Passaggio generazionale: 1.915 miliardi verso i Millennial

Non solo calcio, cibo, lusso e motori: tra i record europei più o meno positivi che deteniamo come popolo italiano c’è anche quello che riguarda i lasciti testamentari: noi italiani riceviamo ogni anno più di 200 miliardi in lasciti e testamenti. In rapporto al reddito del Paese è un vero e proprio record europeo. Del resto, si può tranquillamente dire che la differenza oggi la fanno ancora i risparmi “degli anni d’oro”, gli anni degli yuppies e di “Drive in”. Risparmi che senza tanti giri di parole comprano le case a figli e nipoti di oggi. Figli e nipoti che però spesso si ritrovano con immobili lasciati in eredità che portano più costi che altro o capitali che rischiano di venir piano piano erosi dall’inflazione, oggi sempre più alta. Della serie: 100 euro oggi, 100 domani, in dieci anni non sono certo uno scherzo.

Esiste infatti tutta una generazione di nati dal secondo dopoguerra in poi alle prese con la prospettiva della consegna del testimone ai propri figli e figlie. Un testimone che ha per oggetto i soldi del miracolo economico italiano, ossia case, seconde case, auto, barche, denari, titoli e altre proprietà. Insomma, tutti quei soldi che giravano tra gli anni ‘80 e ‘90 nelle tasche di una generazione nel pieno del boom industriale del nostro Paese. Le stime parlano di circa 2mila miliardi di ricchezza che si prepara a passare dalle mani degli yuppies a quelle della “generazione Internet”, una generazione che per fare i pessimisti (o pragmatici) di turno sulla carta risparmia meno, ha lavori più precari e un futuro pensionistico non proprio roseo.

Passaggio generazionale: chi si prepara a ricevere il testimone?

Le stime dell’Istat ci informano che:

• nel nostro Paese vivono quasi 15 milioni di italiani che per età si collocano in pieno dentro la Generazione X, vale a dire quella dei nati tra il 1964 e il 1979;
• oltre 11 milioni di italiani sono Millennial, ossia nati tra il 1980 e il 1997;
• più di 8 milioni fanno parte della Generazione Z (nati tra il 1998 e il 2012). Di questi, i maggiorenni ad oggi sono più di quattro milioni e mezzo.

Insomma, dopo tutto il gran parlare che da anni facciamo a proposito dei “Boomer” alla fine scopriamo che oggi a comandare la scena c’è la Generazione X. Secondo un report di qualche tempo fa del think tank britannico Resolution Foundation, hanno raggiunto i 30 anni con un reddito più alto del 30% rispetto ai Baby Boomer1.

Questi 15 milioni di individui, che si sommano ai circa 13 milioni di Boomer, per un totale che si avvicina a quota 30, nei prossimi anni saranno protagonisti di un trasferimento di ricchezza veramente notevole: secondo alcune stime, entro i primi anni Trenta di questo millennio nel nostro Paese Baby Boomer e Generazione X trasferiranno ai Millennial ben 1.915 miliardi di ricchezza in euro2.
Fin qui, il quadro della situazione. Ora, la domanda è: siamo preparati a gestirla?

Stai gestendo al meglio il tuo capitale?

Un dato di fatto: in Italia non siamo molto ferrati nella gestione del denaro, sotto nessun punto di vita, sia esso finanziario, assicurativo o fiscale; sappiamo accantonare i soldi nel conto corrente e poco più. Per non parlare della successione, alla quale scaramanticamente – e molto poco razionalmente – nessuno vuole pensare. Tutto questo, però, ha un costo.
Secondo recenti dati Fabi3, la ricchezza finanziaria degli italiani a fine 2021 superava i 5.256 miliardi di euro, in rialzo di quasi 1.700 miliardi (+50%) nell’ultimo decennio. Ma “la liquidità resta la forma preferita di allocazione del risparmio”. Il contante è cresciuto di 509 miliardi (+45%), a quota 1.629 miliardi, e ciò significa che la percentuale di denaro lasciato su conti correnti e depositi si conferma al 31% del totale delle masse. Una scelta che però finisce con l’erodere il valore del patrimonio. Ti abbiamo detto tante volte che negli investimenti il tempo è un alleato, specialmente se si reinvestono gli interessi. Bene: quando scegli di non investire, diventa il tuo nemico numero uno. Guarda qua.

In pratica, investendo un capitale iniziale di 10.000 euro e reinvestendo gli interessi, otteniamo una crescita del valore che ci porta, dopo 20 anni, a un montate finale superiore ai 21mila euro, ipotizzando un interesse annuo del 4% che lavora non solo sul capitale iniziale ma anche sugli interessi gradualmente maturati e reinvestiti, appunto. Tenendo quegli stessi 10.000 euro fermi sul conto, dopo lo stesso numero di anni ci ritroviamo con un gruzzolo che nominalmente è ancora di 10.000 euro ma che realmente ha un valore pari a meno di 7mila, per effetto di un tasso di inflazione che noi, qui, ipotizziamo generosamente e ottimisticamente al 2% annuo – come da obiettivo Fed e Bce – assai più basso delle variazioni tendenziali alle quali abbiamo assistito a partire dall’autunno del 2021.

Cosa fare se si eredita un capitale, piccolo o grande che sia

Se sei nato negli anni Ottanta e Novanta, sei cresciuto in un contesto di tassi eternamente a zero e di inflazione anemica. Da oltre un anno, però, le cose sono cambiate. E tu, cosa stai facendo? Il report “Gen Z e Millennial Survey 2022”4 di Deloitte, ci conferma che hai bisogno di investire per la pensione, per esempio, perché sarà più magra rispetto a quella dei tuoi genitori e perché, per contro, la tua aspettativa di vita sarà più lunga.
Cosa pensi di fare con i tuoi risparmi e, soprattutto, con la ricchezza che potresti ereditare? Se la tua idea è quella di mettere tutto in un cantuccio e attingere al bisogno, tenendolo fermo in balia di tasse e inflazione, forse dovresti un attimo ripensarci. D’altro canto, tendiamo a imitare chi ci ha preceduto. Nel suo Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane5, Consob di dice che, “per quanto riguarda i possibili impieghi del risparmio dato l’attuale contesto economico, il 23% degli intervistati indica l’investimento immobiliare” e “in particolare i più giovani, benestanti e con maggiori conoscenze finanziarie”. Ma il mattone non è la soluzione a tutte le domande.
Cosa fare, allora? Agire senza aspettare oltre, confrontandoti con una consulenza finanziaria professionale. Al consulente finanziario, infatti, il compito di aiutarti a capire quanto puoi guadagnare investendo. E quanto rischi di perdere non facendolo o facendolo in modo non corretto.

