Ieri alle 22 è iniziata il tourbillon 2019 delle agenzie di rating sullo stato di salute dell’Italia e della sua economia.
“RATING”, sarà probabilmente questa la parola che impazzerà nei TG per i prossimi mesi, mentre ” SPREAD” sarà magari la seconda.
Nella tarda serata di Venerdì 22 è stato annunciato il primo giudizio del 2019 sull’Italia. Fitch, tra le prime agenzie di rating mondiale, sostanzialmente ha confermato tripla B ( BBB ) ed outlook NEGATIVO già espresso nel 2018.
Dopo l’agenzia Fitch ecco le varie date di valutazione:
https://it.reuters.com/article/bondsNews/idITL8N1Z72CM
All’Italia è andata benissimo così, ma vanno fatte alcune considerazioni su tutto il meccanismo del rating.
Le agenzie di rating non sono entità impeccabili, visto le clamorose sviste sulle previsioni di Lehman Brothers o Parmalat, ma il motivo che dovrebbe rallegrarci sulla valutazione confermata è che i rating in generale, pur con tutte le loro pecche, sono un linguaggio finanziario universale.
L’intera industria del risparmio gestito globale li usa per decidere quali titoli ogni fondo può comprare oppure no. Per abitudine, per semplicità, ma soprattutto per mancanza di alternative altrettanto universalmente riconosciute.
Ecco perché è importante che l’Italia non sia stata declassata.
Ancora più importante che tutte e quattro le maggiori agenzie di valutazione abbiano lasciato l’Italia nella serie A dei rating, cioè nel campo «investment grade».
Se fosse stata doppiamente declassata e fosse scesa nel settore «spazzatura» (rating BB), molti fondi avrebbero dovuto vendere i titoli italiani nei prossimi mesi portando a grosse incidenze su prezzi e rendimenti visto il peso del debito italiano sui principali indici obbligazionari.
Quindi,per il momento va bene così.
Con quello del 22 l’Italia ha i verdetti di tutte le agenzie di rating principali.
Lunedì ci sarà la risposta dei mercati con possibile euforia almeno nelle prime ore di contrattazione.
Ma non faccio previsioni, perchè come dico sempre saranno gli eventi a guidare il mercato e in questo caso i prezzi dei BTp.
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Matteo Giovagnoni è consulente finanziario FinecoBank iscritto all’Albo OCF (delibera n. 586 del 29/05/2014), soggetto autorizzato e vigilato da Consob e IVASS (RUI n. E000502819). Specializzato in finanza comportamentale e pianificazione patrimoniale. Best Financial Advisor Central Italy 2023 e 2024 per CityWire. Certificazioni: CIMA® (in corso), CFA Investment Foundations®, EFPA ESG Advisor, EFPA EPS, BEP SDA Bocconi.

