L’educazione finanziaria ormai è imprescindibile per ognuno. Delle recenti ricerche lo dimostrano ma ancor più evidenziano come il livello di educazione finanziaria delle famiglie italiane è il più basso tra le economie avanzate.
Tra varie statistiche risulta che il 37% degli adulti in Italia è in grado di comprendere i 3 concetti finanziari di base (interesse, inflazione, diversificazione). Siamo di un punto percentuale sotto a paesi come Kenya eCameroon .

Il non sapere si riflette poi nelle scelte finanziarie. Infatti, ben il 60% della ricchezza degli italiani è concentra in attività immobiliari. Un bene tangibile che “la pancia” ci permette di valutare in maniera più semplice ed immediata senza uso di formule e conteggi, “riesco a toccarlo con le mani = non può perdere valore o sparire come un investimento finanziario”.
Al contrario, invece, gli investitori americani detengono una quota di ricchezza parial 69% in attività finanziarie.
L’immobiliare va bene per diversificare il patrimonio personale a patto che non se ne abusi
L’educazione finanziaria paga con maggiori rendimenti
Pwcsi è occupata di confermare quanto scritto fino ad ora analizzando i rendimenti generati da un investimento di 100.000 dal 1° gennaio 2012 in Italia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti e Svezia.
L’analisi produce un indice che tiene conto delle principali asset class ponderandole per ogni paese.

Il grafico è eclatante! Tra il 2012 e il 2017, il rendimento generato da un investimento di 100mila euro è molto più basso in Italia rispetto al resto degli paesi.
Insomma l’italiano ancorato al mattone si è perso il miglior decennio finanziario per aumentare il proprio patrimonio
Ma ATTENZIONE! non basta solo fare investimenti finanziari per avere rendimenti superiori.
Uno dei principali errori che trovo nei portafoglio degli investitori è la presenza di titoli ed obbligazioni italiane, anche per la totalità delle attività finanziarie. Questo errore è comunemente chiamatoHOME BIAS.
Ecco che l’educazione finanziaria assente o scarsa incide nei rendimenti in maniera negativa nuovamente. Infatti, l’assenza diDIVERSIFICAZIONEadeguata nei portafogli finanziari, sempre per Pwc , ha portato ad un rendimento del2%dal 2012 contro quello del15%di un investitore statunitense.

In conclusione, maggiore è il livello di conoscenza in materia finanziaria e migliore sarà la redditività del patrimonio.
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Matteo Giovagnoni è consulente finanziario FinecoBank iscritto all’Albo OCF (delibera n. 586 del 29/05/2014), soggetto autorizzato e vigilato da Consob e IVASS (RUI n. E000502819). Specializzato in finanza comportamentale e pianificazione patrimoniale. Best Financial Advisor Central Italy 2023 e 2024 per CityWire. Certificazioni: CIMA® (in corso), CFA Investment Foundations®, EFPA ESG Advisor, EFPA EPS, BEP SDA Bocconi.