liquidità ferma sul conto corrente che si erode con l'inflazione nel 2026

Liquidità Conto Corrente 2026: Come Smettere di Perdere il 3% Reale

Sui conti correnti italiani ci sono oltre 1.500 miliardi di euro fermi. Con l'inflazione al 2,2%, ogni 100.000 euro lasciati lì perdono circa 220 euro di potere d'acquisto al mese. Una stratificazione su quattro strati — ETF/fondo monetario, conto deposito, BTP brevi, gestione patrimoniale — cambia completamente il quadro.

1.500 miliardi di euro. È la cifra che le famiglie italiane detengono oggi su conti correnti remunerati allo 0,01% medio — circa il 75% del PIL italiano. Capitale che, anno dopo anno, perde potere d'acquisto in modo silenzioso. La BCE ha tenuto il tasso sui depositi al 2% dopo il ciclo di tagli del 2024–2025, l'inflazione core eurozona resta intorno al 2,5%: il delta tra rendimento del conto e inflazione è il costo reale che si paga ogni mese senza vederlo.

Negli ultimi mesi questa conversazione l'ho avuta decine di volte. Un cliente apre il portafoglio, indica il saldo del conto corrente — cifre che vanno dai 30.000 ai 400.000 euro — e dice: "Per ora preferisco lasciarli lì, almeno non rischio". È una frase che ha senso emotivo, ma matematicamente vale l'opposto.

Quello che faccio in questo articolo non è una predica generica sull'importanza di "investire i soldi". È un'analisi tecnica di quanto costa davvero la liquidità ferma nel 2026, con i numeri esatti, e di come si costruisce un'architettura a quattro strati che fa esattamente il lavoro che il conto corrente non fa più. Più sotto trovi anche un simulatore per calcolare la tua erosione reale.


Il rischio invisibile del 2026: l'erosione silenziosa

Cominciamo dai dati di mercato. Sono questi i numeri di riferimento sui quali costruire qualsiasi ragionamento sulla liquidità in eccesso nelle prossime settimane.

BCE Deposit Rate
2,00%
stabile da giugno 2025
Inflazione HICP eurozona
2,2%
core a 2,5%
€STR (overnight)
2,10%
benchmark fondi monetari
Conto deposito 12m medio
2,3% lordo
≈ 1,7% netto
BTP 2 anni
2,55%
tassazione 12,5%
Conto corrente medio
0,01%
remunerazione netta ≈ 0
Fonte:BCE — tassi di riferimento·Morningstar Italia — liquidità e tassi

Il calcolo dell'erosione è di una banalità imbarazzante:

Rendimento reale ≈ Rendimento nominale netto − Inflazione
— Equazione di Fisher, versione semplificata

Su 100.000 euro fermi sul conto corrente, con un rendimento netto vicino a zero e un'inflazione attesa del 2,2%, la perdita reale è di circa2.190 euro l'anno. Non è un'opinione né una proiezione discutibile: è aritmetica. Su cinque anni di compounding negativo il potere d'acquisto residuo scende a circa89.500 euro; su dieci anni a circa80.200 euro. Un quinto del patrimonio dissolto in dieci anni senza che si sia mossa una virgola sull'estratto conto.


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Finanza comportamentale: perché "lasciare la liquidità ferma" sembra prudenza ma è rischio


Le quattro alternative stratificate per orizzonte temporale

L'errore più diffuso, quando si decide finalmente di muovere la liquidità, è cercareilprodotto che sostituisca il conto corrente. Non esiste. Esiste invece unastratificazione per orizzonte temporale, dove ogni strato ha una funzione tecnica precisa e si attiva su uno specifico bisogno futuro.

1. ETF e fondi monetari — Orizzonte 0–6 mesi (cuscino operativo)

Replicano l'€STR, il tasso interbancario overnight dell'eurozona, attualmente intorno al 2,1% lordo. Sono lo strumento di parcheggio più efficiente per la liquidità a brevissimo termine.

  • Tassazione: 26% standard sui rendimenti
  • Vantaggio: liquidabilità in T+2, volatilità prossima allo zero, nessuna penale, totale flessibilità
  • Svantaggio: il rendimento si adegua immediatamente a eventuali tagli BCE futuri. Se la BCE riducesse il tasso allo 1,75%, lo strumento rifletterebbe il calo nei giorni successivi

2. Conti deposito vincolati — Orizzonte 6–18 mesi

Tassi medi attuali sul mercato:2,2–2,8% lordoa 12 mesi (in netto, circa 1,6–2,1%).

  • Vantaggio: garanzia FITD fino a 100.000 euro per depositante per istituto, certezza del rendimento alla scadenza
  • Svantaggio: penali su svincolo anticipato, tassazione piena al 26%, rischio reinvestimento se i tassi calano alla scadenza
  • Trappola comune: vincolare cifre sopra 100.000 euro sullo stesso istituto annulla parte della garanzia FITD. Una scelta sistematicamente sottovalutata da chi gestisce in autonomia

3. BTP a scadenza breve — Orizzonte 12–36 mesi

I BTP con scadenza 2027–2028 offrono rendimenti netti annualizzati intorno al2,5–2,9%, ma con un dettaglio fiscale che cambia tutto: latassazione è al 12,5%, non al 26%.

  • Vantaggio fiscale: aliquota agevolata che equivale a un guadagno netto di circa+50% in efficienza fiscalerispetto a un conto deposito a parità di rendimento lordo
  • Vantaggio strutturale: portati a scadenza, il prezzo di mercato è irrilevante — il rimborso è al nominale
  • Attenzione: se venduti prima della scadenza, sono soggetti a oscillazioni che dipendono dalla curva dei tassi. Non sono "garantiti" in senso assoluto se l'orizzonte non è coerente con la duration

4. Gestione patrimoniale multi-asset — Orizzonte 24+ mesi

Per la quota di liquidità che non serve nei prossimi 24 mesi, parcheggiarla in strumenti monetari è un errore dimismatchtra orizzonte reale e strumento utilizzato.