 


consulente finanziario

Cosa è successo a novembre sui mercati?

Prosegue la positività di ottobre anche per questo mese sulle Borse mondiali. A sostenere il rialzo sono stati i primi dati positivi sull’inflazione che sembra aver lasciato alle spalle il picco in America e rallenta in Europa.

Tutto fa sperare ai mercati in una Fed meno aggressiva con i rialzi dei tassi di interesse.

Resta ancora, però, incertezza sul conflitto in Ucraina che non sembra essere vicino a una risoluzione e i prezzi dell’energia, nonostante la vistosa discesa osservata a ottobre, hanno ripreso a salire. Continua la discesa dei prezzi del petrolio, di fronte ai timori per un rallentamento economico a livello globale e alla prosecuzione della politica zero Covid in Cina, malgrado l’insofferenza ormai conclamata della popolazione.

Sui mercati è andata bene pressoché ovunque, a partire dall’Europa e dagli Stati Uniti. Più di tutti, però, si è evidenziata la grande rimonta dell’azionario cinese, che aveva vissuto momenti particolarmente grigi nel corso dell’anno. 

I principali fatti del mese

  • All’inizio dello scorso mese c’è stato l’atteso meeting della Federal Reserve, la banca centrale Usa, che ha decretato il quarto rialzo dei tassi d’interesse consecutivo da 0,75%, portando il costo del denaro nella forchetta fra il 3,75% e il 4%.
    Dai verbali della Fed, usciti verso fine mese, emerge però una maggioranza del board orientata verso un rallentamento del ritmo nel rialzo dei tassi, che nella riunione di dicembre dovrebbe essere di mezzo punto. A dare manforte a questo orientamento sono arrivati i buoni dati sul fronte del carovita: a ottobre, infatti, il dato sui prezzi al consumo è risultato al 7,7% su base annua, meno delle attese che avevano posizionato l’asticella al 7,9%.
  • Sembrano andare meglio anche i dati in Europa. Nell’Eurozona il dato sull’inflazione si è attestato per il mese di novembre al +10% su base annua, dal +10,6% di ottobre. In Italia il dato è stato stabile al +11,8%, una novità se si pensa che la corsa dei prezzi continuava ad accelerare ormai da molti mesi consecutivi. Anche questo, secondo gli analisti, dovrebbe essere un buon viatico verso una marcia più mite della Bce sul fronte dei tassi d’interesse.
  • Sempre a novembre si è tenuta la Cop27 a Sharm El-Sheikh, che per molti osservatori ha portato a pochi impegni concreti da parte delle potenze mondiali nella lotta al cambiamento climatico. In ogni caso, il risultato più tangibile è l’accordo sulla creazione di un fondo per compensare le drammatiche conseguenze degli eventi estremi nei Paesi più vulnerabili del mondo.
    È stato anche il mese del G20 di Bali, evento che può annoverare il ripristino del dialogo tra Stati Uniti e Cina come tra i risultati più degni di nota.
  • In Cina, nel frattempo, è in atto un’ondata di proteste contro le restrizioni della politica zero Covid del governo di Pechino. Se da una parte il governo ha risposto allentando leggermente le restrizioni, dall’altra sta reprimendo il dissenso per riportare l’ordine.

Conclusioni

Sono stati 12 i mesi di ribasso, storicamente tra i più lunghi di sempre. Indubbiamente la prima e vera prova di tempra per gli investitori degli ultimi 10 anni. Mercati così portano una “naturale” selezione tra investitori occasionali e consapevoli. Anni di rialzi hanno portato snaturamenti e overconfidence sia tra che investe e chi fa investire, eccessi che nel 2022 si pagano cari.

Per chi invece è arrivato all’ultimo mese dell’anno ancora convinto e sicuro del proprio piano finanziario si aprono portoni di opportunità.

In questo grafico la differenza tra lo yield del 2021 ed oggi nelle principali asset class. Queste sono le occasioni che capitano poche volte in un percorso di investimento, i momenti in cui realmente si deve fare gestione attiva sui propri comportamenti e piani. Ricordo ancora nel 2021 tutti parlavano di mercati troppo alti, tanti leoni affermare “aspetto un ribasso per entrare” ma quanti realmente lo hanno fatto?

Prova a chiederlo a chi ti è vicino o sai investe e la risposta sarà POCHI o NESSUNO.

In questi momenti devi essere bravo nel guardare i tuoi denari con distacco, consapevole che non sai e nessuno sa se realmente siamo sui minimi, sforzandoti a ragionare in maniera cruda sui dati.

Oggi investire nell’obbligazionario porta rendimenti doppi o tripli rispetto a 12 mesi fa, mediare sull’azionario rappresenta per dividendi e prezzi un occasione unica per migliorare il rendimento medio del tuo portafoglio.


consulente finanziario

Quali sono i migliori fondi pensione?

Tutti gli investitori conosco il fondo pensione come strumento di finanza personale, ma non tutti sanno che quasi ogni nazione ha il proprio fondo pensione con cui gestisce capitali finalizzati al welfare dei propri cittadini. Risultati e gestioni sono spesso pubblici, da questi si possono prendere spunti e lezioni su come vanno gestiti i propri risparmi.

Vediamo una breve presentazione presa da VisualCapitalist e tiriamo insieme alcune considerazioni.

Nonostante l'incertezza economica, i fondi pensione hanno registrato una crescita relativamente forte nel 2021. I 100 maggiori fondi pensione del mondo valgono in totale oltre 17 trilioni di dollari, con un aumento dell'8,5% rispetto all'anno precedente.

Questo grafico utilizza i dati del Thinking Ahead Institute per classificare i più grandi fondi pensione del mondo e dove si trovano.

Cos'è un Fondo Pensione?

Un fondo pensione è un fondo progettato per fornire reddito pensionistico. Questa classifica copre quattro diversi tipi:

  • Fondi sovrani: Fondi controllati direttamente dallo Stato. Questa classifica include solo i fondi sovrani istituiti dalle autorità nazionali.
  • Fondi del settore pubblico: fondi che coprono i lavoratori del settore pubblico, come impiegati statali e insegnanti, in piani sponsorizzati dallo stato o provinciali.
  • Fondi privati ​​indipendenti: fondi controllati da organizzazioni del settore privato autorizzate a gestire piani pensionistici di diversi datori di lavoro.
  • Fondi aziendali: fondi che coprono i lavoratori nei piani pensionistici sponsorizzati dall'azienda.

Tra i fondi più grandi, i fondi del settore pubblico sono i più comuni.

