interesse del 5% maturerà non su 100 euro, ma su 105. E via dicendo. I risultati li possiamo vedere qui di seguito.

INTERESSE SEMPLICE E COMPOSTO: RISULTATI A CONFRONTO

Ipotizzando un interesse annuo del 5%

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Fonte: Simulazione Wealthype

4. Conosci te stesso (e il tuo profilo di rischio)

Prima di prendere una qualunque decisione, è importante capire qual è il livello di rischio che sei disposto a sopportare: se sei giovane e l’orizzonte di investimento è lungo, puoi optare per gli asset tendenzialmente più rischiosi; se sei più vicino alla pensione, invece, un approccio più conservativo potrebbe essere da preferire.

5. Diversifica per gestire al meglio l’impatto della volatilità

Distribuire il tuo denaro su diverse classi di investimento (azionario, obbligazionario, eccetera) riduce il rischio complessivo: naturalmente, il portafoglio va calibrato sempre sul tuo profilo di rischio, che si modifica nel tempo.

6. Investi con un orizzonte temporale chiaro

Fare chiarezza sui tuoi obiettivi ti aiuterà a stabilire con altrettanta chiarezza l’orizzonte temporale dei tuoi investimenti. E a scegliere gli strumenti giusti. Ogni obiettivo ha il suo orizzonte temporale, quindi è possibile che alcuni investimenti siano a breve o a medio termine. Un orizzonte di lungo termine tendenzialmente riduce l’impatto della volatilità: a meno che tu non abbia bisogno di liquidità a breve, quindi, ricorda che la pazienza e la costanza premiano.

BREVE, MEDIO E LUNGO TERMINE: COSA SIGNIFICA?

Come si struttura l’orizzonte temporale

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Fonte: Elaborazione Wealthype

7. Ribilancia il portafoglio solo quando serve

Si sa, le condizioni di mercato cambiano e gli asset in portafoglio possono acquisire o perdere un po’ del loro valore. Ha senso, per questo, ribilanciare? Diciamo che periodicamente un check-up è opportuno, per valutare se nel frattempo i tuoi bisogni sono cambiati e agire di conseguenza. Non bisogna però esagerare e farsi prendere dalla FOMO, la Fear of Missing Out (la paura, cioè, di mancare l’occasione), altrimenti si sfocia nel market timing di cui tante volte abbiamo parlato, e mai troppo bene.

Il vero modo per non perderti i rialzi? Ovvio: rimanere investito.

COSA (E QUANTO) TI PERDI FACENDO MARKET TIMING

Performance annualizzata di un investimento da 10.000 dollari USA

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8. Belle le emozioni, ma fino a un certo punto

Il che ci porta al punto successivo. Le fluttuazioni del mercato possono generare paura o euforia, e questo ci sta. Ma è essenziale mantenere la calma. E il buon senso. E con calma e buon senso mettere a punto un piano di investimento e rispettarlo nel tempo, rivalutandolo periodicamente ma solo per vedere se è ancora aderente al tuo profilo di rischio (che può cambiare nel tempo) e alle tue esigenze (che pure possono mutare, perché è chiaro che a 45 anni hai prospettive diverse rispetto a quando ne avevi 25).

9. Informati e approfondisci, senza il dannoso sensazionalismo 

Il 2025 sarà l’anno in cui molti scenari – monetari, economici, geopolitici – conosceranno un’interessante evoluzione, condizionando più o meno direttamente – e più o meno incisivamente – i mercati. Leggere, approfondire, comprendere e aggiornarti è certamente utile per prendere decisioni più informate e consapevoli. E’ importante affidarsi a fonti attendibili, evitando di cedere al sensazionalismo utilizzato per ottenere qualche visualizzazione o commento in più. Fineconomy in questo percorso di in-formazione è al tuo fianco.

10. Il ruolo dell’esperto: chiedi a chi ne sa più di te

Per finire: molte scelte richiederanno l’assistenza di una consulenza professionale. E questo, se vogliamo, è il decimo e ultimo (ma non per importanza) punto della nostra breve disanima. Sii in grado di chiedere informazioni e indicazioni a chi ne sa più di te. Anche ricorrendo ai canali che, per fortuna, oggi la tecnologia offre a tutti noi.


S&P500, Nasdaq, MSCI World…Capiamo gli indici

  • Si sente spesso parlare di indici, anche quando si parla di ETF che li replicano
  • Ma cosa sono gli indici? Quali informazioni ci offrono e a cosa servono?
  • Spoiler: esistono anche versioni differenti del medesimo indice

I PRINCIPALI INDICI AZIONARI

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 Fonte: Elaborazione Financialounge

Si sente spesso parlare di indici, ma cosa sono?

Gli indici azionari sono stati creati per permettere agli investitori di disporre di uno strumento capace di sintetizzare l’andamento delle Borse.

Ma quali sono i criteri secondo cui un titolo fa o non fa parte di un indice? Se mettessimo un indice sul vetrino di un microscopio cosa vedremmo?

E quali informazioni ci offrono gli indici?

Un’anticipazione: esistono versioni differenti del medesimo indice. Vediamo qualche esempio significativo.

Un indice azionario può essere definito come “una sintesi rappresentativa di un mercato azionario per misurarne le variazioni di valore nel tempo”.

Alcuni indici sono diventati negli anni più importanti di altri e sono considerati dagli investitori un punto di riferimento (ciò che spesso si sente chiamare benchmark) per un determinato mercato o settore.

Una cosa che gli esperti sanno bene, ma che molti piccoli investitori non prendono sufficientemente in considerazione, è che la metodologia alla base della costruzione del paniere di un indice è fondamentale e va ben compresa.

Parliamo degli aspetti che determinano il peso di ogni singolo titolo all’interno della selezione, ma non solo. Dalla diversificazione geografica a quella valutaria, dalla rappresentatività di specifici settori ad una visione più ampia e intersettoriale, fino alla considerazione o meno dei dividendi reinvestiti: sono molti gli aspetti da considerare.

Prendiamo insieme in analisi alcuni degl’indici più noti e facciamo qualche esempio.

 

DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE

Il Dow Jones Industrial Average è il più antico e conosciuto indice azionario della borsa di New York (il NYSE, New York Stock Exchange). A differenza di altri indici che tengono conto della capitalizzazione (value weighted) e quindi del valore in Borsa delle singole società, è calcolato considerando il prezzo (price weighted) dei principali 30 titoli di Wall Street. Benché non sia legato ad alcun settore specifico, dal momento che include titoli appartenenti a diversi settori produttivi, sia tradizionali sia della new economy, la scelta di limitarne la composizione a solo 30 titoli, le “blue chip”, ha reso l'indice nel corso del tempo sempre meno importante in quanto non più in grado di riflettere l'intero andamento del listino azionario americano.

 

DOW JONES SUSTAINABILITY INDICES

Dow Jones Sustainability Indices (DJSI) è una famiglia di indici focalizzati sulla sostenibilità, una selezione costruita seguendo una logica di best in class. Gli indici Dow Jones Sustainability sono stati lanciati nel 1999 con l’obiettivo di selezionare le aziende più soddisfacenti in termini di sostenibilità, partendo da un paniere di aziende recensite appartenenti a diversi settori economici e valutandone le prestazioni secondo i criteri ESG. Il Dow Jones Sustainability World Index e il Dow Jones Sustainability Europe Index sono tra i più importanti indici borsistici di sostenibilità, rispettivamente a livello mondiale ed europeo.