Una gestione multi-asset bilanciata-prudente (esposizione tipica 30% azionario / 70% obbligazionario) ha storicamente offerto rendimenti reali tra il3% e il 4% annuo, con drawdown massimi gestibili attraverso una diversificazione attiva sulle asset class.


Il caso reale: una stratificazione su 250.000 euro

Nelle ultime settimane ho seguito la riallocazione del patrimonio liquido di una libera professionista di 52 anni. Aveva 250.000 euro fermi sul conto corrente da diciotto mesi, dopo la vendita di un immobile ereditato. Le abbiamo costruito insieme una stratificazione su quattro strati. È un esempio anonimo ma rappresentativo di quello che vedo continuamente.

La situazione di partenza: erosione reale stimata di circa −5.475 euro l'anno in potere d'acquisto, contro un rendimento nominale ottenuto di 25 euro. Il costo opportunità rispetto a una stratificazione corretta era di circa6.750 euro all'anno.

La stratificazione applicata:

  • Strato 1 — 30.000 €in ETF/fondo monetario. Funzione: cuscino emergenze, liquidabile in 48 ore
  • Strato 2 — 50.000 €in conto deposito 12 mesi. Funzione: liquidità programmata per tasse, premi assicurativi e spese definite
  • Strato 3 — 70.000 €in paniere di BTP scaglionati 2027–2028. Funzione: reddito fisso fiscalmente efficiente
  • Strato 4 — 100.000 €in gestione patrimoniale multi-asset 30/70. Funzione: crescita reale di lungo periodo

Risultato atteso a 12 mesi: rendimento netto ponderato del 2,7% (circa 6.750 euro), volatilità complessiva di portafoglio del 3,8% annuo, liquidità accessibile entro 48 ore pari a 30.000 euro (12% del totale). La differenza rispetto al "non fare nulla" è di+12.200 euro di patrimonio reale recuperato in dodici mesi, senza esposizione significativa al rischio di mercato e mantenendo piena flessibilità sul cuscino operativo.

Il punto è questo: una stratificazione fatta bene non chiede al cliente di assumersi rischi maggiori. Gli chiede di smettere di pagare un costo nascosto che non aveva mai messo in bilancio.


I tre scenari macro: dove può andare la curva nei prossimi mesi

La situazione macroeconomica del 2026 non è uno scenario base unico: ci sono tre percorsi plausibili e ogni stratificazione corretta deve reggere in tutti e tre.

Analisi scenari · Maggio 2026
Liquidità e tassi: i tre percorsi possibili nei prossimi 12 mesi

  • 🟢
    Scenario A — BCE conferma 2% per tutto il 2026 (probabilità stimata: 45%):l'inflazione si stabilizza intorno al target, BCE in stand-by. Conti deposito stabili, BTP brevi continuano a offrire rendimenti reali positivi. La stratificazione cattura il rendimento attuale senza sorprese.
  • 🟡
    Scenario B — BCE rialza i tassi nel secondo semestre (probabilità stimata: 30%):inflazione persistente o shock energetico riportano la BCE in modalità restrittiva. ETF/fondi monetari beneficiano immediatamente, BTP brevi soffrono temporaneamente sui prezzi ma a scadenza il rendimento è blindato. Lo strato 4 conta più che mai.
  • 🔴
    Scenario C — Recessione e nuovi tagli BCE (probabilità stimata: 25%):rallentamento economico forte, BCE costretta a tagliare verso l'1,5%. Chi è rimasto liquido perde la finestra dei tassi attuali. I BTP brevi acquistati oggi mostrano il loro valore: rendimento bloccato anche in scenario di rendimenti calanti.

In nessuno dei tre scenari la risposta corretta è "lasciare tutto sul conto corrente e aspettare". In tutti e tre la stratificazione su quattro strati batte il non fare nulla — perché ogni strato è progettato per una funzione specifica, non per una scommessa direzionale sui tassi.


Calcola la tua erosione reale

I numeri visti finora sono medie. Per capire il tuo costo personale, usa il simulatore qui sotto: muovi gli slider e vedi in tempo reale quanto stai perdendo in potere d'acquisto sul tuo specifico capitale fermo.

Simulatore · Erosione del potere d'acquisto
Quanto ti costa la liquidità ferma sul conto?

Calcolo basato sulla formula di Fisher, ipotizzando rendimento del conto corrente dello 0,01% netto. Risultati indicativi.

Capitale fermo sul conto
100.000 €

Inflazione attesa annua
2,2%

Perdita reale anno 1
−2.153 €
Perdita cumulata 5 anni
−10.302 €
Perdita cumulata 10 anni
−19.624 €

Il simulatore mostra la perdita di potere d'acquisto rispetto al capitale nominale, calcolata con il deflatore (1+i)n. Non considera variazioni dell'inflazione nel tempo né eventuali piccoli rendimenti del conto corrente.


Il Laboratorio del Mercato: come elaboriamo questi dati per il tuo portafoglio

I numeri del simulatore sono medie. Ma nessun cliente è una media. Nel mio lavoro ogni profilo passa attraverso un'analisi proprietaria che incrocia tre dimensioni quantitative — non un questionario standard.

La prima è lamappa di liquidità reale: una stratificazione settimanale delle uscite previste nei prossimi 36 mesi. Non un generico "fondo emergenze", ma una distinzione operativa tra liquidità tecnica (tasse, premi assicurativi, spese fisse), liquidità progettuale (immobiliare, formazione, viaggi pianificati) e cuscino di sicurezza vero e proprio.

La seconda è ilprofilo fiscale individuale: il rendimento netto reale dipende dallo scaglione IRPEF, dalle eventuali minusvalenze pregresse compensabili (validità quattro anni, spesso ignorate), dalla composizione del patrimonio mobiliare già detenuto. Su un BTP, il delta tra cliente al 23% e cliente al 43% è enorme.