I più grandi fondi pensione, classificati

Ecco i primi 10 fondi pensione:

Rango Finanziare Mercato Totale attivo
1 Fondo di investimento per pensioni governative  Giappone $ 1,7 trilioni
2 Fondo pensione statale  Norvegia $ 1,4 trilioni
3 Pensione Nazionale  Corea del Sud $ 798,0 miliardi
4 Risparmio pensionistico federale  NOI $ 774,2 miliardi
5 ABP  Olanda $ 630,4 miliardi
6 Dipendenti pubblici della California  NOI $ 496,8 miliardi
7 Pensione canadese  Canada 426,7 miliardi di dollari
8 Sicurezza sociale nazionale  Cina $ 406,8 miliardi
9 Fondo di previdenza centrale  Singapore $ 375,0 miliardi
10 PFZW  Olanda $ 315,5 miliardi

Il fondo giapponese per gli investimenti pensionistici (GPIF) è il più grande in classifica per il 21° anno consecutivo. Per un certo periodo, il fondo è stato il più grande detentore di azioni nazionali in Giappone, anche se da allora la Banca del Giappone ha assunto quel titolo . Date le sue enormi dimensioni, gli investitori seguono da vicino le azioni del GPIF. Ad esempio, il fondo ha fatto notizia per aver deciso di iniziare a investire in startup, perché la mossa potrebbe invogliare altre pensioni a fare investimenti simili.

L'America ospita 47 fondi nell'elenco, incluso il più grande fondo del settore pubblico: il Thrift Savings Plan (TSP), supervisionato dal Federal Retirement Thrift Investment Board . A causa della sua grande influenza finanziaria, entrambi i partiti politici sono stati accusati di usarlo come strumento politico . I democratici hanno spinto a cedere asset nelle società di combustibili fossili, mentre i repubblicani hanno proposto di bloccare gli investimenti nelle società di proprietà cinese.

Il National Wealth Fund della Russia arriva al numero 19 della lista. Il fondo è progettato per sostenere il sistema pensionistico pubblico e aiutare a bilanciare il bilancio secondo necessità. Con l'economia russa in difficoltà a causa del conflitto Russia-Ucraina, il governo l'ha utilizzato anche come fondo per i giorni di pioggia. Ad esempio, la Russia ha stanziato 23 miliardi di dollari dal fondo per sostituire gli aerei stranieri con modelli nazionali, perché le sanzioni occidentali hanno reso difficile reperire parti di ricambio per aerei stranieri.

Il futuro dei fondi pensione

I maggiori fondi pensione possono avere una grande influenza sul mercato a causa delle loro dimensioni. Naturalmente, sono anche responsabili della fornitura di reddito pensionistico a milioni di persone. I fondi pensione devono affrontare una serie di sfide per raggiungere i propri obiettivi:

  • Il conflitto geopolitico crea volatilità e incertezza
  • L'elevata inflazione ei bassi tassi di interesse (rispetto alle medie a lungo termine) limitano il potenziale di rendimento
  • L'invecchiamento della popolazione significa più prelievi e meno contributi ai fondi

Alcuni fondi pensione si stanno rivolgendo ad attività alternative, come il private equity, alla ricerca di una maggiore diversificazione e rendimenti più elevati. Naturalmente, questi investimenti possono anche comportare maggiori rischi.

L'Ontario Teachers' Pension Plan, numero 18 della lista, ha investito 95 milioni di dollari nell'exchange di criptovalute #FTX, ora in bancarotta. Il piano ha effettuato l'investimento attraverso la sua piattaforma di crescita del rischio, per "ottenere un'esposizione su piccola scala a un'area emergente nel settore della tecnologia finanziaria".

In questo caso, si prevede che il fallimento dell'investimento abbia un impatto minimo in quanto rappresenta solo lo 0,05% del patrimonio netto del piano. Tuttavia, evidenzia le sfide che i fondi pensione devono affrontare per generare rendimenti sufficienti in una varietà di ambienti macroeconomici.

Conclusioni

Se cercate la gestione INPS non la troverete mai, semplicemente perchè non ha nulla a che vedere con questi fondi pensione ma come scrivo da anni è un mega schema Ponzi basato sulle nascite e nuovi lavoratori (l'Italia ha primati da anni sia per denatalità e disoccupazione quindi traete le vostre considerazioni).

I primi 3 fondi nel primo trimestre del 2022 accusavano tutti perdite tra il 13 e 15% e probabilmente la situazione non è migliorata, ma nonostante il ribasso hanno mantenuto le proprie strategie SENZA VENDERE TUTTO.

Tutti hanno degli ottimi gradi di diversificazione, che resta la miglior tutela contro il rischio specifico. L'esempio eclatante è la ricerca di nuove asset per cercare rendimenti, come private equity o crypto ma con pesi che nella peggiore delle ipotesi creano minime ripercussioni alla gestione.

Sicuramente nessun investitore può applicare le tecniche usate dai gestori, ma utilizzare certezze come diversificazione, decorrelazione e qualità deve essere cardine in ogni investimento meglio ancora se supportate dalla logica "del buon padre di famiglia".


consulente finanziario

Sconfiggere il mercato orso è possibile?

Partiamo subito con una bella doccia fredda: SIAMO NEL PEGGIOR MERCATO RIBASSISTA DOPO QUELLO DEL 2007/09.

Siamo ad oltre 9 mesi di ribasso con la S&P500 che segna un -28% circa, mentre il Nasdaq ed altri mercati indubbiamente non performano meglio. Bene, se ancora sei in piedi cerchiamo di vedere insieme cosa sta succedendo al comparto obbligazionario.

Negli ultimi 27 mesi, il mercato obbligazionario statunitense è sceso di oltre il 17%, il calo più lungo e profondo della storia. Sulla stessa linea negativa quello europeo. L’aumento dei tassi di interesse ha poi dato in questo anno il colpo di grazie ai bond già in sofferenza dal coronavirus.

Il noto portafoglio 60/40, infatti, registra nel 2022 il secondo peggior anno dal 1976 ma era scontato visto la negatività che riguarda le sue due principali asset.

Intanto, se stai ancora leggendo, devo farti i complimenti perché sei un investitore migliore di quello che magari pensi.

Sono due le principali domande che girano nella testa degli investitori oggi:

  • Quanto dureranno i mercati ribassisti di azioni e obbligazioni?
  • Quanto saranno profondi i cali prima che venga raggiunto un fondo?

C’è chi cerca risposte nel web e chi invece le vende facendo i propri interessi, ma la realtà dei fatti è che sfortunatamente oggi le risposte nessuno può averle perché ogni crisi è diversa. Dal 1929, il mercato ribassista medio dell'S&P 500 è diminuito del 36% in 14 mesi, ma la deviazione attorno a tale media è stata estremamente elevata. E per quanto riguarda le obbligazioni, siamo già in un territorio inesplorato, ben oltre i cali storici sia in termini di durata che di entità.