STANDARD & POOR’S 500 (S&P 500)

È il più importante indice del mercato azionario statunitense. Infatti, è il principale benchmark azionario relativo ai titoli quotati a Wall Street ed è il sottostante per un ampio ventaglio di ETF e prodotti derivati come futures, opzioni e certificates. Inizialmente, e fino al 4 marzo 1957, conteneva soltanto 90 titoli mentre ora ne fanno parte 500, rappresentativi dell'80% circa della capitalizzazione di mercato azionario statunitense, che vengono selezionati da un apposito comitato. Tutti i titoli in questione sono relativi ad aziende statunitensi con una capitalizzazione di mercato superiore a 6,1 miliardi di dollari, un flottante del 50% almeno, un volume di scambi mensili, negli ultimi 6 mesi, non inferiore a 250.000 azioni. Le società da inserire nel paniere vengono selezionate attraverso il metodo della capitalizzazione flottante, ovvero in base al valore di Borsa, a differenza dell’Indice Dow Jones Industrial Average che, essendo un “price weighted index” assegna un peso maggiore ai titoli che hanno un prezzo più elevato.

NASDAQ

Il NASDAQ (National Association of Securities Dealers Automated Quotation) è un mercato azionario USA istituito l’8 febbraio 1971 ed è stata la prima borsa al mondo esclusivamente elettronica. Attualmente vi sono quotate oltre 3000 società diverse, molte delle quali appartenenti al comparto tecnologico: l’indice Nasdaq Composite riassume l’andamento di quel listino ed è infatti il principale riferimento per tutti i titoli di questo settore. L’altro importante indice tecnologico USA è il Nasdaq 100, che annovera al proprio interno 100 tra le principali società non finanziare sia americane che estere quotate al Nasdaq. Sia il Nasdaq Composite che il Nasdaq 100 sono indici basati sulla capitalizzazione flottante, ovvero sul valore corrente dei singoli titoli in Borsa.

 

MSCI WORLD

L'indice MSCI World è un indice di mercato azionario costituito da migliaia di titoli a livello globale. È elaborato da MSCI ed è utilizzato come indice di riferimento (benchmark) per i fondi e i portafogli d’investimento azionari di tipo ‘world’ (mondiali o globali). L'indice include una raccolta di titoli azionari di tutti i mercati dei paesi sviluppati nel mondo come definito dagli analisti di MSCI e annovera titoli di 23 paesi esclusi i titoli provenienti da economie di frontiera o emergenti. Con 1.410 costituenti (dati al 30/09//2020), l'indice copre circa l'85% della capitalizzazione di mercato corretta per il flottante in ogni paese. Un indice correlato, l’MSCI All Country World Index (ACWI)include sia i paesi sviluppati che gli emergenti. L'indice MSCI World fu creato nel 1969 per permettere agli investitori globali di disporre di un indice di riferimento che sintetizzasse l’andamento ‘ponderato’ delle principali Borse di tutto il mondo. Viene elaborato in diverse forme: senza dividendi, con dividendi netti o lordi reinvestiti, in dollari statunitensi, euro e valute locali.

MSCI EMERGING MARKETS

L'indice MSCI Emerging Markets (EM) è stato lanciato da MSCI nel 1988 includendo 10 paesi in via di sviluppo con un peso di circa lo 0,9% nell'indice l’MSCI All Country World Index (ACWI), l’indice globale internazionale di MSCI che include sia i paesi sviluppati che gli emergenti. Attualmente, considera 24 paesi emergenti in tutto il mondo e ha 1.277 costituenti che coprono circa l'85% della capitalizzazione di mercato corretta per il flottante in ogni paese. È progettato per riflettere dinamicamente l'evoluzione del set di opportunità dei mercati emergenti e per aiutare gli investitori a soddisfare le esigenze di asset allocation globale e regionale: l’indice infatti è il benchmark per la maggior parte dei fondi e dei portafogli azionari focalizzati sui mercati emergenti.

 

NIKKEI 225

Contiene i 225 titoli a maggiore capitalizzazione delle compagnie quotate sulla Borsa di Tokyo ed iniziò ad essere calcolato a partire dal 7 settembre 1950. È un indice ponderato sul prezzo delle azioni (equally weighted), e di tipo large-cap, senza pesi specifici per i diversi settori economici cui appartiene un titolo: tutte le azioni hanno un eguale peso basato su un valore alla pari (valore nominale) di 50 yen. Costituisce uno degli indici azionari più rappresentativi dell'andamento dei principali titoli azionari quotati sul mercato borsistico giapponese.

 

FTSE MIB

L'indice FTSE MIB è costituito dai 40 principali titoli dei mercati MTA (Mercato Telematico Azionario) e MIV (Mercato degli Investment Vehicles, ovvero dedicato ai veicoli che investono in economia reale) della Borsa Italiana, selezionati in funzione della liquidità e della capitalizzazione. È un indice ponderato in base alla capitalizzazione di mercato corretta per il flottante e non tiene conto dello stacco di dividendi o di eventuali frutti periodici pagati dalle società che lo compongono: nessuna azione può avere un peso maggiore del 15% nel paniere. Costituisce l’indice azionario rappresentativo dell'andamento dei principali titoli azionari italiani (blue chips) quotati sul listino di Borsa Italiana.

FTSE 100

L'indice FTSE100 esprime la performance dei primi 100 titoli azionari, in termini di capitalizzazione, di società con sede nel Regno Unito e quotate sul London Stock Exchange. Introdotto per la prima volta il 3 gennaio 1984, è un indice value weighted, ossia viene calcolato come media ponderata dei prezzi delle azioni che lo compongono dove i fattori di ponderazione rispecchiano la capitalizzazione di ogni titolo. Costituisce l’indice azionario rappresentativo dell'andamento dei principali titoli del mercato azionario del Regno Unito.

 

DAX

L'indice Dax (Deutscher Aktien Index) è composto dai 30 titoli tedeschi a maggiore capitalizzazione e liquidità quotati sul Segmento 'Prime Standard' della Borsa di Francoforte. Introdotto nel 1988, rappresenta il principale indice azionario della Borsa tedesca: gli scambi sui titoli compresi in questo indice rappresentano infatti l'80% del controvalore totale. Presenta la particolarità di essere un indice di performance (ossia il cui rendimento è total return), con l'obiettivo di rispecchiare l’andamento dei ricavi del mercato nel suo complesso: nel suo calcolo confluiscono i pagamenti di dividendi e i ricavi dei diritti d’opzione.

GLI INDICI TOTAL RETURN

A proposito di indici total return, per comprendere l’importante differenza tra un indice Total Return (quindi con reinvestimento dei dividendi) e uno Price Index (quindi senza il reinvestimento dei dividendi) possiamo osservare le tabelle sotto in cui sono messe a confronto le performance a 5 e a 10 anni dell’indice classico S&P 500 (Price Index) e quelle dell’S&P 500 TR (Total Return).

 

TOTAL RETURN E PRICE INDEX:

DIFFERENZE DI PERFORMANCE

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Fonte: elaborazioni su dati MoneyMate

Come sempre, insomma, si fa in fretta a dire Indice, ma ad uno sguardo più attento le differenze sono molte.

Un investitore consapevole deve ben conoscere i dettagli di ogni strumento o, come in questo caso, le metodologie di calcolo utilizzate per definire il paniere di un indice: da un lato per interpretare correttamente l’andamento del mercato, dall’altro per valutare eventuali strumenti finanziari che abbiano proprio un indice come sottostante.

I mercati finanziari richiedono studio e competenza, ecco perché rivolgersi ad un professionista del settore consente di prendere sempre decisioni informate e ponderate.


Investire durante i massimi storici

Finora, i mercati hanno premiato bene gli investitori nel 2024 (toccando ferro), con l'S&P 500 in rialzo di circa il 17%. Solo 18 mesi fa, l'S&P aveva chiuso il 2022 con un rendimento di quasi il -20%, uno dei suoi peggiori rendimenti annuali nella storia.