La terza è lostress test sui quattro scenari macro: BCE che taglia, tiene, rialza, oppure shock geopolitico. Ogni stratificazione viene testata su come reagisce in ciascuno scenario, non sul rendimento atteso medio.

«La stratificazione corretta non è un prodotto da vendere. È un'architettura costruita per resistere ai prossimi cinque anni — non per aver funzionato negli ultimi cinque.»
— Matteo Giovagnoni, Consulente Finanziario Fineco


Una cosa che mi rimane in testa

Ogni volta che attraverso con un cliente la decisione di muovere la liquidità ferma, mi rendo conto che il problema principale non è mai matematico. La matematica è chiara da almeno vent'anni. Il problema è la conversazione interiore: la sensazione che "lasciarli lì" sia una forma di prudenza, mentre invece è una forma molto specifica di rischio — il rischio di erodere certo, lentamente, anziché il rischio di oscillare rapidamente.

La finestra di tassi attuali non resterà aperta a lungo. Il momento ottimale per agire non è "quando i tassi torneranno alti": è adesso, mentre la curva dei rendimenti permette ancora una stratificazione efficiente sui quattro strati. Tra sei mesi gli stessi BTP 2027–2028 potrebbero avere rendimenti diversi e la finestra di entrata sarà cambiata. I numeri della tua erosione reale, della tua mappa di liquidità e della stratificazione ottimale per il tuo profilo fiscale non si possono leggere in un articolo: si calcolano.


Il Laboratorio del Mercato: quanto ti costa davvero la liquidità ferma?

Strumenti · Il Laboratorio del Mercato
4 simulatori per misurare il costo reale della liquidità non investita
Modulo 01 · L'Erosione Silente
Calcola la perdita reale annuale del tuo capitale fermo, in valore assoluto e cumulato su 5 e 10 anni. Versione avanzata del simulatore qui sopra: include la curva dell'inflazione attesa BCE e il confronto con un benchmark personalizzato.
Modulo 03 · La Mappa di Liquidità
Stratifica le tue uscite previste sui prossimi 36 mesi distinguendo tra liquidità tecnica, progettuale e cuscino di sicurezza. Il risultato è la quota effettiva di patrimonio che può uscire dal conto corrente senza compromettere la flessibilità operativa.
Modulo 04 · Lo Stratificatore
Costruisce automaticamente i quattro strati su misura del tuo capitale, della tua mappa di liquidità e del tuo orizzonte. Mostra rendimento netto ponderato atteso, volatilità di portafoglio e quota liquidabile in 48 ore.
Modulo 08 · Il Confronto Fiscale
Mostra l'efficienza netta post-tasse di ogni strumento sul tuo specifico scaglione IRPEF, integrando minusvalenze pregresse compensabili. È il calcolo che rende visibile il vantaggio del 12,5% sui BTP rispetto al 26% degli altri strumenti.

Usa i simulatori con i tuoi dati reali. La domanda non è se la liquidità ferma ti sta costando, ma quanto ti sta costando ogni mese che passa.

Entra nel Laboratorio →


Private Banker 4.0 – La nuova consulenza patrimoniale su misura

Introduzione: dal patrimonio alla persona

Negli ultimi anni il mondo del private banking è cambiato radicalmente.
Una volta bastava “gestire gli investimenti”. Oggi serve qualcosa di più:capire le personedietro quei numeri.
Chi sei, che obiettivi hai, che orizzonte vuoi costruire per te e per la tua famiglia.

Essere unPrivate Banker 4.0significa questo: trasformare la finanza in un linguaggio umano, con metodo, visione e coerenza.
Non più un semplice gestore, ma unpartner strategico di vita.


Il nuovo ruolo del consulente patrimoniale

Nel modello americano delWealth Management— oggi riferimento anche in Europa — il private banker è diventatoregista della relazione patrimoniale:
colui che orchestra specialisti, strumenti e strategie per costruire un piano di lungo periodo attorno alla persona.

Non parliamo più solo di fondi, ETF o polizze, ma diprogettazione patrimoniale integrata:

  • pianificazione successoria e passaggio generazionale,

  • previdenza e longevity planning,

  • diversificazione tramite mercati alternativi,

  • tutela assicurativa e protezione del capitale,

  • ottimizzazione fiscale.

Il tutto con un obiettivo chiaro:trasformare la complessità finanziaria in serenità personale.


Un ecosistema di valore intorno al cliente

Oggi un private banker non è (e non può essere) solo.
È parte di un ecosistema — ilPrivate Premium Experience— che mette a disposizione del cliente un network di competenze “da mondo istituzionale”:
investment advisory, insurance, private deals, analisi ESG, pianificazione successoria e previdenziale.

Un modello di consulenzamultidisciplinare e indipendente, dove ogni scelta è costruita su misura.
Come un sarto della finanza, lavoro per crearearchitetture patrimoniali personalizzate, capaci di evolversi nel tempo insieme ai tuoi obiettivi di vita.

👉 Approfondisci come funziona unapianificazione patrimoniale completa.


Tecnologia e monitoraggio: il valore del controllo continuo

La vera innovazione nel private banking non è solo tecnologica. È nellaqualità dell’analisi.
Grazie a strumenti comeFactSet, Morningstar Direct e Bloomberg, oggi è possibile monitorare costantemente l’andamento del patrimonio eanticipare i rischi, invece di subirli.

Il mio approccio integra questa tecnologia con una visione umana:

  • monitoraggio costante, non una fotografia statica;

  • analisi reali e non storiche;

  • lettura dei segnali di mercato per “manutenere” il patrimonio in tempo reale.

Questo consente diintervenire prima, mantenendo sempre coerenza tra i tuoi obiettivi di vita e le strategie adottate.


Tempo di qualità: il lusso vero

Delegare la parte operativa – analisi, report, monitoraggio – significaliberare tempoper ciò che davvero conta: la relazione.
Un private banker moderno non misura il successo in percentuali, ma in fiducia, chiarezza e tranquillità del cliente.