Il che significa che cercare di prevedere dove e quando si verificherà un fondo è un gioco inutile da giocare.

In momenti di stordimenti finanziario come questo porsi le giuste domande è l’unico rimedio al senso di smarrimento che rischia di farti prendere decisioni devastanti per il tuo portafoglio d’investimento.

Ecco una breve check list anti-ribasso di mercato che sono convinto ti aiuterà.

1) Conosci il tuo orizzonte temporale

Quando i mercati stanno marciando costantemente al rialzo, il tuo orizzonte temporale può sembrare quasi irrilevante. Ma quando l’orso alza la sua brutta testa, niente potrebbe essere più importante.

Come mai?

Perché se stai investendo con denaro di cui hai bisogno nel prossimo mese o anno, è più probabile che tu diventi un venditore forzato, trasformando la volatilità a breve termine in una perdita permanente. Ma se stai investendo per il prossimo decennio o più, il tempo è dalla tua parte e tutto ciò di cui hai bisogno è la forza d'animo per mantenere il tuo portafoglio nei momenti difficili.

Ciò che può aiutare in questo è la prospettiva, sapendo che ogni mercato ribassista del passato è stato infine seguito da un nuovo massimo storico ad un certo punto nel futuro.

Dal 1950, il tempo medio di recupero (dal minimo al nuovo massimo) per l'S&P 500 (compresi i dividendi) è stato di 14 mesi, con il recupero più lungo di 48 mesi. Se sembra un'eternità, il tuo orizzonte temporale potrebbe essere troppo breve e non compatibile con un investimento in azioni.

Come singolo investitore, il tempo è la tua più grande risorsa. Per utilizzarlo in modo efficace, conosci il tuo orizzonte temporale.

2) Assicurati di essere ben diversificato

La diversificazione è sempre importante, ma durante i lunghi mercati rialzisti questo concetto spesso cade nel vuoto. Durante i 40 anni di mercato rialzista secolare delle obbligazioni che si sono conclusi nel 2020, possedere il mercato obbligazionario totale ti avrebbe reso abbastanza bene (+7,6% di rendimento annualizzato da gennaio 1981 a dicembre 2020 in Bloomberg US Aggregate). Ma il passato non è un prologo negli investimenti e con i rendimenti che hanno toccato i minimi storici nel 2020, le obbligazioni come asset class sono diventate quasi tutte a rischio senza alcuna ricompensa.

All'interno del mercato azionario, la diversificazione è stata ugualmente ignorata nell'ultimo decennio, con portafogli concentrati in titoli ad alta crescita (es: $ARKK ETF) e Nasdaq 100 ($QQQ ETF) che superano di gran lunga qualsiasi altra cosa. Ma c'è un ciclo in ogni cosa, e la corsa di 14 anni dei titoli growth ha iniziato a tornare alla media rispetto ai value.

3) Cerca opportunità per ribilanciare

La volatilità nei mercati tende a creare una più ampia dispersione nella performance delle asset class. Ciò può portare a grandi cambiamenti nelle ponderazioni del tuo portafoglio e opportunità di ribilanciamento. Una delle più evidenti di queste opportunità oggi è nelle azioni internazionali, che hanno sottoperformato le loro controparti statunitensi per quasi quindici anni.

Il ribilanciamento è in definitiva uno strumento di gestione del rischio, che prende profitti in aree che hanno fatto molto bene su base relativa e si aggiunge ad aree che sono rimaste indietro. Va fatto quindi  non solo per aumentare l'esposizione alle aree in ritardo che sono spesso più economiche, ma soprattutto, come protezione contro brusche inversioni verso la media che possono aggiungere volatilità indesiderata al tuo portafoglio.

4) Concentrati sul lato positivo della situazione

Durante i mercati ribassisti, c'è sempre una lunga lista di cose di cui preoccuparsi, e questa non fa eccezione. Dai timori di recessione all'inflazione galoppante alla minaccia di una guerra nucleare, tutte le notizie di oggi sembrano essere cattive notizie.

In questi periodi si è tentati di passare interamente alla liquidità (una quota per il tuo piano d’investimento devi sempre averla), che ha facilmente battuto sia le azioni che le obbligazioni nel 2022. Ma questo è focalizzato sul breve termine. Man mano che il periodo di tempo si allunga, le probabilità che la liquidità sia il miglior investimento svaniscono.

Nell’immediato il contante può darti l’idea di sicurezza, ma nel breve e lungo termine è solo una perdita. Questo perché dopo lunghi mercati ribassisti di azioni e obbligazioni, le valutazioni scendono e i rendimenti aumentano, rendendo le azioni e le obbligazioni più difficili da battere.

Nessuno può dirti dove e quando i mercati ribassisti di azioni e obbligazioni raggiungeranno il minimo. E va bene, perché prevedere il futuro non è un prerequisito per il successo negli investimenti.

Conoscere il tuo orizzonte temporale, assicurati di essere davvero diversificato, cercare opportunità per riequilibrare e concentrati sul lato positivo, sono solo questi fattori che ti permetteranno di resistere a qualsiasi mercato ed ottenere risultati dai tuoi investimenti.


consulente finanziario

Cosa è successo a ottobre sui mercati

Ottobre è stato un mese di rimbalzo per quasi tutti i mercati, dopo un agosto e un settembre parecchio difficili. Lo scenario inflattivo continua a persistere e, anzi, in Europa si è aggravato ulteriormente, però si vede qualche spiraglio di luce in lontananza, con il vistoso calo delle quotazioni del gas naturale scese a un certo punto addirittura sotto i 100 euro al megawattora.

Il mercato europeo, beneficiando dei ribassi del gas, è stato quello più in salute. Mentre l’America, pur recuperando un po’ di terreno, ha patito gli orizzonti di nuove, forti, strette monetarie e la delusione sugli utili nelle trimestrali di diverse aziende importanti.

A Tokyo, l’indice Nikkei si è posto a metà strada tra Europa e Stati Uniti e continua a essere una sorta di mosca bianca non toccata dall’inflazione, unico insieme alla Cina tra i grandi Paesi industrializzati a mantenere una politica monetaria largamente accomodante.

Ultima, ma non per importanza, la Cina, di gran lunga il mercato azionario peggiore tra quelli principali: la perdita mensile è stata a doppia cifra in seguito ai nuovi focolai di Covid e alla riconferma di vertici del partito Comunista cinese che in questi anni hanno iniziato a intervenire pesantemente nell’economia. Un’economia che, tra l’altro, continua a crescere, ma a livelli nettamente inferiori a quelli a cui il Dragone ci aveva abituati.

