Deducibilità fino a 5.300 € l’anno
Il limite di deducibilità dei contributi sale da 5.164,57 a 5.300 €. Rientrano nel limite i versamenti del lavoratore e quelli del datore di lavoro; il TFR conferito non è deducibile.
Con il sistema contributivo la pensione pubblica dipende dai contributi versati nella vita lavorativa e, per molti, sarà inferiore all’ultimo reddito. Pianificare per tempo significa stimare questo divario e decidere come colmarlo, sfruttando gli strumenti e i vantaggi fiscali previsti dalla legge.
Aggiornato a ottobre 2026 · Matteo Giovagnoni, Consulente Finanziario Fineco, EFPA EPS
La pianificazione pensionistica serve a stimare la pensione pubblica attesa, misurare il gap rispetto al reddito da lavoro e costruire un piano per colmarlo, di solito con la previdenza complementare (fondi pensione negoziali, fondi aperti, PIP).
Nel 2026 i contributi sono deducibili fino a 5.300 € l’anno, la prestazione può essere ritirata in capitale fino al 60% e dal 1° luglio 2026 i neoassunti del settore privato aderiscono automaticamente, salvo rinuncia entro 60 giorni. Le scelte decisive sono la destinazione del TFR, il comparto e l’importo dei versamenti.
Con la riforma Dini (Legge 335/1995) l’Italia è passata progressivamente al sistema contributivo: la pensione dipende dai contributi versati, rivalutati in base alla crescita del PIL, e da coefficienti legati all’età di uscita.
Il parametro chiave è il tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra prima pensione e ultimo reddito. Le stime più diffuse indicano valori intorno al 60-70% per un dipendente con carriera continua e più bassi per autonomi e carriere discontinue. Sono medie: la tua situazione dipende dalla tua storia contributiva.
Per una stima personale, il punto di partenza è l’estratto conto contributivo e il servizio di simulazione nell’area riservata del sito INPS. Da lì si misura il divario e si decide come colmarlo.
La Legge 30 dicembre 2025 n. 199 ha introdotto l’intervento più ampio sulla previdenza complementare degli ultimi vent’anni. Ecco cosa cambia in concreto per la tua pianificazione pensionistica.
Il limite di deducibilità dei contributi sale da 5.164,57 a 5.300 €. Rientrano nel limite i versamenti del lavoratore e quelli del datore di lavoro; il TFR conferito non è deducibile.
I lavoratori di prima assunzione nel settore privato aderiscono automaticamente alla previdenza complementare. Entro 60 giorni dall’assunzione possono rinunciare o scegliere un’altra forma pensionistica.
Al pensionamento si può chiedere in capitale fino al 60% della posizione accumulata (prima era il 50%); la parte restante è erogata come rendita.
Il secondo scaglione (28.000-50.000 €) scende dal 35% al 33%. Il valore della deduzione dipende dall’aliquota marginale: è un dato da ricalcolare sul proprio reddito.
Le istruzioni operative possono essere aggiornate dalla COVIP: per i dettagli applicativi fa fede la documentazione ufficiale di ciascuna forma pensionistica.
Non esiste un fondo pensione giusto per tutti: la pianificazione pensionistica dipende da età, reddito, contratto e tempo a disposizione. Ecco come lavoro, in cinque passaggi.
La previdenza complementare ha un trattamento fiscale agevolato in tre momenti: quando versi, mentre il capitale cresce e quando ricevi la prestazione. Per questo è anche uno strumento di pianificazione fiscale.
Il risparmio effettivo dipende dall’aliquota marginale e dalla capienza dell’imposta. Valori calcolati sul limite pieno di 5.300 €.
Per i dipendenti è spesso la decisione previdenziale più importante. Non esiste una risposta universale: ecco le caratteristiche delle due alternative.
La scelta dipende da orizzonte temporale, contratto, contributo datoriale e propensione al rischio. Un confronto numerico sulla tua situazione, dentro la pianificazione pensionistica complessiva, aiuta a decidere con consapevolezza.
Una stima semplificata per orientare la tua pianificazione pensionistica: inserisci pochi dati e vedi l’ordine di grandezza del divario, di una possibile rendita integrativa e del risparmio IRPEF annuo.
La certificazione EFPA EPS (European Pension Specialist) è la qualifica europea dedicata alla pianificazione previdenziale e alla previdenza complementare.
Copre il sistema pensionistico pubblico, i fondi pensione negoziali e aperti, i PIP, la fiscalità della previdenza e le strategie di accumulo e di erogazione. È una competenza specifica, utile per una delle decisioni finanziarie più lunghe della vita.
In un primo colloquio di 20 minuti, senza impegno, guardiamo la tua posizione contributiva, stimiamo il gap e valutiamo le strade possibili per la tua pianificazione pensionistica.
Matteo Giovagnoni è consulente finanziario Fineco certificato EFPA EPS (European Pension Specialist) e si occupa di pianificazione pensionistica e previdenza complementare: stima del gap pensionistico, destinazione del TFR, scelta tra fondo negoziale, fondo aperto e PIP, scelta del comparto e utilizzo della deducibilità fiscale fino a 5.300 euro. Opera a Perugia e in tutta Italia, anche online.
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