Più tempo per ascoltare, capire, pianificare.
Meno tempo perso tra report e numeri.
Perché la consulenza non è solo una formula, ma unarelazione che cresce insieme ai tuoi obiettivi.


Da consulenza finanziaria a esperienza di vita

Chi sceglie un approccio “Private Premium” sceglieun metodo di lavoro che parte da te, non dal mercato.
Significa avere una strategia costruita intorno alla tua vita, non un prodotto calato dall’alto.
Una consulenza olistica, indipendente, agnostica, dove ogni scelta ha una logica e un perché.

Il mio ruolo è quello difacilitatore del tuo stile di vita finanziario:
accompagno te e la tua famiglia in un percorso che unisce protezione, rendimento e serenità nel tempo.

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Conclusione: la finanza fatta su misura

Il private banker di oggi è unarchitetto della ricchezza personale: progetta, coordina e monitora ogni aspetto del tuo patrimonio con la stessa cura che dedicheresti tu.
Perché dietro ogni portafoglio c’è una storia. E dietro ogni storia, una scelta di fiducia.

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“Pianificare per davvero: come trasformare i buoni propositi finanziari in risultati concreti”

Dai desideri agli obiettivi: la vera differenza

Molti iniziano l’anno con buone intenzioni: risparmiare di più, investire, pensare alla pensione.
Ma senzaobiettivi chiari, tutto resta nel vago.

Undesiderioè “vorrei mettere da parte dei soldi”.
Unobiettivoè: “voglio accantonare 5.000 € entro 12 mesi per un fondo emergenze”.

🎯 La differenza?Specificità, tempistiche, metodo di monitoraggio.

I 4 obiettivi finanziari universali

Ogni persona ha esigenze diverse, ma esistonoquattro grandi obiettiviricorrenti:

  • 🛟Fondo emergenze(3-6 mesi di spese essenziali)

  • 🏠Acquisto casa(prima o seconda)

  • 👨‍👩‍👧‍👦Famiglia e figli(scuola, università, aiuti)

  • 👴Previdenza integrativa(integrare pensione pubblica)

📌 Ognuno di questi ha unorizzonte temporalee ungrado di prioritàdifferente.
La pianificazione serve proprio aorganizzare questi obiettivisu misura.

Come creare un piano finanziario semplice

Un piano efficace non deve essere complicato. Serve metodo, costanza e realismo.

🔹1. Analisi della situazione attuale
Reddito, spese, debiti, risparmi. Da qui si parte.

🔹2. Definizione di obiettivi SMART
Specifici – Misurabili – Accessibili – Realistici – Temporizzati

🔹3. Assegnazione delle risorse
Per ogni obiettivo si può destinare una percentuale mensile del reddito.

🔹4. Scelta degli strumenti

  • PAC in ETF/Fondi per obiettivi di medio/lungo periodo

  • Liquidità remunerata per fondo emergenze

  • Previdenza complementare (fondi pensione, meglio se aperti o di categoria) per orizzonte >20 anni

🔹5. Monitoraggio periodico
Verifica ogni 3/6 mesi con eventuale ribilanciamento

Gli errori più comuni

Anche chi parte con le migliori intenzioni può inciampare. Ecco gli errori da evitare:

❌ Non scrivere gli obiettivi
❌ Non assegnare tempistiche
❌ Agire impulsivamente dopo un evento (es. crisi, volatilità)
❌ Pensare di poter fare tutto da soli

💡 La finanza comportamentale insegna:la coerenza batte la motivazione.

Il ruolo chiave del consulente finanziario

Un bravo consulente non ti vende prodotti: ti aiuta adare priorità, metodo e disciplina.

✅ Ti guida tra obiettivi personali e strumenti adatti
✅ Ti aiuta a non farti deviare da emozioni e mode
✅ Ti permette di trasformare i propositi in unpiano sostenibile nel tempo


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📊 È il momento di passare all’azione.

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Come proteggersi dalla perdita di potere d’acquisto: strategie concrete contro l’inflazione

Cos'è la perdita di potere d'acquisto

L’inflazione è l’aumento generalizzato e continuo dei prezzi. Questo fenomeno, seppur fisiologico in un sistema economico in crescita, diventa un problema quando supera i livelli di tolleranza e non è accompagnato da un analogo aumento dei redditi. La perdita di potere d’acquisto si verifica quando il valore reale della moneta diminuisce, ovvero quando con la stessa somma si possono acquistare meno beni e servizi rispetto al passato. Anche un’inflazione “moderata” al 2-3% annuo, se protratta per anni, erode sensibilmente il valore dei risparmi. È l’effetto della cosiddetta "tassa invisibile", quella che agisce in modo silenzioso ma costante.

Perché la liquidità non è sempre sicura

Molti risparmiatori pensano che tenere liquidità sul conto corrente sia sinonimo di sicurezza. Ma è un’illusione. In periodi di inflazione alta, i soldi fermi sul conto perdono valore giorno dopo giorno. E non si tratta solo di percentuali teoriche: significa che in futuro sarà più difficile affrontare spese impreviste, investire o semplicemente mantenere il proprio stile di vita. Inoltre, la liquidità non produce rendimento (al netto dell’inflazione) e spesso non beneficia nemmeno di una copertura assicurativa illimitata (superiore ai 100.000 euro).

Strumenti per difendersi

La buona notizia è che esistono strumenti pensati proprio per combattere l’inflazione. Alcuni sono più accessibili, altri richiedono l’intermediazione di un consulente:

  • Obbligazioni inflation linked: titoli che adeguano il capitale o le cedole all’andamento dell’inflazione (es. BTP Italia o BTP€i).
  • Asset reali: investimenti in settori tangibili (immobili, infrastrutture, materie prime) che storicamente offrono una protezione contro l’erosione monetaria.
  • ETF indicizzati all’inflazione: strumenti a basso costo che replicano indici legati al potere d’acquisto.
  • Fondi a distribuzione costante: che offrono un flusso cedolare regolare, utile in contesti inflattivi.
  • Investimenti azionari in società di qualità: imprese con pricing power, capaci di trasferire l’aumento dei costi ai clienti.