È facile dimenticarlo, ma prima di quel lento e continuo declino, l'S&P ha aperto il 2022 a un massimo storico. Era impossibile saperlo all'epoca, ma non avremmo visto l'S&P stabilire un altro massimo storico fino a più di due anni dopo.

Per coloro che sono stati in grado di sopportare il declino del 2022, restando investiti e impegnati nei loro piani, il guadagno è stato più che giustificato. Il mercato è stato in grado di recuperare il suo declino e molto di più, sulla buona strada per stabilire un nuovo massimo storico in 38 giorni diversi quest'anno.

Probabilmente hai sentito la frase " comprare a basso prezzo, vendere a prezzo alto ", il che potrebbe farti chiedere se investire durante i periodi di massimo del mercato sia una buona idea o meno.

Immergiamoci nei mercati durante i massimi storici e perché credo che, come in qualsiasi altro momento, sia il momento migliore per essere un investitore.

Non possiamo sapere cosa accadrà

Per avere un'idea migliore dei massimi storici, diamo un'occhiata ai dati degli ultimi 55 anni. Il grafico seguente mostra il numero di massimi storici in un anno solare a partire dal 1970.

consulenza finanziaria

Numero di giorni con un nuovo massimo storico all'anno

Come puoi vedere, non c'è un vero schema. Ci sono periodi di anni con nuovi massimi e periodi di anni senza. Ma non possiamo davvero prevederli in anticipo con precisione. Il grafico qui sotto mostra il numero di massimi storici per decennio, ancora una volta non emerge alcuno schema logico.

consulenza finanziaria

S&P 500 massimi storici per decennio

I periodi senza nuovi massimi seguono i cali del mercato, dove il mercato scende più rapidamente di quanto si riprenda. Anche se non vediamo nuovi massimi durante questi periodi, vediamo comunque una crescita straordinaria. Gli investitori che continuano a dare i loro contributi regolari e reinvestono i dividendi, vedranno effettivamente un guadagno quando il mercato pareggia (purché siano investiti correttamente).

Forse il miglior modello che possiamo ricavare dai dati è che i nuovi massimi storici arrivano a grappoli. In genere, più di uno in un anno che ne ha almeno uno, e per più anni alla volta, anche se non è garantito.

Dal primo massimo storico registrato all'inizio di quest'anno, l'S&P è salito di un altro 15%. Se ti preoccupavi di acquistare a un prezzo elevato dopo quel nuovo massimo e hai venduto per uscire dal mercato, ti saresti perso un enorme ritorno in un breve lasso di tempo. E questo è solo il ritorno finora.

Naturalmente il mercato avrebbe potuto scendere e andare nella direzione opposta, ma anche se così fosse, sappiamo che è normale che i mercati sperimentino volatilità e che nel lungo termine tendano verso l'alto e verso destra. Cercando di evitare qualcosa di negativo che pensiamo possa accadere, potremmo metterci in disparte per quando accadrà qualcosa di positivo. Con gli investimenti, sappiamo che il bene supera di gran lunga il male.

Non abbiamo bisogno di sapere cosa accadrà

La verità con gli investimenti è che nessuno sa cosa accadrà in un dato periodo di tempo. Più breve è la nostra linea temporale, meno possiamo esserne certi perché la gamma di risultati storici è più ampia.

Rendimenti totali annualizzati S&P 500

Potrebbe sembrare una cattiva notizia, ma un'altra verità è che non abbiamo bisogno di sapere esattamente cosa accadrà.

Peter Lynch, uno degli investitori di maggior successo della storia, ha messo insieme i dati esaminando tre investitori fittizi che hanno investito $ 1.000 all'anno dal 1965 al 1995. Il primo ha sempre investito nel giorno più costoso di ogni anno. Il secondo ha sempre investito nel giorno più economico di ogni anno. Il terzo ha sempre investito il primo giorno di ogni anno.

Nel periodo di 30 anni, il primo investitore ha avuto una media di rendimento annuo del 10,6%, il secondo investitore ha avuto una media di rendimento annuo dell'11,7% e il terzo ha avuto una media di rendimento annuo dell'11,0%. Il perfetto market timing ha aggiunto solo l'1,1% rispetto al peggior market timing e solo lo 0,7% rispetto all'assenza di timing .

Un altro studio più recente di Charles Schwab ha esaminato cinque investitori fittizi che avevano ciascuno 2.000 $ all'anno da investire in un periodo di 20 anni dal 2003 al 2022. Ecco chi erano e quando hanno investito ogni anno:

  • Peter – il giorno migliore
  • Ashley – il primo giorno
  • Matteo – ugualmente ogni mese
  • Rosie – il giorno peggiore
  • Larry – mai

Ecco i loro risultati che concludono il periodo di 20 anni:

https://www.schwab.com/learn/story/does-market-timing-work

Avere un market timing perfetto non ha fornito molto più ritorno rispetto al semplice investimento il primo giorno di ogni anno. Lo studio ha esaminato un totale di 78 periodi di 20 anni consecutivi a partire dal 1926. In 68/78 studi hanno trovato esattamente lo stesso ordine di risultati. Negli altri 10, investire il primo giorno dell'anno non è mai arrivato ultimo. L'unica vera perdita nello studio è stata non aver mai investito.

Indipendentemente da quando scegli di investire, finché investi, ti troverai da qualche parte tra il momento migliore e quello peggiore. Nel lungo termine, la differenza è abbastanza piccola da farti ottenere maggiori benefici concentrandoti su altre cose. E se ti capita di essere un investitore con il momento peggiore in assoluto, finirai comunque per ottenere incredibili risultati a lungo termine.

Un buon piano sopravvive all'incertezza

Poiché non possiamo sapere cosa accadrà, e in realtà non ha importanza il fatto che non lo sappiamo, la cosa più sensata è attenersi al nostro piano finanziario, indipendentemente da come si muove il mercato.

Un buon piano dovrebbe prendere in considerazione tutto il buono, tutto il cattivo e tutto ciò che sta nel mezzo. Un piano che richiede un'azione per combattere la normale volatilità del mercato è un piano che è in gravi difficoltà. Un piano dovrebbe essere progettato per la realtà dei mercati, non per quello che vuoi che accada.

Nella maggior parte dei casi, attenersi al proprio piano finanziario significherà non fare nulla di diverso. Osservando cosa succede dopo un massimo storico, in realtà vediamo che le probabilità che i mercati siano in ribasso sono piuttosto basse. Questi dati esaminano gli oltre 1.250 massimi storici dal 1950 e la frequenza con cui l'S&P è sceso di oltre il 10%.

Probabilità di S&P 500 di scendere del 10% o più (blu scuro) dopo ogni massimo storico dal 1950

Possiamo vedere che le probabilità sono scarse nella migliore delle ipotesi. Con una probabilità storica dello 0% che l'S&P scenda di oltre il 10% cinque anni dopo che è stato stabilito un nuovo massimo storico. Se sei preoccupato di acquistare al massimo, penso che questo grafico ti tranquillizzi.

Come ho già detto, saper distinguere tra ciò che conta e ciò che non conta è un'abilità sottovalutata. Preoccuparsi che i mercati siano ai massimi storici, molto semplicemente, è uno spreco di tempo ed energia, e crea solo stress ingiustificato.

I dati storici ci mostrano che non possiamo prevedere cosa accadrà nel breve termine, che anche se riuscissimo a prevedere perfettamente il mercato, farebbe poca differenza e che nel lungo termine i nostri risultati migliorerebbero sempre di più.