I principali fatti del mese

  • Le banche centrali continuano a essere molto aggressive. A ottobre è stato il turno della Bce che ha varato un altro rialzo dei tassi da tre quarti di punto, il secondo di fila, portando il tasso di rifinanziamento principale al 2%. Le prospettive non sembrano essere di altro segno, con la banchiera centrale, Christine Lagarde, determinata a domare l’inflazione, arrivata in Italia a ottobre al record da 40 anni dell’11,9% mentre nell’Eurozona si è attestata al 10,7%.
  • A fare da contraltare, un’economia italiana che dimostra ancora una certa resilienza con il Pil nel terzo trimestre che, secondo le stime Istat, è cresciuto dello 0,5% battendo le stime preliminari dell’Ufficio parlamentare di bilancio che si aspettava un -0,2%. Il Pil acquisito per il 2022 quindi si attesta al +3,9%. Tutto questo mentre il governo Meloni si è insediato nel corso del mese, salutando la fine dell’Esecutivo Draghi. Ultimo atto per il vice premier è l’accordo sul gas raggiunto in Europa.
  • Intanto, nel suo World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale stima per l’Italia una crescita negativa nel 2023 (-0,2%). In ottica mondo, per il prossimo anno l’istituto prevede una crescita di solo il 2,7% (dal +3,2% stimato per il 2022).
  • In Gran Bretagna, Liz Truss si è dimessa da primo ministro dopo appena 45 giorni pagando per il maxi taglio delle tasse a debito bocciato clamorosamente dai mercati. Al suo posto, Rishi Sunak, che è anche il nuovo leader del partito Conservatore.

Conclusioni

Con il mese di novembre si “festeggia” l’anno dai massimi sui principali mercati. Le principali banche centrali continuano a mantenere una linea forte di politica monetaria mantenendo la rotta dell’aumento dei tassi contro l’inflazione. Manovre che sembrano pian piano iniziare a far vedere una luce in fondo al tunnel.

Occhi puntati sia su azionario ma soprattutto sul comparto obbligazionario. Lentamente ci stiamo allontanando da rendimenti bassi o negativi sui bond che tornano appetibili per ogni investitore con rendimenti che vanno dal 4 al 9% a seconda dell’asset class.

L’azionario pure da spunti ed opportunità di lungo termine con valutazioni che tutti si auguravano ad inizio novembre 2021 e che spero in tanti oggi le facciano loro.

L’investitore deve prendere coraggio, guidato anche da un professionista, e strattonare con forza le redini del proprio piano finanziario perché sono momenti rari come quest’anno che permettono di avere performance strepitose nel tempo.


consulente finanziario

Opportunità dal 2022 per gli investitori di ogni età

Siamo a fine anno ma che siano stati mesi difficili per ogni investitore ed ogni asset penso sia noto a tutti.

A rincarare la dose l’immagine che mostra i rendimenti da inizio anno di tutte le asset class principali. Come vedi il rosso in doppia cifra ha colpito l’intero mondo degli investimenti.

Il mercato azionario statunitense è sceso fino al 25% nel 2022. A peggiorare le cose, quest'anno anche le obbligazioni sono in forte calo. In genere, quando il mercato azionario scende, le obbligazioni fungono da ammortizzatori per portafogli diversificati. Ma poiché i tassi di interesse stanno aumentando pure l'Obbligazionario aggregate è sceso di quasi il 15% quest'anno.

Ciò significa che qualsiasi investitore esposto ad attività finanziarie tradizionali come azioni e obbligazioni è in calo di circa il 20% su base annua.

E se ti trovi nelle parti più rischiose del mercato, sei ancora più in basso. Il Nasdaq, ricco di tecnologia, è sceso di oltre il 30% dai suoi massimi. Anche l'indice Russell 2000 delle azioni delle società più piccole è in calo di oltre il 30% dai massimi storici. E le criptovalute come Bitcoin sono diminuite del 70% nell'ultimo anno circa.

A nessuno piace perdere soldi, ma i mercati al ribasso creano opportunità per rendimenti attesi più elevati in futuro. Non è mai bello essere investitori quando i mercati scendono, ma ogni mercato ribassista della storia sembra un'opportunità di acquisto con il senno di poi.

Non ho idea di quando l'attuale contesto di mercato cambierà. Ma può essere utile per gli investitori riflettere su alcune delle opportunità che il mercato ci offre in questo momento.

I mercati ribassisti non sono mai divertenti da vivere, ma ogni correzione del mercato azionario nella storia è stata un'opportunità e lo è anche questa volta per te, sia che tu sia un baby boomer, generazione X o millenials.

Diamo quindi un'occhiata all'attuale panorama degli investimenti attraverso la lente di diverse generazioni di investitori:

Baby boomer (pensionati)

Le generazioni più anziane di investitori dovrebbero avere un portafoglio di attività finanziarie ma non molto in termini di risparmi futuri. Ciò ha rappresentato un enigma negli ultimi anni perché i rendimenti delle attività sicure sono stati così bassi da costringere i baby boomer ad uscire dalla confort-zone di rischio prendendosene maggiore alla ricerca di rendimenti attesi più elevati.

Per molti investitori, ciò significava che il tradizionale mix 60/40 di azioni e obbligazioni avrebbe potuto essere più simile a 70/30 o 80/20 a favore delle azioni poiché i rendimenti obbligazionari sono stati molto bassi o nulli e per tanto tempo. Questa strategia può aiutare a migliorare i rendimenti a lungo termine, ma aggiunge anche un livello di volatilità con cui la maggior parte dei pensionati non si sente a proprio agio.

La situazione è però cambiata in fretta quest'anno. Per la prima volta da prima della crisi finanziaria del 2008, gli investitori sono finalmente in grado di guadagnare un po' di rendimento sulla parte obbligazionaria. Basta guardare quanto sono aumentati i rendimenti nell'intero spettro delle scadenze per i titoli di stato statunitensi, ma anche europei, nell'ultimo anno:

Il motivo per cui i rendimenti obbligazionari sono stati così terribili quest'anno è dato dalla combinazione aumento tassi di interesse e rendimenti iniziali bassi o bassissimi. La peggior combinazione per l’investimento in bond.

Ma ora che quei rendimenti sono molto più alti, gli investitori hanno un margine di sicurezza molto più grande se i tassi dovessero continuare a salire.

E la parte migliore per i pensionati è che le obbligazioni a breve termine come i Treasury a uno e due anni ora hanno rendimenti più elevati rispetto alle obbligazioni a lungo termine. Questa è una buona cosa perché, a parità di condizioni, minore è la durata dell'obbligazione o del fondo obbligazionario, minore è la volatilità del prezzo quando i tassi di interesse si muovono.

Ciò significa che i pensionati possono ora bloccare i rendimenti del 4% su obbligazioni che hanno pochissima sensibilità ai tassi di interesse.