La pianificazione come scudo

Pianificare significa scegliere consapevolmente come disporre dei propri risparmi e come proteggerli. Una buona strategia prevede:

  • Un portafoglio bilanciato tra strumenti nominali e reali
  • Un controllo della duration degli strumenti obbligazionari
  • La definizione di obiettivi temporali (breve, medio, lungo periodo)
  • L’uso intelligente della liquidità per spese imminenti e non come rifugio di lungo termine

Il consulente finanziario ha il ruolo di affiancare l’investitore in questo percorso, guidandolo attraverso scenari macroeconomici e fiscali sempre più complessi.

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Sei fondamenti di successo per gli investitori secondo Nick Murray

Se ti dicessi che sei variabili rappresentano oltre il 90% dei rendimenti dei tuoi investimenti a lungo termine, attirerei la tua attenzione?

Questo è ciò che sostieniNick Murray, scrittore e professionista finanziario degli ultimi 50 anni. Grazie al suo background di consulente finanziario, Murray offre una prospettiva unica su ciò che si traduce in successo. Crede fermamente nel rapporto di lavoro con un consulente, pur riconoscendo che gli investitori possono avere successo anche senza ma con probabilità assai misere.

Ciò che distingue davvero il punto di vista di Murray da tanti altri è il valore aggiunto, secondo lui, dei consulenti. In un mondo fissato sui rendimenti, apparentemente a qualunque costo, ritiene che la selezione del portafoglio (purché appropriata) abbia un valore aggiunto trascurabile. Ritiene che il valore di un Advisor derivi da:

  • Preparare un cliente al successo: costruire un piano finanziario unico e avere investimenti adeguati.
  • Coaching comportamentale continuo: attenersi al proprio piano ed evitare un grosso errore.

Murray dice qualcosa del genere: essere un investitore di successo è semplice, ma non è facile. Ciò che intende dire è che ciò che dobbiamo fare non è eccessivamente complicato, si tratta di fare bene le piccole cose per un tempo molto lungo. La parte non facile è riuscire a rispettare un piano, soprattutto per un periodo molto lungo o durante le turbolenze del mercato. Quindi, anche se ciò che dobbiamo fare è semplice, farlo regolarmente non è facile.

Il fattore determinante del rendimento reale a lungo termine non è la performance degli investimenti, ma il comportamento degli investitori.

Di seguito sono riportate le sei variabili, tre principi e tre pratiche, su cui ritiene che ogni investitore dovrebbe concentrarsi per avere successo a lungo termine.

Fede nel futuro

Gli investimenti a lungo termine si riducono a una battaglia della mente inconscia, tra la fede nel futuro e la paura del futuro. Il risultato è fortemente governato da quale di questi impulsi vince.

In ogni momento, ci sono stati motivi per essere pessimisti riguardo al presente e al futuro. Eppure, in quasi tutti i criteri misurabili, il mondo è migliorato. Chiunque esamini la storia può vedere chiaramente i progressi che sono stati fatti e continuano ad essere fatti. L’ottimismo è l’unico realismo.

Questo progresso non è stato lineare, ma esponenziale. I progressi nella medicina, nella scienza, nella tecnologia e nell’economia, anche negli ultimi 10 anni, spazzerebbero via qualcuno da solo un paio di generazioni prima. Oggi, il microprocessore di un minivan contiene più potenza di calcolo di quella esistente nel 1950.

Come investitori, investiamo nel domani, progettiamo il domani. La strada non è dritta e liscia, ci saranno curve e dossi, a volte grandi. Ma possiamo avere fiducia in quello che è sempre stato così, che le cose migliorano sempre, che si fanno sempre progressi.

Non posso sapere esattamente come andranno le cose. So solo che le cose andranno bene.

Pazienza

Viviamo in un mondo in cui la pressione costante è quella di fare qualcosa, dove a volte la cosa più difficile da fare è proprio niente. Più un investitore insegue ciò che è interessante, più perde di vista i propri obiettivi finanziari e ciò che è necessario per raggiungerli.

Gli studi dimostrano che questo comportamento porta a errori, che portano a rendimenti inferiori, che di fatto allontanano ulteriormente l’investitore dai propri obiettivi. È una situazione in cui non fare nulla avrebbe portato a un risultato migliore. Invece di inseguire i rendimenti, ci sono due cose che puoi chiederti riguardo al tuo portafoglio:

  • È appropriato per la realizzazione dei miei obiettivi finanziari a lungo termine?
  • Storicamente ha prodotto rendimenti in grado di finanziare adeguatamente i miei obiettivi?

A volte non lo saranno, i mercati saranno in ribasso, i rendimenti a breve termine saranno negativi. Ma i dati storici tengono conto di tutto il bene e di tutto il male. Le medie storiche tengono già conto degli anni cattivi.

Non posso sapere quando andrà tutto bene. So solo che andrà tutto bene.

Disciplina

Se la pazienza è la decisione di non fare qualcosa di sbagliato, la disciplina è la decisione di continuare a fare le cose giuste. Durante la volatilità del mercato, la nostra disciplina viene messa alla prova, non solo durante i minimi ma anche durante i massimi.

Quando i mercati sono ai massimi, non è il momento giusto per essere eccessivamente entusiasti e scommettere tutto. Quando i mercati sono ai minimi, non è il momento giusto per spaventarsi e smettere del tutto di investire. L’investitore disciplinato continua ad agire allo stesso modo indipendentemente da ciò che sta facendo il mercato, perché quando la disciplina fallisce, il piano fallisce.

Non mi interessa cosa funziona in questo momento. Mi interessa ciò che ha sempre funzionato... e continuerò a fare ciò che ha sempre funzionato.