Se stai cercando modi per migliorare il tuo quadro finanziario complessivo, concentrarti su cose irrilevanti e a breve termine non ti aiuterà davvero. Probabilmente è meglio concentrarti su cose che: contano e sono sotto il tuo controllo. Cose come:

  • Garantire che i tuoi investimenti siano adatti alla tua tolleranza al rischio e ai tuoi obiettivi
  • Istituzione di un fondo di emergenza accessibile
  • Rivalutare il tasso di risparmio per massimizzare la crescita a lungo termine
  • Aggiornare il budget per riflettere le spese e le priorità attuali

Ricorda che investire è un gioco a lungo termine. Dovresti affrontare i tuoi investimenti come una relazione a lungo termine, non come una scappatella di una notte. Ci saranno alti e bassi, ma ne varrà la pena. Si tratta di fare le piccole cose nel modo giusto per molto tempo. Può essere semplice come questo se lo lasci fare.

"La prima regola della capitalizzazione: non interromperla mai inutilmente." – Charlie Munger

Continua a fare cose per cui il tuo io futuro ti ringrazierà.


Diversifica, ti aiuterà

Uno dei principali #BIAS cognitivi che ho incontrato nella mia esperienza professionale è l’home bias. Investitori italiani con interi portafogli interamente concentrati su titoli del bel paese. Mentre con il tempo si fortifica negli investitori italiani la potenza della diversificazione geografica, negli ultimi anni molti investitori americani hanno abbandonato la diversificazione internazionale (o almeno l’hanno fortemente presa in considerazione).

Capiamo perché questo sta accadendo.

Il mercato azionario statunitense ha distrutto tutti gli investitori sin dalla fine della Grande Crisi Finanziaria.

Dal 2009, il totale dei fondi indicizzati del mercato azionario statunitense è cresciuto di oltre il 660%, mentre il totale dei fondi indicizzati internazionali è cresciuto di circa il 180%. Si tratta di rendimenti annuali superiori al 14% annuo negli Stati Uniti rispetto a meno del 7% annuo nel resto del mondo.

Ci sono buone ragioni per questo divario di performance: un settore tecnologico più grande, un dollaro forte, l’economia statunitense ha ottenuto risultati migliori, ecc.

Molti investitori presumono di non aver più bisogno di detenere azioni internazionali perché le grandi società statunitensi ottengono una discreta fetta delle vendite e degli utili all’estero. Gli Stati Uniti sono in una posizione dominante nel mercato azionario globale,,(costituendo circa il 60% del totale della capitalizzazione di mercato), un contesto normativo più favorevole per l’innovazione e il settore tecnologico.

Considerando quanto sono potenti le aziende a stelle e strisce, sembra insensato investire al di fuori degli Stati Uniti.

Eppure ogni investitore DEVE credere ancora nella diversificazione internazionale.

Perché?

Non vi è alcuna garanzia che il mercato azionario statunitense replicherà nei prossimi 15 anni il successo ottenuto negli ultimi 15 anni.

Sebbene il mercato azionario statunitense sia stato il chiaro vincitore negli ultimi quindici anni, i vincitori tendono a cambiare di decennio in decennio.

Dai un’occhiata ai rendimenti totali per decennio per varie economie sviluppate a partire dagli anni ’70:

consulenza finanziariaOgni decennio ha grandi vincitori e grandi perdenti. Basta guardare lo spread tra i titoli con le performance migliori e quelle peggiori in ciascun periodo. Ci sono alcuni divari enormi.

Il dominio degli Stati Uniti potrebbe essere un segno di un cambiamento di paradigma nei mercati globali o potrebbe essere un pregiudizio legato al passato.

Non è necessario guardare troppo indietro per individuare il decennio perduto nei titoli azionari statunitensi (è successo dal 2000 al 2009). Negli anni ’70 e ’80, i titoli azionari statunitensi erano più vicini al fondo della classifica che al massimo.

Mi piace la diversificazione come forma di gestione del rischio perché aiuta a evitare gli estremi. Sì, ciò significa che non sarai mai completamente investito nel rendimento migliore, ma significa anche che non sarai mai completamente esposto al rendimento peggiore.

La diversificazione ti apre anche a vincitori sorprendenti.

Il leggendario investitore Peter Bernstein una volta disse:

“Considero la diversificazione non solo come una strategia di sopravvivenza ma come una strategia aggressiva, perché la prossima manna potrebbe arrivare da un luogo sorprendente”.

La diversificazione internazionale potrebbe non proteggerti dagli anni brutti o addirittura dai cicli brutti.

Ciò che dovrebbe fare è proteggerti da decenni terribili. Ogni paese li ha.

Anche gli Stati Uniti.DIVERSIFICA, TI SALVERA’.


Fortuna vs Ripetibilità

La fortuna gioca un ruolo così importante nel mondo. Ma è difficile parlarne. Se dici a qualcuno che è fortunato, puoi sembrare geloso. Se ti dicono che hai avuto fortuna, ti senti sminuito.

Forse un modo migliore per inquadrare la fortuna è chiedersi: cosa non è ripetibile?

Fortunato implica eventi casuali che non potevi vedere arrivare. Ciò che non è ripetibile è diverso. Jeff #Bezos è stato fortunato a creare Amazon? Non allo stesso modo, ovviamente, il vincitore della lotteria è fortunato. Era visionario, ambizioso ed esperto a un livello che si vede solo poche volte al secolo.

Ma potrebbe, a partire da oggi, senza denaro o riconoscimento del nome, creare da zero un nuovo business multimiliardario?

Forse, ma probabilmente no. Ci sono così tante cose che hanno aiutato Amazon a diventare quello che è e che non può essere replicato: la crescita di Internet, le condizioni di mercato, i vecchi concorrenti, la politica, le normative, ecc. Bezos è enormemente abile in un modo che non è fortuna. Ma molto di ciò che ha fatto non era ripetibile. Questi punti non sono contraddittori.

È così importante conoscere la differenza tra i due quando si tenta di imparare da qualcuno. Vuoi provare a emulare abilità ripetibili. Tentare di copiare le parti del successo di qualcuno che non sono ripetibili equivale a un cinquantaseienne che si veste da adolescente e si aspetta di essere cool.

C'è una legge dell'evoluzione chiamataLegge dell’irreversibilitàdi Dollo che dice che una volta che una specie perde un tratto, non lo riacquisterà mai più perché il percorso che gli ha dato il tratto, in primo luogo, era così complicato che non può essere replicato. Supponiamo che un animale abbia le corna e poi si evolva fino a perderle. Le probabilità che si evolva per riacquistare le corna sono nulle, perché il percorso che originariamente gli ha dato le corna era molto complesso: milioni di anni di selezione in condizioni ambientali e competitive specifiche che non si ripeteranno in futuro. Non si possono chiamare fortuna i tratti evolutivi: si sono verificati a causa di forze molto specifiche. Non puoi mai fare affidamento sul fatto che quelle forze si ripetano esattamente come hanno fatto in passato.

Molte cose funzionano così.

Negli affari e negli investimenti, puoi imparare le grandi lezioni sul perché le cose si comportano in un certo modo senza dare per scontato che il passato sia una guida diretta per il futuro, perché non lo è: la maggior parte dei dettagli non sono ripetibili. La storia è lo studio del cambiamento, ironicamente usato come mappa del futuro.

Consulenza finanziaria

Jason Zweig del Wall Street Journal una volta parlò di cosa succede quando cerchi di imparare una lezione molto specifica e non ripetibile, quando invece devi prestare attenzione a una lezione più ampia e molto ripetibile:

[Dopo il crollo delle dot-com], la lezione che la gente ha imparato da ciò non è stata: “Non dovrei mai speculare su asset finanziari sopravvalutati”. La lezione che hanno imparato è stata: “Non dovrei mai speculare sulle azioni di Internet”. E così le stesse persone che avevano perso il 90% o più del loro denaro scambiando azioni su Internet finirono per vendere case a metà degli anni 2000, e furono spazzate via. È pericoloso imparare lezioni limitate.

La cosa bella quando chiedi: "è ripetibile?" è che inizi a concentrarti su cose che tu e io – laici comuni – abbiamo la possibilità di ripeterci.