Tradotto, se hai una età oltre i 65 e liquidità in conto probabilmente hai l’occasione per comperare ottimi nuovi rendimenti per la parte più difensiva del tuo portafoglio.

Gen Z / Millennials (investitori più giovani)

I giovani sono all'estremo opposto dello spettro di rischio rispetto ai pensionati.

Il consiglio per i giovani durante un mercato ribassista è abbastanza semplice: continua a risparmiare, continua a investire e non farti spaventare dai mercati. La pazienza e un orizzonte temporale sufficientemente lungo possono appianare molti terribili scenari di mercato.

Oggi il mercato ti rimette a disposizione l’occasione per costruire un FONDO IMPREVISTO dove parcheggiare al sicuro i tuoi risparmi per emergenze, acconti, matrimoni o qualsiasi altro obiettivo finanziario a breve termine e con rendimenti.

Ma in questa parte della vita la maggiori risorsa dei giovani è il tempo, o meglio, l’orizzonte temporale e soprattutto il capitale umano. Hai tempo per permettere all’interesse composto di essere il vento alle tue spalle. Hai il tempo di aspettare un mercato ribassista prolungato. E il tuo potere di guadagno futuro equivale al risparmio futuro, che può essere messo in funzione periodicamente, indipendentemente dal fatto che i mercati siano alti o bassi.

Le cattive notizie per coloro che sono completamente investiti sono buone notizie per chiunque in questo momento sta costruendo il suo FONDO PENSIONE con accantonamenti. Alla fine di settembre, l'indice S&P 500 è sceso del 25% dai massimi storici.

Ho trovato un elaborato che mostra cosa succede ai rendimenti dell’indice americano al termine di ribassi oltre il 25% dai massimi:

Puoi vedere che in tutti questi casi nonostante ribassi anche peggiori i rendimenti futuri a uno, tre, cinque e 10 anni sono stati fantastici nella maggior parte dei casi. Ogni periodo ha visto rendimenti positivi tranne un periodo di 12 mesi durante la Grande Crisi Finanziaria.

Non ci sono garanzie che questa relazione esisterà in futuro. Ma i giovani dovrebbero essere felici di quando le azioni scendono perché verranno ricompensati più lautamente. È così che guadagni a lungo termine quando hai molti decenni davanti a te e lasci fare il lavoro pesante all’interesse composto al posto tuo.

Questa è la mia situazione essendo nato nell’84, questo è quello che sto facendo nella mia pianificazione finanziaria.

Generazione X (mezza età)

I pensionati hanno generalmente molte attività finanziarie ma poco in termini di capitale umano in termini di capacità di guadagno futura. I giovani in genere hanno poche risorse finanziarie ma molto capitale umano da risparmiare in futuro.

Ma che dire delle persone di mezza età?

La generazione X è spesso la generazione dimenticata, dal momento che i baby boomer e i millennial ottengono sempre tanta attenzione. La generazione Reality Bites è nata tra il 1965 e il 1980, il che significa che hanno un'età compresa tra i primi quarant'anni e i cinquanta.

Le persone di mezza età vivono nell’enigma del bicchiere mezzo pieno contro il bicchiere è mezzo vuoto. Brucia vedere il valore del tuo portafoglio diminuire, ma è anche bello acquistare azioni quando sono in svendita quando hai effettivamente della liquidità per farlo.

Questa fascia di età dovrebbe avvicinarsi agli anni di picco dei guadagni, raggiungendo anche il massimo impiego in attività finanziarie.

Probabilmente anche i più anziani della Generazione X, come me, dovrebbero pensare a diventare lentamente ma sicuramente più difensivi con il loro portafoglio man mano che invecchiano.

La buona notizia oggi è che i rendimenti degli asset più difensivi come le obbligazioni sono ora molto più alti e i prezzi delle azioni sono molto più bassi.

Insomma, il mercato finanziario oggi ti dà la miglior opportunità per fare qualsiasi investimento. È il meglio di entrambi i mondi.

Il rischio è spesso negli occhi di chi guarda quando si tratta di investire. Non scompare mai completamente; cambia solo forma. Ma il rischio dipende molto anche da dove ti trovi nel tuo ciclo di vita come investitore. Capirlo, contestualizzare il mercato di oggi nella tua life cycle da investitore ti permette di trovare nel percorso d’investimento occasioni anche in quelle che sono semplici difficoltà di breve termine.


consulente finanziario

Cosa pensano gli esperti dei ribassi

Oggi, la maggior parte degli investitori globali è preoccupata che un mercato ribassista colpisca ancora i mercati.

Investitori famosi di lunga data vedono, invece, nelle correzioni di mercato opportunità rare.

I mercati ribassisti possono presentare occasioni per gli investitori, grazie a prezzi inefficienti e alla paura del mercato. Andando oltre, prendiamo esempio da alcuni grandi investitori che hanno fatto investimenti chiave durante le flessioni del mercato, tra cui:

  • Warren Buffett: settore automobilistico durante la crisi finanziaria globale del 2008
  • Shelby Davis: settore finanziario durante la crisi finanziaria asiatica del 1997
  • Peter Bernstein: Oro durante l'incidente della Dot-Com del 2000

In questa infografica di New York Life Investments , ci vengono mostrate quattro citazioni sulle opportunità del mercato ribassista e i dati prodotti dalle loro intuizione.

Come gli esperti pensano alle opportunità del mercato ribassista

Di fronte alle sfide di un mercato ribassista, come rispondono gli Esperti?

1. "Sia che si parli di calze o azioni, mi piace acquistare merce di qualità quando è svalutata".

— Warren Buffett, CEO di Berkshire Hathaway

Proprio come un affare sui calzini può essere un'opportunità per gli acquirenti, un affare sulle azioni è un'opportunità per un potenziale rialzo. In effetti, l'indice S&P 500 ha registrato guadagni a due cifre l' 85% delle volte dopo un sentimento estremamente pessimista dal 1987.

Il pessimismo degli investitori può essere misurato da uno "spread rialzista". Ciò si basa su un'indagine AAII che misura le aspettative degli investitori per il mercato nei prossimi sei mesi. Viene calcolato prendendo la percentuale di investitori che sono "rialzisti" sul mercato meno quelli che sono "ribassisti".

Ad esempio, nella settimana del 29 aprile 2022:

  • Rialzista: 16,4%
  • Ribassista: 59,4%
  • Spread Bull-Bear: – 43

Ecco come si è comportato l'indice S&P 500 dopo periodi di estremo pessimismo degli investitori:

Data Spread Bull-Bear Rendimento a 12 mesi dell'indice S&P 500
19/10/1990 -54 26%
3/6/2009 -51 67%
10/5/1990 -44 22%
21/09/1990 -43 25%
16/11/1990 -43 21%
29/04/2022 -43 ?
17/08/1990 -41 18%
11/01/2008 -39 -36%
14/03/2008 -39 -41%
31/08/1990 -38 23%

Come mostra la tabella sopra, il pessimismo degli investitori è ai massimi degli ultimi 20 anni .