Allocazione delle risorse

L'asset allocation è il mix a lungo termine di azioni, obbligazioni e liquidità all'interno del tuo portafoglio, che costituisce fino al 93% dei rendimenti e della volatilità di un portafoglio.

Una corretta asset allocation non elimina la volatilità, ma ci mette nella posizione di trarne vantaggio. I mercati si muovono naturalmente su e giù, ma nel lungo termine lo fanno ancora di più. La volatilità è il prezzo che paghiamo come investitori per i nostri rendimenti, e la storia dimostra che maggiore è la volatilità, maggiori saranno i rendimenti a lungo termine che possiamo aspettarci.

Come investitori, dovremmo abbracciare la volatilità perché sappiamo che porta a rendimenti più elevati a lungo termine. Ciò significa dare maggiore peso alle azioni nei nostri portafogli e meno alle obbligazioni e alla liquidità. Se non sei soddisfatto dei tuoi rendimenti, è probabile che non stai investendo in modo efficiente.

Diversificazione

Se l’asset allocation ci consente di catturare la volatilità, la diversificazione ci consente di sopravvivere ad essa. Nessuno sa quale sarà la prestazione migliore nel prossimo periodo di tempo. Quindi all'interno di ciascuna categoria di asset: azioni; obbligazioni; contanti, è importante possedere un mix.

Durante i periodi di mercati in ribasso, la diversificazione distribuisce il rischio tra molte aziende, paesi e settori. Mettendoci in una posizione di fiducia che i mercati si riprenderanno, come hanno sempre fatto, perché stiamo investendo in un modo che ha sempre funzionato.

Non possederò mai abbastanza di nessuna cosa per poterci fare una strage. Non possederò mai abbastanza di nessuna cosa per poterne rimanere ucciso.

Ribilanciamento

Nel corso del tempo, poiché diverse parti del tuo portafoglio si comportano in modo diverso, la struttura del tuo portafoglio cambierà leggermente. Magari portando il tuo portafoglio da 80/20 a 70/30 (azioni/obbligazioni).

Poiché sappiamo che i mercati si muovono naturalmente, ciò che sale è probabile che scenda, e ciò che scende è probabile che ritorni su. Il ribilanciamento può riportare gli asset a livelli che ci aspettiamo abbiano un buon rendimento nel breve termine, mantenendo il portafoglio allineato alla tolleranza al rischio e agli obiettivi.

È importante mantenere un approccio di riequilibrio automatico o sistematico. La selezione e la tempistica del mercato non si traducono in rendimenti a lungo termine e considerare il mercato in qualsiasi momento per effettuare un riequilibrio significherà perdere tempo e fatica. Automatizza il ribilanciamento senza alcuna distorsione su base annuale.

 


Non puoi investire come Buffett, ma imparare SI.

Warren Buffett è l’investitore più riconoscibile di sempre. Anche se non sai nulla di investimenti, sai comunque chi è The Oracle of Omaha. Ha iniziato a investire all’età di 11 anni, a volte scherzando dicendo di aver iniziato troppo tardi, e da allora ha continuato a investire, ormai da oltre ottant’anni.

Quando senti "Warren Buffett", inizi quasi immediatamente a pensare ad alcune delle altre persone più ricche del mondo. Una lista nella quale è stato vicino o in cima, per un bel po' di tempo. Ma c'è una grande differenza tra lui e molti altri in quella lista.

A differenza dei #Bezos, #Musk e #Zuckerberg del mondo, #Buffett non ha guadagnato la sua ricchezza creando aziende innovative. Non ha inventato l'iPod, il colosso globale dell'e-commerce, o la possibilità della vita su Marte. Il successo di Buffett è stato in parte dovuto alla sua capacità di identificare le persone e le aziende che lo faranno. La conclusione è che Warren Buffett è un grande investitore.

Essere in grado di trovare le aziende giuste in cui investire ha sicuramente aiutato Buffett lungo il percorso. Naturalmente, non tutte le aziende in cui ha investito hanno funzionato come sperava. E' proprio così che va la vita. Ma la scelta delle aziende non è stata la chiave del successo di Buffett.

Soprattutto, la chiave del successo di Warren Buffett è iltempo.

Il grafico seguente inizia all'età di 30 anni, quando Buffett aveva un patrimonio netto di circa $ 1.000.000. Come puoi vedere, non c'è praticamente alcun cambiamento visivo fino a quasi 25 anni dopo. Anche il cambiamento che possiamo osservare, una variazione del patrimonio netto da 1 milione di dollari a 1,4 miliardi di dollari (un aumento di 1.400 volte), sembra microscopico rispetto al patrimonio netto di 137 miliardi di dollari all’età di 93 anni.

pianificazione finanziaria

Patrimonio netto di Warren Buffett per età

Questo grafico copre oltre sessant'anni e in quel periodo di tempo oltre il 99% della ricchezza di Buffett è stata creata dopo il suo cinquantesimo compleanno.

Potresti pensare: " Lui è Warren Buffett, è un paragone irrealistico!" '. Certo, è difficile paragonare qualcuno al più grande investitore di tutti i tempi. Ma chiunque può applicare l’approccio di Buffett e investire per un lungo periodo di tempo.

Nel grafico seguente, immagina di investire $ 200 ogni due settimane e guadagnare l'8% ogni anno. Vediamo risultati molto simili al grafico di Buffett. Il 92% della ricchezza totale è stata creata negli ultimi 30 anni. Nel caso di Buffett, il 97% della sua ricchezza è stata creata negli ultimi 30 anni.

Pianificazione finanziaria

$ 200 investiti bisettimanalmente guadagnando l'8% annuo

Entrambi i grafici hanno uno schema simile, con una crescita che inizia in piccolo ma diventa esponenziale negli anni successivi. Questi risultati non sono dovuti alla scelta delle aziende giuste, alla tempistica del mercato o all’assunzione di rischi irragionevoli. Questi risultati sono dovuti dalla stessa cosa che ha dato risultati a Buffett. Il Tempo.