Puoi imparare molto dalla pazienza di Warren #Buffett. Ma non è possibile replicare l’ambiente di mercato che aveva negli anni ’50, quindi fai attenzione a copiare le strategie specifiche che usò allora.

Puoi imparare moltissimo da John D. Rockefeller sull'importanza del controllo della diversificazione. Ma non è possibile replicare il sistema legale del XX secolo che gli ha permesso di distruggere i concorrenti, quindi non lasciarti trasportare.

Elon #Musk può insegnarti molto sull’assunzione di rischi e sul branding, ma molto meno sulla competizione nel settore automobilistico.

Jeff Bezos può insegnarti tanto sulla gestione e sul pensiero a lungo termine, ma molto meno sull’e-commerce e sul cloud computing.

Il modo per diventare più fortunati è trovare ciò che è ripetibile.


Per vincere bisogna accettare di perdere

Nella mia vita non sono solo un consulente finanziario ma anche un allenatore di calcio giovanile. In questi ultimi giorni, parlando con i miei ragazzi delle recenti vittorie, ma anche delle precedenti sconfitte, abbiamo riflettuto su quanto siano più segnanti per noi sportivi le perdite ed è per ciò che vanno ribaltate positivamente in insegnamenti per il futuro.

Cosa c’entra questo con gli investimenti?

consulente finanziario

Il 27 marzo è venuto meno il premio nobel David Kahneman, psicologo straordinario che ha passato l’esistenza nello scovare le dinamiche della mente umana. Pensieri lenti e veloci è stato uno dei primissimi libri che ho letto nella mia esperienza professionale (qui trovi altre letture consigliate) in cui ho trovato dei concetti cardine io ciò che faccio ogni giorno.

L'avversione alla perditadi Kahneman è forse il concetto monetario più importante di tutti. Le perdite influiscono sulle tue emozioni legate al denaro in tanti modi.

  • Le perdite possono causare il panico nei mercati.
  • Le perdite possono cambiare la tua percezione del rischio.
  • Le perdite presenti oggi possono influire sulla tua posizione di investimento in futuro.
  • La paura delle perdite può indurre gli investitori a creare allocazioni di portafoglio non ottimali.
  • Le perdite possono costringere gli investitori a mantenere posizioni in perdita perché non venderanno fino al pareggio.

L'inflazione è una perdita di potere d'acquisto, il che spiega perché è un argomento così carico di carica emotiva.

  • Le perdite sono così dolorose che puoi riviverle nel sonno.

La capacità di gestire le perdite è ciò che distingue gli investitori di successo da quelli che non hanno successo. Sei nei guai se le perdite ti portano a reagire in modo eccessivo o a commettere grossi errori nei peggiori momenti possibili.

Non puoi farcela nel mercato azionario se non hai la capacità di gestire le perdite occasionalmente. Non posso garantire quali saranno i rendimenti futuri del mercato azionario. Posso garantire che prima o poi ci saranno perdite spaventose.

Forse il modo più importante per affrontare questo pregiudizio è riconoscere come l’avversione alla perdita può influenzare i tuoi sentimenti e le tue reazioni. Proprio come una sconfitta a calcio può abbatterti moralmente influenzando allenamenti e prestazioni future se non si accetta si dà subito, o meglio ancora, se non la si prende come una occasione per capire dai propri errori.

 

Dopo essersi ritirato dalla televisione, David Letterman ha parlato di com'è stato competere con altri conduttori per tutta la sua carriera:

"Penso che ci sia qualcosa di sbagliato in me", ha detto, scherzando solo a metà. “O è un difetto di carattere o un disturbo della personalità. È l'uno o l'altro. Non ho ricevuto risposta dal laboratorio."

Più seriamente, ha aggiunto: “Forse la vita è dura, non lo so. Quando lo spettacolo era grandioso, non era mai così piacevole quanto la miseria di uno spettacolo brutto. È questa la natura umana?”

 

Sì, David, questa è la natura umana.

 

Ognuno ha il proprio difetto di carattere o disturbo di personalità quando si tratta di emozioni legate al denaro.

Gestire quelle emozioni è ancora più importante di come gestisci il tuo portafoglio.

“Basterebbe la presenza di un unico scarafaggio a rovinare del tutto il carattere invitante di una ciotola di ciliegie, mentre una ciliegia non farebbe niente a una ciotola di scarafaggi. Il negativo vince sul positivo sotto molti profili e l’avversione alla perdita è una delle tante manifestazioni di una vasta dominanza della negatività.”Daniel Kahneman


Lungo termine e recency bias

Da 10 anni mi occupo di consulenza finanziaria, ed ho notato che ciclicamente in concomitanza di mercati tendenti al rialzo aumenta tra investitori e colleghi la presunzione di padroneggiare il mercato ed il recency bias.

Torniamo con i piedi per terra e rispettiamo i patti con il nostro piano.

I cicli di mercato operano su numerosi orizzonti temporali:

  • Tendenze a breve termineche sono spesso influenzate dallo slancio e dalle emozioni.
  • Tendenze a medio termineche sono maggiormente influenzate da una combinazione di flussi, temi e fondamentali.
  • Tendenze a lungo termineche sono influenzate principalmente dai fondamentali.

La parte difficile dell'investimento è che è difficile sapere in tempo reale se si stanno vivendo mercati secolari o ciclici. Ciò implica che è sempre bene regolarsi sul proprio tempo senza cronometrare quello del mercato. Se ti chiedo “Tra quanto andrai in pensione?” o “Quanti anni ci sono per mandare all’università i tuoi figli?” avrai sempre una risposta esatta e certa. Discorso opposto se inizi a chiederti a che punto sta il mercato o quanto salirà/scenderà.

Una delle domande più difficili a cui rispondere come investitore diversificato è questa: sono disciplinato attenendomi al mio approccio a lungo termine o sono irrazionale perché il mondo è cambiato per sempre?

Cliff Asness ha parlato di questa idea in una recente intervista al Financial Times :

Il problema è che non hai altra scelta; nessuno conosce il futuro. Quindi assegni quello che ritieni sia la giusta quantità di rischio alle cose, perché il segreto è che l’intero mercato azionario è altrettanto vulnerabile. Forse l’esempio più interessante è quello dei mercati sviluppati statunitensi rispetto a quelli non statunitensi. Notoriamente, gli Stati Uniti hanno schiacciato tutti [negli ultimi 15 anni]. Nei 15 anni precedenti la domanda era: perché investire negli Stati Uniti?

Ti dice qualcosa che le storie possono cambiare così tanto. Nel 1990 gli Stati Uniti erano più economici del resto del mondo. Oggi sono molto più cari del resto del mondo. Quasi tutta la vittoria degli Stati Uniti è dovuta al loro arricchimento. Puoi discutere se è giustificato, ma tendi a non ottenere una ripetizione: un'altra triplicazione relativa del rapporto di valutazione in 30 anni. Dico a qualsiasi investitore statunitense con una certa diversificazione internazionale: stai facendo la cosa giusta. Sono solo le tempistiche su cui queste cose funzionano.

Questo grafico di JP Morgan mostra ciò di cui Asness sta parlando con le azioni statunitensi rispetto a quelle internazionali:

risparmio gestito

Alcuni di questi cicli sono stati relativamente brevi. Quello più recente è stato molto lungo.

La cosa folle è che nessuno se lo aspettava davvero. Sembra ovvio col senno di poi, ma all’uscita dalla Grande Crisi Finanziaria poche persone stavano puntando l’America.

All’inizio degli anni 2010, infatti, erano in voga tra gestori e non molte presentazioni sui mercati emergenti, sui BRIC (in particolare sulla Cina) e sulle materie prime. Nessuno aveva previsto che avremmo visto emergere società tecnologiche con capitalizzazione di mercato di migliaia di miliardi di dollari come i titoli più dominanti che avessimo mai visto.