Invece di pensare a quanto sta andando male il mercato, gli investitori potrebbero fare meglio a pensare che il mercato sia significativamente meno costoso.

2. "La storia fornisce informazioni cruciali riguardo alle crisi di mercato: sono inevitabili, dolorose e, in definitiva, superabili".

— Shelby Davis, fondatrice di Shelby Cullom Davis & Company

Fanno male i mercati ribassisti. Il lato positivo è che rappresentano solo il 29% dell'ambiente di mercato, con i mercati rialzisti che fanno la parte del leone (71%). Inoltre, le azioni hanno trascorso la stragrande maggioranza del tempo ai massimi storici o quasi.

Ambiente di mercato Descrizione % di tempo nell'ambiente di mercato
Il massimo di tutti i tempi Il mercato azionario raggiunge il massimo storico 35%
Calo del mercato rialzista Il mercato azionario scende sotto il 10% dal massimo storico 33%
Correzione del mercato rialzista Il mercato azionario scende di oltre il 10% ma meno del 20% dal massimo storico 3%
Ribasso del mercato ribassista Il mercato azionario scende di oltre il 20% dal picco al minimo 10%
Recupero del mercato ribassista Tempo necessario per raggiungere il prossimo massimo storico 19%

Fonte: Morningstar Direct, PerformanceAnalytics, UBS 30.4.2022. Basato sui rendimenti mensili del 1945.

Nel complesso, le azioni hanno speso circa i due terzi del tempo ai massimi storici o quasi.

3. "La lezione più importante che un investitore può imparare è essere spassionato di fronte a risultati inaspettati e sfavorevoli".

— Peter Bernstein, economista e storico finanziario

Per evitare di cadere in comportamenti sbagliati durante un ciclo di mercato, gli investitori possono identificare gli indicatori macro chiave di ogni fase. Di seguito, alcuni indicatori economici e come si associano a ciascun tipo di ciclo di mercato.

Ciclo di mercato Shock di politica monetaria* Sentimento del consumatore Occupazione I saldi Indice dei responsabili degli acquisti (PMI)
Toro Positivo Positivo Positivo Altamente positivo Altamente
positivo
Correzione Positivo Negativo Positivo Negativo Negativo
Orso Positivo Altamente
negativo
Altamente negativo Altamente negativo Altamente
negativo
Rimbalzo Altamente
negativo
Positivo Negativo Negativo Negativo

Fonte: Goulding, L. et al., maggio 2022. *Rappresenta una mossa inaspettata nella politica monetaria.

Come mostra la tabella sopra, i mercati ribassisti sono associati a un basso sentimento dei consumatori, alta disoccupazione, basse vendite aziendali e prestazioni manifatturiere deboli, con un numero elevato di shock macroeconomici.

4. “Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede l'opportunità in ogni difficoltà.

— Winston Churchill, ex Primo Ministro della Gran Bretagna

Proprio come i mercati ribassisti possono alimentare l'incertezza degli investitori, l'aumento dei tassi di interesse può causare perturbazioni del mercato azionario. Tuttavia, dal 1954 l'indice S&P 500 ha restituito una media del 9,4% annuo durante i cicli di rialzo dei tassi della Fed.

Ciclo di aumento dei tassi della Fed Rendimento totale annualizzato dell'indice S&P 500
agosto 1954 - ottobre 1957 14%
giugno 1958 - novembre 1959 24%
agosto 1961 - novembre 1966 7%
Agosto 1967 - Agosto 1969 4%
marzo 1972 - luglio 1974 -9%
febbraio 1977 - giugno 1981 11%
marzo 1983 - agosto 1984 13%
gennaio 1987 - maggio 1989 16%
febbraio 1994 - febbraio 1995 4%
giugno 1999 - maggio 2000 10%
giugno 2004 - giugno 2006 8%
dicembre 2015 - dicembre 2018 8%

Fonte: Morningstar, Haver Analytics, marzo 2022

Non solo, l'indice S&P 500 ha avuto rendimenti positivi 11 volte su 12 durante periodi di aumento dei tassi. Nonostante l'impatto a breve termine sul mercato, le azioni spesso resistono alla tempesta.

Trovare punti luminosi

In sintesi, è utile ricordare le seguenti caratteristiche storiche di un mercato ribassista:

  • Pessimismo estremo
  • Di breve durata
  • Shock macroeconomici più elevati (occupazione, vendite, PMI)

Gli investitori possono trovare opportunità considerando un punto di vista contrarian e imparando dall'esperienza comprovata di investimenti leggendari fatti da chi è sul mercato da decenni e con risultati tangibili.


consulente finanziario

Quale settore vincerà?

Lo S&P500 entra in bear market, e come ogni ribasso ma anche rialzo ci sono vincitori e vinti.

Le diverse fasi economiche hanno settori trainanti e trainati, la difficoltà sta nel capire in che punto del ciclo ci si trova e, poi, quale saranno i settori che ne beneficeranno.

Insomma, la difficoltà sta nel comprendere esattamente situazioni multivariabili, in un sistema complesso ( già scritto così sembra una “questione” impossibile).

Ecco uno sguardo ai rendimenti dei settori dello S&P 500 dal 2009 classificati dal migliore al peggiore ogni anno:

Ciò che salta subito all’occhio è come a distanza di una colonna i vari settori si trovino agli antipodi, a volte, tra un anno e l’altro.

Scegliere i settori migliori e peggiori in un dato anno non è un compito facile.

Facciamo un esperimento. Prendiamo ogni anno i settori con le migliori e peggiori performance e calcoliamo la differenza.

In media tra il settore migliore ed il peggiore balla un 40% di performance. Prova a guardare il 2022 per farti subito una bella idea visto che balla un 90% di differenza tra l’energetico ed in consumi voluttuari.

La performance migliore quest'anno è l'energia, che è aumentata di oltre il 60%. La performance peggiore sono i titoli di beni voluttuari, in calo di oltre il 29%.

Scegli bene e puoi sovraperformare il mercato con un ampio margine. Ma se scegli male puoi sottoperformare in maniera devastante.

L'energia è stato il settore con le peggiori performance in 6 anni su 7.

In questo periodo di 7 anni, i titoli energetici sono scesi del 44% mentre l'S&P 500 ha guadagnato oltre il 130% in totale.

O che ne dici di titoli finanziari? Dal 2006 al 2016 il settore finanziario è sceso del 4% in totale, mentre lo S&P 500 è aumentato di quasi il 100%.