Non dobbiamo essere Buffett per ottenere risultati simili a Buffett. Dobbiamo solo mettere i nostri soldi in una posizione in cui possano funzionare per noi, il più a lungo possibile. Semplice.

Non puoi investire come Buffett, ma imparare SI.


PROGETTO RISPARMIO: far studiare mio figlio

Uno degli obiettivi di ogni famiglia è cercare di dare le migliori prospettive di vita alla progenie. Ma quanto costa far studiare i propri figli?
Le famiglie italiane ogni anno pagano 9 miliardi e 101 milioni per far studiare i figli. Un fiume di denaro, anzi, un oceano di soldi che ha pochi eguali in Europa. Quindi se avete un figlio considerate che: un miliardo e 158 milioni di euro (833,2 euro a bambino) vanno per la scuola materna, che in Italia molto spesso è privata; un altro miliardo e 676,9 milioni (378 euro ad alunno) vengono spesi per i cicli delle elementari e delle medie, mentre 688,7 milioni (237,9 euro a studente) se ne vanno per far frequentare le scuole superiori. Ma questo è ancora niente. Già, perché gli esborsi più importanti arrivano quando i ragazzi vanno all’Università.

 

Gli studi universitari, infatti, succhiano da soli il 61,3% di tutta la spesa privata delle famiglie italiane in istruzione: 5 miliardi e 579 milioni di euro. Praticamente avere un figlio all’Università costa 2.717 euro a studente, al netto di borse di studio e sussidi. Se escludiamo il Regno Unito, in cui l’istruzione terziaria segue un modello più simile a quello americano, solo in Spagna e Irlanda le famiglie pagano di più.

Si dirà: il dato è dovuto alle costose università private che alzano la media. Non proprio, perché sul totale delle università italiane quelle private accolgono ben pochi studenti, anche se è vero che per frequentare l’Università Bocconi si può spendere fino a 16.103, la Luiss 15mila euro, lo IULM 9.956 euro all’anno.

I costi naturalmente lievitano se i figli decidono di frequentare gli ormai indispensabili master post-laurea. Per Almalaurea e Sole24Ore in Italia si può scegliere tra ben 68 alternative e alcuni di questi arrivano a costare anche più di 20mila euro. L’MBA (Master in Business Administration) dell’Università Bocconi, quello del Politecnico di Milano e quello della Luiss di Roma sfondano tranquillamente quota 35mila euro. Più economici (si fa per dire) sono i master dello Ied (Istituto Europeo di Design) sul mondo del fashion, del design, della comunicazione, per i quali si deve sborsare 20.100 euro.

 

Tasse alte, costi alti, numero di laureati basso

In Italia, comunque, solo il 18,2% degli studenti frequenta atenei privati, mentre in Europa la percentuale è del 19,6%, e ancora meno seguono master costosi. La ragione principale dell’alta spesa delle famiglie è che da noi le tasse universitarie sono più alte che in altri Paesi. Mediamente, secondo Eurydice (una rete europea di informazione sull’educazione), le tasse universitarie ammontano a 1.592 euro, molto di più che, per esempio, in Germania e Francia, dove per moltissimi studenti lo studio universitario è (quasi) gratuito. A versare di più in tasse universitarie sono solo gli studenti olandesi, lettoni e lituani.Alle tasse si aggiungono le spese del mantenimento di chi è fuori sede. Secondo il Sole24Ore i ragazzi che studiano in una città diversa da quella di residenza sono più di 800mila (anno accademico 2021-22) e costano almeno 10mila all’anno alle famiglie, con ovvie differenze in base alla città in cui ha sede l’ateneo. Secondo i calcoli dell’Udu (Unione Degli Universitari), che a vitto e alloggio aggiungono anche eventuali attività culturali, i costi dei trasporti per il ritorno periodico a casa o quelli del medico di base per i non residenti, si arriva anche a 17mila euro.Tutto questo ha giganteschi effetti sulla pianificazione finanziaria delle famiglie, che vedremo più avanti, ma ha anche effetti paradossali sulla società italiana. Da noi, infatti, nonostante gli studi siano costosissimi, in pochi arrivano alla laurea: solo il 29,2% di chi ha tra i 25 e i 34 anni ha un titolo universitario, peggio di noi fa solo la Romania con il suo 24,7%, mentre la media Ue è del 42%.

 

Gli investimenti pubblici in istruzione non bastano

Il fatto è che nel corso degli anni la crescita della spesa delle famiglie è stata veramente enorme: tra 2012 e 2020 i costi per studente sono aumentati del 30,7%. Ed è ovvio che sia così se si guarda a quello che spende lo Stato: tra il 2013 e il 2020 l’incremento della spesa per studente è stata solo del 3,5%, appena in linea con il carovita e, quindi, di fatto la crescita è stata zero. A differenza di quella privata, la spesa pubblica è decisamente inferiore alla media europea, 7.137,8 euro per iscritto contro 10.017,3. È vero, i bilanci dei vari Paesi sono differenti, ma anche mettendo in relazione i dati con il prodotto interno lordo le differenze rimangono: lo Stato italiano per l’istruzione universitaria spende lo 0,88% del Pil contro l’1,27% medio nella Ue. Se il discorso si allarga a tutta l’istruzione, a partire dalla scuola materna, l’impegno del settore pubblico corrisponde al 4,44% del prodotto interno lordo, una percentuale (ancora) inferiore alla media dell’Unione Europea, che è del 5,02%. Ed è chiaro che se i soldi non ce li mette lo Stato, ce li deve mettere la famiglia.