La ragione di ciò è semplice: le prestazioni.

Dal 2000 al 2007, i titoli dei mercati emergenti sono cresciuti ben oltre il 200% in totale (15,3% all’anno). Il mercato azionario cinese ha registrato un rialzo simile. Anche le materie prime sono impazzite poco prima che la crisi finanziaria prendesse il sopravvento:

risparmio gestitoIl paniere di materie prime è aumentato di quasi il 100% dal 2007 all’estate del 2008.

I titoli tecnologici, d’altro canto, erano nel mezzo di un crollo gigantesco.

Il Nasdaq 100 è crollato di oltre l’80% dopo lo scoppio della bolla dot-com:

consulenza finanziariaRimase sott'acqua per 15 anni.

È aumentato di quasi l'800% in totale dall'inizio del 2012. Si tratta di rendimenti annuali prossimi al 20% all'anno. Se hai investito nei Magnifici 7, sei praticamente Warren Buffett ormai da più di un decennio.

Ma i rendimenti prima di questo ciclo erano terribili. Dall'avvio del Nasdaq 100 ETF (QQQ) all'inizio del 1999 fino alla fine del 2011, il fondo è cresciuto complessivamente del 14,3%. Questo è l'1% all'anno per 13 anni.

È interessante notare che se uniamo insieme questi due cicli diametralmente opposti si ottiene sostanzialmente il rendimento medio a lungo termine del mercato azionario dall’inizio di questo ETF:

consulente finanziarioIl ciclo attuale dura da più di 10 anni. Anche il ciclo precedente è durato più di 10 anni. Uno è stato incredibile per gli investitori. L'altro lo paragonerei più ad un calcio alle parti intime.

Entrambi i cicli sono stati estremi, ma a volte ciò accade perché questi sono semplicemente i mercati.

Non ottieni il bene senza il male.

Asness ha ragione nel dire che le azioni statunitensi non sono sempre state le preferite di oggi. Il CreditSuisse Global Investment Yearbook contiene un ottimo grafico che mostra l’evoluzione dei mercati azionari globali dall’inizio del XX secolo in base alla ponderazione dei paesi:

mercati azionari

Nel 1900 il mercato azionario statunitense era relativamente piccolo. Negli anni ’50, ’60 e ’70 avevamo la posizione dominante a livello globale. Ma il Giappone ha dato agli USA del filo da torcere negli anni ’80. Nel 1990, il Giappone rappresentava quasi il 50% dei mercati azionari globali, mentre le azioni statunitensi erano scese a circa un terzo del totale.

Nonostante il sano mercato rialzista degli anni ’80, i titoli azionari statunitensi sono rimasti pesantemente indietro rispetto al resto del mondo per due decenni. Questi erano i rendimenti totali (e annuali) dal 1970 al 1989 per i titoli esteri sviluppati (MSCI EAFE) e statunitensi (S&P 500):

  • Titoli esteri: +1.934% (+16,3%)
  • Azioni USA: +790% (11,6%)

Negli anni ’90, le azioni statunitensi hanno recuperato terreno in grande stile. Negli anni 2000, i titoli azionari internazionali hanno ripreso il comando. Dall’inizio degli anni 2010, le azioni statunitensi hanno fatto ancora una volta un balzo in avanti.

Questi cicli sono normali.

Puoi attraversare periodi di sottoperformance per oltre 10 anni e non avere idea se o quando la tua strategia tornerà in auge.

Puoi attraversare periodi di sovraperformance per oltre 10 anni e non avere idea se o quando la tua strategia perderà il favore del mercato.

Il problema con questi tipi di cicli è che è impossibile evitare il recency bias perché sembra che queste tendenze persisteranno indefinitamente nel futuro.

L’America sta dominando il resto del mondo in questo momento in termini di performance dei mercati economici e finanziari. Non sono disposto a scommettere contro l'America nel lungo termine.

Ma negli anni ’80 il Giappone dominava il resto del mondo.

Negli anni 2000 la Cina dominava il resto del mondo

All’inizio del 1900 il Regno Unito dominava il resto del mondo.

Forse il mercato azionario statunitense è semplicemente migliore. Forse i titoli tecnologici sovraperformeranno per sempre. A volte è diverso.

Ma non sono disposto a puntare all-in.

Continuo a pensare chela diversificazione internazionale sia una forma prudente di gestione del rischio.

I vincitori di oggi diventeranno, prima o poi, i ritardatari di domani. Semplicemente non so quando e non so perché. Per certo nel medio lungo termine un razionale equilibrio nella gestione del rischio avrà risultati migliori in termini di ritorni ma anche in qualità della vita. Passare più tempo con i propri cari ed affetti o con noi stessi alla fine darà più soddisfazione che perdere tempo nel farci domande senza avere risposte ( quanto durerà ancora questo ciclo?).


Investire durante l’incertezza

Ho scritto a fine 2023 la solitalettera agli investitoridove racchiudo l’anno appena passato traendone considerazioni ed insegnamenti per l’anno a venire. Nel primo trimestre del 2024 siamo tornati quasi sui massimi in ogni mercato (Cina esclusa) e come sempre vedo impazzare il fai da te, l’acquisto compulsivo di titoli ed un overconfidence generalizzata tra investitori e consulenti vendi rendimenti. Ecco perché mi sembra un gran bel momento per far tornare, spero più lettori possibili, con i piedi per terra.

Il motivo per cui oggi scrivo è perché in quella lettera del 2023, ho ripensato anche all’anno che era il 2022 ed alla complessità che ha aumentato l’incertezza generale per bene 24 mesi.

Il 2022 è stato un anno storicamente negativo per gli investitori. È stato un anno raro in cui non importava come eri investito (conservatore, equilibrato, aggressivo) comunque hai subito il mercato. Quindi posso capire come avrebbe potuto avere senso, o essere stato facile, saltare sul carrozzone abbastanza pieno allora di "catastrofi e rovine". Anche i "professionisti" erano tutti d'accordo su un terribile 2023.

La verità è che, il più delle volte, possiamo trovare ragioni per non investire durante qualsiasi piano finanziario. Che si tratti di titoli di notizie negative, incertezza del mercato o pessimismo. Ma questo è vero per ogni anno che sia mai stato, e sappiamo che gli investimenti hanno sempre avuto più successo che non. Oggi voglio dare uno sguardo approfondito agli investimenti in tempi di incertezza e al motivo per cui il 2023 si è rivelato un anno perfetto su cui riflettere mentre lo faccio.

Punti chiave:

  • L’incertezza è una costante nei mercati, perché nessuno sa esattamente cosa accadrà dopo. Ma è sempre stato così, e i mercati hanno prodotto risultati eccezionali a lungo termine.
  • Affronteremo queste cose per la prima volta nella nostra vita, ma raramente è la prima volta che una cosa accade. Guardando al passato, possiamo trovare situazioni simili e avere un’idea migliore di cosa potrebbe accadere in futuro.
  • La chiave per trasformare qualcosa di spaventoso in qualcosa di familiare è capirlo meglio. Comprendendo meglio gli investimenti e l’incertezza possiamo prendere decisioni migliori per il nostro futuro.

Dove è iniziato il 2023

Nel 2022, lo S&P 500 ha chiuso l’anno con un rendimento del -19,4%, uno degli anni peggiori della storia, e il mercato obbligazionario ha vissuto il suo anno peggiore di sempre in termini di multipli. L’inflazione e l’aumento dei tassi d’interesse rendono ancora problematica la vita quotidiana di molte persone, senza una fine chiara in vista. È stato un anno difficile e un anno che potrebbe essere molto scoraggiante riguardo agli investimenti per andare avanti.

