Il metodo del consulente finanziario viene prima degli strumenti. Non esiste un piano valido senza capire chi sei, dove vuoi arrivare e cosa succede emotivamente quando i mercati scendono.
Fondi, ETF, polizze: sono mezzi, non obiettivi. Prima di parlare di prodotti, ho bisogno di capire cosa ti tiene sveglio la notte, quali decisioni hai rimandato e cosa significherebbe per te non sbagliare questa volta.
Il protocollo Human Based Advisory (HBA) è la struttura metodologica che guida ogni relazione professionale. Non è una checklist burocratica — è la garanzia che nulla di importante viene dato per scontato. Se vuoi capire cosa succede quando le emozioni prendono il sopravvento sulle decisioni finanziarie, esplora il Laboratorio del Mercato. Se invece vuoi partire dall’analisi di ciò che hai già, la Diagnosi Patrimonialeè il primo passo concreto.
Un percorso strutturato che parte dalla relazione e arriva al piano. Poi ricomincia — perché la vita cambia e il piano deve farlo con lei.
Prima di parlare di soldi, parliamo di aspettative. Cosa ti aspetti da un consulente? Quali esperienze precedenti hanno funzionato o deluso? Come vuoi essere coinvolto nelle decisioni?
Questa fase serve a costruire le fondamenta della fiducia. Firmiamo insieme un mandato chiaro che definisce ruoli, modalità di comunicazione e frequenza degli incontri. Nulla è dato per scontato.
Non chiedo solo quanti soldi hai. Chiedo cosa vuoi fare con la tua vita nei prossimi 5, 10, 20 anni. Chiedo come hai reagito l’ultima volta che i mercati sono scesi del 20%.
La profilazione MiFID è il minimo di legge. Io vado oltre: lavoriamo insieme per mettere a fuoco obiettivi reali, distinguendo ciò che è negoziabile da ciò che non lo è.
Basta un estratto conto o gli ISIN dei prodotti che hai. Da lì analizzo la qualità degli strumenti, i costi reali che stai pagando, il rischio effettivo rispetto a quello che percepisci, e quanto tutto questo sia coerente con gli obiettivi della fase precedente.
La maggior parte delle persone scopre in questa fase che il proprio portafoglio non riflette i propri obiettivi — ma le proprie abitudini.
Il piano non te lo consegno in PDF dopo una settimana. Lo costruiamo insieme, in modo che tu capisca ogni scelta. Perché quella percentuale azionaria. Perché quel fondo e non un altro. Perché quell’orizzonte temporale.
Un piano che non capisci non lo rispetterai quando il mercato scende del 30%. E quel momento arriverà.
Tutto avviene online, con firma digitale e piattaforma Fineco. Nessun appuntamento fisico necessario, nessun documento cartaceo. Ogni operazione è discussa prima, non comunicata dopo.
Non riceverai mai una email con scritto “ho fatto questo per il tuo bene”. Prima parliamo. Poi agiamo.
Il piano non è un documento da archiviare. È un organismo vivo che si adatta: nasce un figlio, cambia il lavoro, arriva un’eredità, i mercati attraversano una crisi. Ogni evento rilevante è un momento di revisione.
La fase 6 non chiude il processo — lo riavvia dalla fase 1. È qui che si misura la differenza tra un consulente e un venditore: uno sparisce dopo aver piazzato il prodotto, l’altro resta.
Il protocollo HBA è strutturato in conformità con lo standard internazionale ISO 22222, che definisce i requisiti etici e procedurali per la pianificazione finanziaria personale. Significa che ogni passo del nostro percorso segue un framework riconosciuto a livello globale — non una metodologia inventata dal consulente di turno.
Non è una certificazione individuale: è uno standard di processo che garantisce rigore, trasparenza e centralità del cliente in ogni fase.
Chiarezza assoluta su costi, conflitti di interesse e modalità di remunerazione. Nessun incentivo nascosto, nessuna commissione sui prodotti collocati.
Dalla definizione della relazione all’analisi, dal piano alla sua attuazione fino al monitoraggio ciclico. Ogni fase è documentata e ripetibile.
Lo standard mette il cliente — non il prodotto — al centro di ogni decisione. Prima si capisce chi sei e cosa vuoi, poi si sceglie come arrivarci.
Il protocollo HBA è ciclico per design: ogni revisione del piano può riaprire la definizione degli obiettivi, riesaminare il profilo di rischio, aggiornare l’analisi. Non esiste un punto di arrivo fisso perché la vita non ne ha.
Questo è il motivo per cui i clienti che lavorano con me da anni non hanno mai dovuto cercare un altro consulente in un momento difficile. Ero già lì, con un piano aggiornato. Puoi approfondire il tema deglierrori comportamentali che costano di piùagli investitori nel blog.
“Il portafoglio è come la saponetta: più lo tocchi, più si rimpicciolisce. Il lavoro del consulente è tenerti le mani ferme quando vorresti agire per paura.”
Matteo Giovagnoni — Educatore Finanziario dell’Anno 2026, Citywire Wealth AwardsUna chiamata di 20 minuti. Nessun impegno, nessun documento richiesto. Capisco la tua situazione e ti dico onestamente se posso aiutarti — e come.
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