 

Un laureato guadagna di più

Torniamo agli studi universitari. Non sono inclusi nell’obbligo scolastico, si tratta perciò di una scelta che le famiglie e gli studenti fanno autonomamente, ed è a tutti gli effetti un investimento per il futuro che prevede che a fronte di costi non indifferenti vi sia un ritorno in termini di maggiori salari. Ora: se moltiplichiamo i 2.717 euro annui versati dai privati per l’istruzione universitaria di un figlio per cinque (il numero di anni di un percorso completo) abbiamo un esborso complessivo di 13.585 euro.Ne vale la pena? La risposta è sì. I dati dell’Ocse dicono che in Italia il 43% dei lavoratori laureati guadagna uno stipendio superiore di almeno il 50% alla mediana e che solo il 24% dei diplomati può ambire ad avere un salario superiore alla mediana.
Detto in termini ancora più concreti: un laureato tra i 25 e i 34 anni, quindi appena dopo il termine degli studi, ha uno stipendio del 17,2% maggiore di quello di chi non è andato oltre il diploma. L’investimento effettuato dalle famiglie negli studi universitari dei figli viene così ripagato in un numero relativamente breve di anni. Certo, altrove il vantaggio della laurea è ancora maggiore, in Germania il guadagno di chi ha un titolo universitario è del 37,8% più alto di quello di chi ha frequentato solo le scuole superiori, nel Regno Unito del 27%, in Francia del 20,9%, nella Ue mediamente del 23,4%.

 

L’occupazione post laurea

Dai dati di Almalaurea del 2023 sappiamo quali sono i corsi di laurea che offrono le migliori possibilità lavorative. Al primo posto, Ingegneria industriale e dell’informazione: a cinque anni dal conseguimento del titolo sono occupati il 95,6% dei laureati in questa disciplina. Segue Informatica e tecnologie ICT con il 94,6% e poi Architettura e ingegneria civile con il 92,5%, mentre tra i laureati in Economia risultano occupati il 91,2%, poco più che nel ramo medico-sanitario e farmaceutico con il suo 90,9%.

Dati alla mano, insomma, l’investimento che una famiglia si trova ad affrontare non è affatto trascurabile e deve essere programmato con cura e per tempo.


Liquidità oggi

Anche nel 2020 gli italiani si sono confermati risparmiatori eccezionali.In passato c'erano soluzioni semplici ed immediate, entrate nel costume finanziario italiano, come titolo di stato e buoni postali su cui poggiava il passaggio da RISPARMIATORI ad INVESTITORI.Oggi, tutto è cambiato!Rendimenti negativi dei bond, tassi sotto zero e contesto finanziario COSTRINGONO il risparmiatore di oggi ad abbandonare la vecchia zona di confort.

Prima ognuno se ne rende conto meglio è!

La liquidità "ragionata" è un VALORE AGGIUNTO nel piano finanziario di ognuno, rappresenta il mezzo per creare OPPORTUNITÀ sui mercati.

La liquidità " insensata" diventa un fardello tra costi di conto, bolli, pseudo patrimoniali e possibili tassi negativi riversati sui clienti.


“Corri e vendi tutto” anzi no!

Vendere tutto e aspettare la fine della tempesta è la tentazione che avrà persuaso tanto investitori ad inizio crisi da Covid19. Cadere in questo tranello emotivo fà da moltiplicatore di problematiche per l’investitore come, rendere una perdita da ‘virtuale’ a‘reale’o, peggio ancora, trovarsi invischiati con il dubbio di quando sia il giusto momento per rinvestire la liquidità. Guardiamo al passato per trarne degli insegnamenti per il futuro.

Piazzarsi coerentemente con il giusto profilo di rischio ed un portafoglio “robusto” è la miglior garanzia di resilienza per ogni investimento. La correzione del 2008, infatti,  insegna che restare investiti nella giusta maniera costituisce una solido scudo a qualsiasi momentanea turbolenza.   

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Quindi meglio evitare di crearsi ulteriori problemi perché:

  • Quando si decide di disinvestire, si contabilizza una perdita che da ‘virtuale’ diventa ‘reale’;
  • Nel momento in cui si decide di vendere, si hanno a disposizione sostanzialmente due opzioni: si contabilizza la perdita e si rimane in liquidità oppure si aspetta a rientrare in un secondo momento.
    • Nel primo caso si rinuncia a partecipare al rialzo strutturale di lungo termine dei mercati finanziari, in particolare di quello azionario.  Prendendo un investimento nell’azionario USA  ininterrotto dal 12/9/2008 al 27/3/2020 (cioè in un periodo che include sia la profonda correzione della crisi 2008-2009 che quella attuale partita lo scorso 19 febbraio) 100 mila euro sarebbero cresciuti fino a 266.750 euro (+166,75%) mentre se l’investimento fosse stato riscattato il 15 ottobre 2008 per poi impiegare tutto il ricavato in fondi monetari euro il capitale al 27/3/2020 sarebbe ammontato a 76.026 euro (fonte: elaborazioni in euro su indice S&P 500 e indice dei fondi monetari euro).
    • Nella seconda opzione, invece, è necessario individuare il momento in cui rientrare. Quando farlo? Come si riesce a sapere quando la situazione è tornata in carreggiata? Qual è o quali sono gli elementi che permetteranno di rientrare sul mercato? Nel tentativo di individuare il momento esatto (market timing) il rischio, come abbiamo ipotizzato nell’esempio, è quello di perdersi una buona parte del recupero dei mercati. I quali, è bene tenerlo sempre bene a mente, si muovono con largo anticipo rispetto all’economia e al contesto: i loro movimenti tendono ad anticipare gli scenari all’orizzonte, siano essi negativi che positivi con una rapidità altrettanto veloce quanto lo è stata la correzione.

La soluzione per evitare ciò sta nel fatto che ogni investitore deve far suo il fatto chenon sappiamo quando una crisi potrà accadere, ma come tutte quelle del passato anche questa causata dall’epidemia da coronavirus avrà una sua fine. La messa in pratica, poi, sta nel restare investiti facendo leva su un portafoglio durevole, ben diversificato nelle asset class, nelle valute, nelle fonti di rendimento, e progettato per raggiungere precisi obiettivi a medio lungo termine, costituisce un solido scudo a qualsiasi momentanea turbolenza.