Anche i professionisti prevedevano un 2023 negativo. I titoli dei giornali prevedevano una probabilità del 100% che si verificasse una recessione , e Wall Street prevedeva il suo primo anno negativo in questo millennio, tra l'altro: 6 anni finora si sono rivelati con rendimenti negativi. Se stavi solo leggendo i titoli dei giornali, il 2023 sembrava non avere alcuna promessa.

pianificazione finanziariahttps://www.investing.com/analysis/first-time-since-1999-wall-street-forecasts-negative-returns-for-upcoming-year-200633221

Per i consumatori e gli investitori al dettaglio, la situazione sembrava incerta. Per gli addetti ai lavori era assolutamente certo che sarebbe stato un anno negativo. Come investitore, non era proprio quello che volevi sentire. Ma sapere aiuta sempre ad investire bene, soprattutto a comportarsi bene.

Qualcosa in cui mi sono imbattuto spesso ultimamente nei libri che ho letto, è l'idea che durante la nostra vita sperimenteremo molte cose per la prima volta, ma ciò non significa che sia la prima volta che cosa mai accaduta prima.

Con questo in mente, ho guardato indietro. Il 2022 è stato uno degli anni peggiori della storia per la performance dello S&P. Ma cosa è successo negli anni ancora peggiori? Tornando alla Grande Depressione, ci sono stati quattro anni in cui l'S&P ha registrato un rendimento peggiore rispetto al 2022:

  • 2008: -37,0%
  • 2002: -22,1%
  • 1974: -26,5%
  • 1937: -35,0%

Ma ecco cosa è successo l'anno successivo in ciascun caso:

  • 2009: + 26,5%
  • 2003: + 28,7%
  • 1975: + 37,2%
  • 1938: + 31,1%

Un rendimento positivo e molto superiore alla media a lungo termine dello S&P 500. Ora, i risultati passati non garantiscono rendimenti futuri, quindi questo non promette grandi rendimenti nel 2023. Ma dimostra che storicamente disponiamo di dati che possiamo utilizzare per avere un'idea di cosa potrebbe accadere in futuro, anche se non è altro che una semplice idea.

Poiché i nostri dati comprendevano solo quattro anni peggiori del 2022 ho messo insieme i dati che mostrano un anno specifico e il suo anno successivo, dal 1928 al 2022. Ad esempio, guarderei il 2021 sull'asse X e il 2022 sull'asse Y. Ecco come appaiono i dati:

pianificazione finanziariaS&P 500: dato anno (X) e rendimento annuale del prossimo anno (Y) (dal 1928 al 2022)

Certo, è difficile da vedere, anche per me che ho realizzato il grafico, quindi trovo che questa sia una visualizzazione più semplice per dargli davvero un senso:

pianificazione finanziariaS&P 500: dato anno (X) e rendimento annuale del prossimo anno (Y) (dal 1928 al 2022)

Anche senza entrare nei dati e nei numeri, possiamo fare un paio di osservazioni forti:

  • Abbiamo molti più primi anni positivi che primi anni negativi (più punti a destra che a sinistra)
  • Abbiamo molti più secondi anni positivi che negativi (più punti in alto che in basso)

Guardando indietro, abbiamo molte informazioni. Tornando al 1932, agli anni con un rendimento annuo peggiore rispetto al 2022, sono seguiti anni con un rendimento molto superiore alla media di lungo periodo. Osservando 94 punti di dati che mettono a confronto un dato anno e l'anno successivo, scopriamo che c'è una probabilità molto maggiore che un anno sia positivo che negativo (sia per il primo anno che per il secondo anno).

Comprendere l'incertezza

In qualsiasi momento, può esserci incertezza sui mercati. Che si tratti di volatilità, opinioni personali, titoli dei media o flussi naturali di mercato. L'incertezza può essere reale o fittizia, ma in entrambi i casi non significa che sia sempre rilevante. Un investitore diversificato con un orizzonte temporale di oltre 40 anni non dovrebbe preoccuparsi di un rapporto trimestrale sugli utili, anche se fa notizia.

Spesso pensiamo all’incertezza in una direzione negativa, quando i mercati hanno un trend al ribasso. Ma è più importante pensare all’incertezza e ai mercati nel loro complesso, come un fattore costante. È un'idea a cui ho pensato molto ultimamente, è cruda, ma forse ha senso. Nella mia testa, assomiglia a questo:

consulente finanziarioIl grafico è costituito dal movimento naturale del mercato, dal senso di "fiducia" degli investitori, dalla certezza del movimento positivo e da una zona di prezzo ragionevole (tonalità blu).

I mercati si muovono naturalmente su e giù nel corso del tempo, ma fortunatamente per noi, molto di più. In qualsiasi momento, i mercati possono essere considerati: valore equo (entro l’ombra blu), sopravvalutati (sopra l’ombra blu) o sottovalutati (sotto l’ombra blu). Un mercato sottovalutato è come se fosse in vendita, mentre un mercato sopravvalutato è come pagare un premio. I mercati fluttuano naturalmente tra queste diverse zone, lo hanno sempre fatto e lo faranno sempre.

Quando i mercati salgono e diventano sopravvalutati, a un certo punto i prezzi smettono di avere senso, quindi il prezzo diventa meno certo in quanto diventa più imprevedibile. Ma allo stesso tempo, gli investitori possono provare un senso di “fiducia” nel fatto che il titolo sia inarrestabile e stia andando sulla Luna.

Nella direzione opposta, quando i mercati scendono, i prezzi diventano più stabili, arrivando addirittura a essere a sconto. Anche se le cose stanno diventando più chiare e certe, la “fiducia” degli investitori diminuisce insieme al prezzo, fino a quando gli investitori non hanno più interesse a investire. È una relazione inversa e, come molte cose legate agli investimenti, una cosa in cui il nostro istinto o intuizione può portarci fuori strada.

Diamo un'occhiata a un esempio di vita reale, ricordate GameStop (GME)?

Credo che più persone abbiano parlato di investimenti e di mercato azionario durante il periodo del GME rispetto al passato, e sembra essere vero. Il GME ha raggiunto il suo massimo storico il 27 gennaio 2021, la stessa settimana in cui la ricerca su Google ha raggiunto il picco sia per "GME" che per "Come investire", una combinazione molto pericolosa. A partire da questo articolo, da allora il GME è sceso di oltre l’80%.

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Tendenze di Google per "GME"Google

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Trends per "Come investire"

Al suo apice, il GME era di gran lunga il meno sicuro di sempre, ma la “fiducia” degli investitori nella società non è mai stata così alta. È una dinamica di interessi, nella quale chiunque potrebbe rimanere coinvolto.

Spesso pensiamo che un mercato in calo significhi incertezza. Ma direi che un mercato in calo fornisce certezza e chiarezza per il futuro. Si tratta di una correzione che riporta a prezzi ragionevoli e di un'opportunità per tornare indietro nel tempo nei mercati per acquistare a prezzi più bassi. Spesso consideriamo i mercati o i titoli sopravvalutati con una certezza ingiustificata, quando in realtà sono più incerti. Comprendere la relazione tra mercati e incertezza è importante, perché in molti casi la nostra intuizione funziona al contrario. Anche se riuscissimo ad allineare l’incertezza con i titoli più interessanti, ciò di per sé potrebbe risparmiarci molta ansia futura e FOMO (Fear of Missing Out).

Investire durante l'incertezza

Se accettiamo che l’incertezza è un fattore costante nei mercati, allora dobbiamo trovare una soluzione per affrontarla in ogni momento. Soprattutto se consideriamo che l’incertezza è sempre stata una costante, e i mercati hanno comunque finito per produrre ottimi risultati. L’incertezza non è sufficiente a dissuaderci dagli investimenti.