Certo, potresti anche avere fortuna scegliendo il settore più performante, ma personalmente preferisco lasciare al caso meno possibile per le cose che contano nella mia vita e futuro e dovrebbe essere lo stesso anche per te.

Nello stesso periodo dal 2014 al 2020, in cui le azioni energetiche sono scese del 44%, il settore tecnologico è cresciuto di oltre il 300%. 

La concentrazione porta a risultati più ampi, sia al rialzo che al ribasso, ma parlando di pianificazione finanziaria il primo obiettivo deve essere di ridurre al minimo le possibilità di errore mettendosi dal lato giusto delle probabilità.

Ma lo stesso discorso vale anche per la diversificazione geografica?

Non sorprende che la trapunta dei rendimenti del mercato azionario nazionale assomigli molto al grafico della performance del settore:

Scegliere i migliori settori o paesi è probabilmente complicato ma concorderai con me che è molto improbabile scegliere i titoli migliori di anno in anno (ecco perché aprendo un qualsiasi broker di titoli noterai la scritta “il 78% di chi fa trading perde denaro”).

Come ridurre il rischio capita la difficoltà nello “scegliere”?

Non cercando l’ago ma comperando l’intero pagliaio.

I fondi indicizzati di mercato sono la finanziaria soluzione.

Sono a basso costo, trasparenti, fiscalmente efficienti e a bassa manutenzione.

Una delle cose migliori dell'investimento in indici è che ti libera dalla necessità di scegliere il settore o il paese con le migliori prestazioni.

Se sei ampiamente diversificato, sarai automaticamente investito sia nei migliori che nei peggiori risultati, ma i migliori compenseranno ampiamente i peggiori nel lungo periodo.

Ridurre al minimo le possibilità di errore controllabili dall’investitore è il primo obiettivo che deve avere un consulente finanziario. E’ più intelligente scegliere tra opzioni con maggiore probabilità di successo piuttosto che tra opzioni che hanno grosse chance di vederti perdente.


Italiani risparmiatori e poi...

Secondo la recente indagine European Consumer Payment Report 2019 ( ECPR 2019 ) gli Italiani si confermano tra i migliori risparmiatori in Europa.

Di fatti, quante volte abbiamo sentito dire che "Gli Italiani sono un popolo di risparmiatori!"

I dati dell'ECPR 2019 evidenziano che l’84% degli italiani riesce a mettere qualcosa da parte ogni mese, contro la media europea del 75%, e questo ci fà solo che onore.

La cultura del risparmio è uno dei pilastri del Belpaese e sicuramente il punto di partenza di ognuno per migliorare la propria situazione finanziaria ma da sola non basta.

Abbiamo un Ferrari, che tutto il mondo ci invidia, ma senza la giusta patente per guidarla visto il basso livello di educazione finanziaria del popolo italiano.

Essere risparmiatori è una indubbia virtù ma serve il salto di qualità allo step successivo, diventare INVESTITORI.

Il risparmio è lo strumento da utilizzare per raggiungere i propri obiettivi finanziari, il mattone per costruire le varie stanze della tua casa finanziaria.

La domanda che ogni risparmiatore dovrebbe farsi a questo punto è: RISPARMIO PER?

Avere una buona pensione, per il futuro dei propri figli, per avere una rendita ed altre ancora.

Le risposte a questa domanda sono l'inizio della vita da investitore.


Quanto vale "l'economia sommersa"

Un recente studio ha fatto luce sul fenomeno dell'evasione fiscale in Italia e in Europa mettendo in risalto dei dati di sicuro non confortanti per il Bel Paese.

Negli ultimi tempi, l’evasione fiscale è entrata prepotentemente all’interno del dibattito politico. Non si tratta però di un problema nuovo. I fenomeni di evasione fiscale esistono sin da quando i governanti impongono tasse ai loro cittadini.

Da un recente studio condotto dalla società inglese Tax Research LLP emerge che l’Italia è il primo paese per evasione fiscale in Europa, con circa 190 miliardi di euro di tasse evase.

Per avere un’idea concreta del danno da evasione fiscale per la società, i mancati introiti per lo Stato italiano equivalgono a circa il doppio della spesa pubblica in sanità.Nella classifica dell’evasione fiscale in Europa, dietro all’Italia si piazzano in ordine Germania (125 miliardi), Francia (118 miliardi) e Regno Unito (87 miliardi). In totale, prendendo come riferimento l’anno fiscale 2015, l’evasione fiscale tra i Paesi Membri dell’Unione pesa 824 miliardi di euro. È più di sei volte la dimensione del bilancio annuale dell’UE.

È interessante anche notare come cambia questa classifica se consideriamo il peso che l’evasione fiscale ha sul gettito fiscale. Italia, Germania e Francia sono infatti le tre più grandi economie dell’eurozona e anche per questo motivo il valore assoluto delle tasse evase è molto elevato.

Se ci si sposta in termini relativi, il tax gap dell’Italia, cioè il rapporto tra fisco evaso ed entrate fiscali dello Stato, si attesta al 23,28%. Ciò significa che per ogni euro riscosso dal fisco italiano, si perdono circa 23 centesimi in evasione fiscale.

Peggio di noi soltanto Romania (29,51%), Grecia (26,11%) e Lituania (24,36%). Il paese europeo con il tax gap più basso è invece il Lussemburgo, dove l’evasione fiscale pesa il 7,98% degli introiti statali.

Risultato finale? Nei vari paesi europei, il gap medio di tasse evase oscilla da minimi del 7,98% in Lussemburgo (ben più attivo però sul fronte delle politiche di «ottimizzazione fiscale», cioè di sconti ad hoc per le aziende) a massimi del 29,5% in Romania.

L’Italia si colloca fra i paesi più inclini all’evasione sia in valori percentuali (il tax gap è del 23,28%) sia, e soprattutto, in valori assoluti: circa 190 miliardi di euro, 65 miliardi in più rispetto ai 125 della Germania e circa 73 miliardi in più rispetto ai 117,9 miliardi della Francia. Cifre che non meravigliano, se si considera che la Penisola ha bruciato solo nel 2016 un totale di 35,9 miliardi di Iva non incassata.

LA MAPPA 
Il divario tra redditi dichiarati nel 2017 dalle persone fisiche (anno d'imposta 2016) e spesa delle famiglie (Fonte: elaborazione Deim, Università della Tuscia per Il Sole 24 Ore del Lunedì)

«L’Italia sconta un problema storico di debolezza politica nella raccolta delle tasse. Per migliorare l’efficacia servirebbe un sistema più efficiente, è vero. Ma anche un cambiamento politico, che non vedo».
Richard Murphy,
Professor of International Political Economy, City, University of London.