Il primo punto da cui iniziare è acquisire una conoscenza fondamentale di come funzionano gli investimenti. Non è necessario tuffarti nel profondo, ma è importante essere in grado di avere una conversazione sui tuoi soldi e capire cosa stanno facendo per te. L'apprendimento potrebbe assomigliare alla lettura di un blog (come questo), alla conversazione con il tuo consulente finanziario o alla lettura di un libro.

Dopo aver costruito le fondamenta, il prossimo passo importante è definire le aspettative. Anche negli anni con rendimenti fenomenali, sperimentiamo una volatilità significativa. Di seguito è riportato un grafico che confronta il rendimento annuale di un anno con il suo più grande ribasso.

pianificazione finanziariaRendimenti annuali S&P 500 vs. calo intra-anno (1980-2023)

Se per miracolo non sperimentassi mai un rendimento annuale negativo per il resto della tua vita (pur essendo ancora un investitore), non eviterai di vedere la volatilità durante quegli anni di successo. Investire è molto più psicologico di quanto la maggior parte delle persone creda, e gran parte di ciò consiste nel capire come sopravvivere ai momenti difficili.

Tornando all'inizio di questo articolo, è utile comprendere cosa è successo in passato, per darci un'idea migliore di cosa potrebbe accadere in futuro. Potremmo sperimentare per la prima volta un crollo del mercato, ma nel corso della storia se ne sono verificati innumerevoli. Osservando il grafico qui sopra, ci sono 7 dei 45 anni (circa 1/7) che subiscono un calo di almeno il 20%. Affrontarlo per la prima volta potrebbe sembrare spaventoso, insolito e forse anche darti sensazioni che la fine del mondo sia alle porte. Ma capire che ciò accade con una frequenza regolare è rassicurante.

È anche importante stabilire aspettative realistiche per i rendimenti. Come la maggior parte delle cose buone, investire correttamente richiede tempo. Il segreto del successo di Warren Buffett è che è stato in grado di investire per così tanto tempo, è così semplice. Ma per qualche motivo, gli investitori possono sentirsi autorizzati a prendere una scorciatoia che li rende milionari da un giorno all’altro. Invece di adottare un approccio collaudato di investimento nell’arco della nostra vita, gli investitori possono scoraggiarsi quando non vedono risultati immediati e abbandonare del tutto.

Invece di aspettative irrealistiche, guardare al passato può darci linee guida su cosa aspettarci in futuro. Le informazioni seguenti ci mostrano come si sono comportate le diverse allocazioni di portafoglio in passato. Utilizzando queste informazioni come guida, possiamo avere aspettative più chiare per i nostri investimenti e comprendere meglio quella che sarebbe considerata una performance normale, il che dovrebbe in definitiva fornire maggiore certezza (e meno stress) durante quei periodi volatili.

portafogli modelloIndice USD storico rischio/rendimento Vanguard (1926 - 2019)

Dopo aver acquisito una comprensione fondamentale del funzionamento degli investimenti e aver stabilito aspettative realistiche basate sui dati passati, il passaggio finale sarebbe quello di costruire un piano a prova di incertezza. Un piano semplice e semplice da seguire, in modo che durante i periodi di incertezza tu possa bloccare il rumore e concentrarti su ciò che puoi controllare.

Nel grafico qui sopra, possiamo vedere che anche in un portafoglio conservativo (pesantemente obbligazionario), vediamo ancora una volatilità significativa (anno peggiore -15,07%). Ma anche considerando questo, vediamo un ottimo rendimento medio annuo del +7,21%. Questi rendimenti annuali incorporano il bene, il male e tutto il resto. La cosa migliore che possiamo fare per i nostri investimenti è lasciarli soli il più a lungo possibile. Essere in grado di farlo deriva dalla fiducia nel tuo piano secondo cui, qualunque cosa accada a breve termine, è giustificato, e a lungo termine, non avrà importanza.

Avere un piano che delinea ciò che devi fare per i prossimi X anni per costruire il tuo stile di vita ideale, ti dirà esattamente cosa devi fare e definirà entro quali parametri è stato progettato. Quindi non importa quale sia il nuovo titolo o tendenza, non devi inseguirli. C'è molto più conforto nel sapere esattamente cosa dobbiamo fare per vedere il successo che stiamo cercando.

Dove è finito il 2023

Ancora una volta, è importante capire che i risultati passati non garantiscono rendimenti futuri. Ma la grande domanda è: era giusto essere ottimisti per il 2023?. Bene, ecco come sono andate le cose:

  • 2022: -19,4%
  • 2023: + 24,2%

consulente finanziarioS&P 500: dato anno (X) e rendimento annuale del prossimo anno (Y) (dal 1928 al 2023)

Come i 4 anni peggiori del 2022, il 2023 ha avuto un tasso di rendimento superiore alla media. Il nostro punto dati più recente (contrassegnato in giallo), ora ci dà un totale di 95, quindi diamo un'occhiata ai numeri.

Abbiamo un primo anno positivo il 68,4% (65/95) delle volte, che in realtà è la stessa identica probabilità di un secondo anno positivo (indipendentemente dal primo anno).

Inoltre, se un dato anno è negativo, l’anno successivo sarà positivo nel 73,3% (22/30) delle volte. Che in realtà è superiore alla possibilità che si verifichi una situazione positiva-positiva, nel 66,1% (43/65) delle volte.

In ogni caso, non importa se consideriamo un dato anno come il primo o il secondo anno, la possibilità che sia un anno positivo è molto maggiore della possibilità che sia un anno negativo. Dimostrando che, qualunque cosa accada sui mercati, è sempre il momento migliore per essere un investitore.

Imparare per migliorare

Credo che sia importante avere la mentalità secondo cui il futuro sarà sempre migliore del passato. Potrebbe non sembrare sempre così, ma nel complesso stiamo riscontrando progressi positivi. Continuiamo a vedere l’aumento dell’aspettativa e della qualità della vita, gli sviluppi nella tecnologia e nella medicina, che portano tutti a un futuro migliore. Questa mentalità si applica anche ai mercati.

Sarò sempre ottimista riguardo ai mercati, si tratta semplicemente di comprenderli. La paura deriva dall'inconsapevolezza. A volte ci vuole un po' di tempo, ma imparando a conoscere ciò che non capiamo, possiamo renderlo più familiare e meno spaventoso. Paura di investire? Scopri semplicemente come funziona l'investimento.

Il 2023 si è rivelato l'anno perfetto su cui riflettere con incertezza, perché era l'anno che con maggiore certezza sarebbe stato esattamente quello che non era. Wall Street ne era così sicura che predisse il primo anno negativo di questo millennio. Alcuni titoli riportavano una certezza pari al 100% che una recessione fosse in serbo per il 2023.

C'è sempre incertezza nel breve termine negli investimenti, incertezza nel male ma anche nel bene. L’incertezza può significare piacevoli sorprese. All’inizio del 2023, sembrava un anno buono come sempre per sedersi in disparte e aspettare un anno migliore per investire, ma avresti perso rendimenti fantastici.

Allora perché le opinioni erano così sbagliate? È perché nessuno sa veramente cosa succederà dopo. La cosa migliore che qualcuno potrebbe dire è:l’anno prossimo i mercati potrebbero salire o scendere, ma a lungo termine i mercati saliranno molto più di quanto scenderanno, il che si tradurrà in una crescita esponenziale. Nel lungo termine, la nebbia dell’incertezza a breve termine si dirada. Quanto più a lungo investiamo, tanto più certi diventeranno i nostri risultati.

Creando certezza dentro di noi, nei nostri progressi e nel nostro piano, possiamo bloccare più facilmente il rumore incerto che in realtà non ha importanza. È un peccato che ci si concentri così tanto su cose che non contano. Certo, gli eventi a breve termine possono causare fluttuazioni, ma a lungo termine quel rumore finisce per eguagliare un’increspatura, non l’onda che si pensa sia.